Ion Dissonance: Prendere Fiato Nel Tornado – Intervista

Gli Ion Dissonance si sono imposti di prepotenza con un debutto eccellente. E sono entrati in un panorama non certo inflazionato: il metalcore/mathcore, quel genere-non genere cui si fa riferimento parlando di artisti di eccezionale caratura tecnica e immane, controllata potenza come i Gorguts o i Dillinger Escape Plan.

Con Breathing is Irrilevant, la sensazione è quella di una dimostrazione, non solo di potenza o di capacità di controllo di un’aggressione, ma di una presa di posizione sul modo e sulla durata di questo assalto: senza pause e senza compromessi. Con il loro gusto per l’accumulo di riff in spirali contorte (la cui struttura ricorda i Mr Bungle per l’effetto e gli Spiral Architect per la complessità); con il loro screaming di derivazione black ma privo degli eccessi sguaiati del genere; con il drumming senza tregua e la ritmica incastonata come un ingranaggio oscuro ma implacabile (e niente orpelli e fronzoli stilistici goticheggianti), hanno mostrato un parto che è ancora, oltre ad una promessa per il futuro, anche la punta dell’iceberg di svariati anni di impegno.

E’ Gabriel McCaughry, la voce del gruppo, a parlarcene più approfonditamente.

Tra le domande che viene da fare agli Ion Dissonance, la prima è: perché un attacco così intenso? Il vostro concept e feel artistico riflette solo le vostre capacità tecniche, o è proprio l’urgenza di un fastidio a spingere la potenza del vostro assalto? Considerando i vocals come uno strumento non-concettuale per chi non riesce ad ascoltare o non legge i lyrics, quali dovrebbero essere i primi sentimenti che gli Ion Dissonance provano a risvegliare nell’ascoltatore?

Violenza… il bisogno pressante di far sanguinare qualcuno, o aprire a pugni un varco in un muro senza un motivo apparente, hahaha! In primo luogo, la nostra musica ha come intento l’istinto primario di rabbia in tutti noi, con una precisa "tecnicalità spastica", dosata attentamente insieme a grossi quantitativi di aggressività. Ma in tutta onestà, stiamo solo provando a realizzare quello che è il nostro autentico collegamento nel campo musicale estremo; fusion, per esempio.

Stiete in giro dal 2002 e siete stati in tour anche tutto l’anno seguente. Sappiamo che quest’album è un successo molto atteso, frutto di applicazione e tempi. Per quanto a lungo ci avete lavorato dai tempi del primo demo? Quali erano le maggiori difficoltà durante la registrazione, quali le migliori soddisfazioni che avete avuto con questo successo? Cosa ne pensate dello stato attuale della musica estrema e come vi vedete a prenderne parte?

In realtà, lavorare al demo iniziale di 2 canzoni ci ha preso molto più tempo di tutto quello necessario a scrivere e registrare l’intero album. All’epoca stavamo ancora cercando un suono che potessimo chiamare totalmente nostro, l’idea non è mai stat quella di fare qualcosa di totalmente nuovo o diverso, solamente di fare canzoni che avremmo davvero apprezzato per molto tempo. … ecco perché abbiamo dovuto fare molti ri-arrangiamenti prima di pubblicare sul serio il demo. Quindi, dopo aver firmato per la Willowtrip, abbiamo scritto “breathing is irrilevant” in un soffio, anche perchè molte idee erano già nel demo. La Registrazione è stata eseguita sotto un sacco di pressione e con molto stress, poiché non avevamo molto tempo per provare tutte le canzoni che avevamo scritto, e in più eravamo costretti in scadenze molto strette e avevamo molti pochi soldi. Tutto sommato, credo che quest’album sia una pietra miliare per noi, e uno dei migliori risultati nella mia vita sino a questo momento, anche se tutti noi avremmo voluto più tempo in studio in modo da affrontare con più serenità il tutto, ma dovremo aspettare il prossimo album per quello.

Non riuscirei a giudicare lo “stato contemporaneo della musica estrema”, ogni genere musicale si evolve, cambia o semplicemente diventa sempre più ibridato, e sia che si tratti di un acosa buona o di una cattiva non mi interessa davvero, prenderò sempre e solo quello che mi piace. Sono molto nostalgico, nella vita e nella musica, ma cambiamenti di rotta improvvisi negli eventi sono sempre benvenuti in un certo senso… Non direi che Ion Dissonance costituisca un tentativo conscio di eseguire una virata brusca, ma siamo sicuri al 100%, come musicisti e persone, non camminiamo a ritroso.

Siete stati paragonati a performers come Meshuggah, Gorguts e The Dillinger Escape Plan, e avete anche fatto un bel po’ di tour con gli ultimi. Tuttavia, il vostro suono si distingue facilmente per caratteristiche come la mancanza di soste, la densità e la complessità senza compromessi, e anche per i vocals molto “screechy”. Tutte le band hanno debiti naturali sia nei confronti di artisti che le hanno precedute che dai bakground musicali di provenienza. Diteci di più di voi: da dov’è che il vostro assalto mathcore prende le mosse?

Per me, l’Extreme Metal (in tutte le sue variazioni) ha sempre avuto a che vedere con l’insanità, la pazzia oltre la norma, con l’intensità alla sua stessa radice… Ribellione, ovviamente, la Musica è sempre stata una catarsi per me e il modo definitivo di esprimermi, per lo più il mio lato negativo, vero, ma dove altro puoi permetterti di investie quel lato particolare per trarne profitto? Citare tutte le band che hanno avuto un’influenza sul suono degli Ion Dissonance sarebbe semplicemente impossibile, e siamo 5 persone che vengono da background completamente diversi, penso che la diversità sia proprio quello che abbia avuto un effetto su quello che stiamo facendo ora… Per quanto riguarda il matchcore, beh, non penso che il nostro metalcore sia matematico, semplicemente i nostri tempi e signatures non sono in alcun modo tipiche.

Parte della vostra unicità consiste nel riuscire a mantenervi “orecchiabili” nel processo caotico. Insieme a tutte le vostre influenze, siete stati ispirati anche da performers come i Mr Bungle nel modo progressivo di condurre il vostro attacco in pezzi come substantial guilt…, lo stile di urlo non proprio teatralmente black e il groove a volte blueseggiante? Sappiamo anche che il vostro bassista, che ha sostiuito il precedente, è un musicista blues. Le parti di basso erano già pronte al suo arrivo nel combo o ha potuto influenzare il vostro materiale da subito?

Si, c’è molta musica non-metal che ci ha ispirato, o che semplicemente apprezziamo (e quello potrebbe avere un effetto indiretto, subcosciente, nel modo in cui scriviamo), hai fatto bene a citare le somiglianza agli elementi black dei miei vocals (essendo stato in una band black metal per molti anni, le influenze rimangono) e il feel blueseggiante, poiché la maggior parte degli altri hanno studiato jazz e blues. Miguel è entrato nella band al basso poco prima di registrare l’album, sfortunatamente non ha avuto la chance di aggiungere molto del suo tocco personale all’intero lavoro, è stato un problema di tempo, che al momento non avevamo, la prossima volta sarà diverso.

Il metal, e specialmente il metalcore, difficilmente si associa all’improvvisazione sullo stage. Come è il vostro modo di suonare live? L’ascoltatore può aspettarsi variazioni sulle partizioni o addirittura momenti di jamming libero? Visto che la precisione è un fattor e così cruciale in questo genere, siete completamente tranquilli a suonare del materiale così complesso con la necessità di ricreare interamente il feel dell’album? O il vostro live act prevede appunto la reinterpretazione?

La pratica conduce alla perfezione…. o comunque lì vicino. Tutto quello che suoniamo live, al meglio delle nostre capacità, è molto preciso, non siamo il tipo di band che improvvisa sullo stage o a cui non importa di suonare le parti all’acqua di rose. La musica che fa da supporto alle emozioni richiede di rimanere intatta, ma devo dire che a volte i vocals sono diversi, a seconda della situazione. La nostra migliore qualità, live, è che siamo molto dimostrativi ed energetici, puoi davvero sentire l’amore verso ciò che facciamo, e ci piace lasciarci andare.

Mi sono piaciute in particolare l’intro e l’outro di Failure in the process of identifying a dream, specialmente per come l’arpeggiato calmo e rilassante viene brutalmente troncato prima della fine delle sue stesse battute. Si tratta di un modo di dare l’impressione di un momento di pace caduco, illusorio? Come si rapporta, questa parte e quella finale del pezzo, al titolo e ai testi?

Si tratta più di una coincidenca fortunata che di una correlazione ben pianificata tra titolo e intro/outro. Ma quest’intro non è un del tutto un “impossibile momento di pace”, volevamo che Breathing is irrilevant fosse un attacco sonico privo di sosta, e quella piccola intro è messa proprio per sviare l’ascoltatore dalla possibilità che quest’album possa avere parti più tranquille, ma no, a parte l’ultima canzone che serve come punto finale, quest’album è integralmente l’assalto di un behemoth.

Parliamo un po’ dei testi, del loro stile e delle loro urgenze. Qual è il concept, il loro scopo? Si tratta solo di emozioni, espresse in maniera molto diretta e personale, o hanno un’idea come sfondo? Avete avuto ispirazione da romanzi, film o altri mezzi espressivi? Sentite che la screechyness e l’estremismo dello stile canoro sia un limite all’accessibilità del significato per molti ascoltatori? O è un piacere non essere ascoltati da tutti, vista e considerata anche la chiara genealogia di un titolo come the death of a man is a tragedy, the death of 10.000 is statistics?

I miei testi prendono ispirazione da tutto quello che ho imparato, letto, sentito, sognato, visto… tutto, semplicemente non ci sono limiti. Voglio mettere tutto quello che ho provato e sperimentato nella vita, e poiché questa band è il mio mezzo principale di espressione, ci metto tutto quello che so. Quindi, per rispondere alla tua domanda, si, i miei testi sono a volte ispirati da romanzi, autori, film, momenti storici (quando mi riferisco alla frase “la morte di un’uomo è tragedia, la morte di 10.000 è statistica” cito semplicemente il dittatore russo Stalin), filosofi, etc. Non mi interessa se la gente non capisce interamente il significato oltre le mie urla, urlo principalmente perché si integra con la pazzia della musica. E beh, se qualcuno venisse a discutere con me il significato dei miei testi dopo averli sentiti, allora saprò che questa persona è stata più curiosa sull’intero concept degli Ion Dissonance, e non solo sull’aspetto dello screaming.

Binary, part II ha una parte in stile ambient che crea un ponte nel processo di pestaggio, con e suona simile a quella di una drum machine. Usate a volte inserti elettronici o pensate di usarli in maniera maggiore? Inoltre, le suggestioni del suono simile al beep di un computer che tiene il tempo in Oceanic Motion serve solo a rendere ancora più feroci gli insani tempo che lo sovrastano. Qual è il vostro rapporto con la tecnologia?

Usiamo simili effetti con molta attenzione, non vogliamo sfruttarli troppo. Penso che ci siano fin troppe band li fuori che usano samples su tutto il resto, va benissimo ma deve essere fatto in maniera interessante. Non usiamo mai parti di drum machine, la parte ambient all’inizio di Binary part II è eseguita dal nostro batterista sulla stessa batteria delle altre canzoni, solo che la parte suona un po’ come un drum&bass jazzy. Per Oceanic motion, abbiamo usato il codice morse all’inizio per riflettere la relazione con il titolo, e per aggiungere uno strano elemento di sub-tempo di contrasto ai riff. Stiamo tenendo in considerazione la probabilità di usare altri samples più spesso nel prossimo album, ma non vogliamo strafare, quindi bisognerà vedere…

A conti fatti, gli Ion Dissonance sono puro tempo matematico dedicato al pestaggio in-your-face, un caos metallico. Si tratta del vostro solo proposito sul vostro destino o possiamo aspettarci qualche cambiamento nel futuro? Visto che siete costantemente in tour, quand’è che l’audience può aspettarsi un nuovo album in studio

Per come ci descrivi, è un destino abbastanza pesante cui dover tenere testa se me lo chiedi, hahaha! Ovviamente non è il nostro solo scopo, e ci saranno cambiamentei, questo è inevitabile, vogliamo ancora evolverci, altrimenti quale sarebbe lo scopo della nostra esistenza come band? “Breathing is irrilevant” è solo l’inizio, e se tutto va bene stiamo programmando di scrivere molti altri album, e migliorarci di conseguenza. Non penso che saremo mai una band che suona in maniera ripetitiva, ogni album sarà leggermente diverso e più maturo. Anche se siamo molto tempo in tour, ci prenderemo presto una pausa per concentrarci sulla scrittura del nostro secondo full-leght, i lavori sono già in corso (e potete già scaricare un nuovo pezzo dal nostro sito, dal titolo “She’s strychnine – http://www.iondissonance.com )

Vi vedremo in tour in Europa?

Speriamo proprio di si, ma rapportarci correttamente a un simile mercato è ancora una prospettiva così lontana che probabilmente ci metteremo un po’ ad avere la chance di suonare li da voi senza problemi. Stiamo ancora aspettando le offerte possibili… La firma di un nuovo contratto con un’altra label dovrebbe senza dubbio aiutarci nella prospettiva di arrivare in Europa nel futuro prossimo, e non ne vediamo l’ora!

Beh… statemi bene e grazie mille per l’intervista.

Gag.357

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