Iron Savior: Intervista a Piet Sielck

Allora Piet, per prima cosa ti chiedo di presentare ‘Battering Ram’ ai nostri lettori. Un album davvero roccioso questa volta, eh?

“Assolutamente sì! In ‘Battering Ram’ ci concentriamo al massimo su di un sound compatto, molto di più rispetto al precedente ‘Condition Red’ che tuttavia era un album già particolarmente ‘heavy’. ‘Battering Ram’ è incentrato sul suono delle chitarre in modo da risultare il più possibile diretto, senza compromessi e dannatamente ‘heavy metal’!”

Cosa mi dici sui testi? Apprendo dalla biografia che questa volta l’astronave Iron Savior incontra una civiltà bio-meccanica che popola la nebulosa Andromeda. Sei sempre alle prese con un concept fantascientifico?

“Dunque, è vero che proseguono le avventure dell’Iron Savior, ma in realtà si tratta solo di un mini-concept che si sviluppa nelle prime tre canzoni. I pezzi successivi parlano di vari argomenti. Trovo piuttosto limitante continuare a sviluppare un discorso lirico fantascientifico. All’inizio era molto divertente perché avevo diverse idee in proposito e pensavo di poter trascinare la storia come meglio credevo, ma già durante le registrazioni di ‘Condition Red’ iniziai a stufarmi di robot e astronavi. Credo che ci siano molti più argomenti meritevoli di essere sviluppati che fanno parte della vita reale. Ad esempio ho trattato un tema scottante e forse insolito per una band heavy metal come il terrorismo. Il terrorismo è una piaga raccapricciante, ma è qualcosa che ci tocca da vicino e purtroppo riguarda tutti. Ogni giorno, quando accendo la televisione e seguo le news, non vedo altro che notizie di attentati, gente innocente che muore per strada, mostrano senza alcun rispetto cadaveri mutilati…Ti confesso che non sono d’accordo con quanto gli americani stanno facendo in Iraq, ma siamo qui per parlare di musica, non per discutere se sia giusto rispondere alla violenza con altra violenza. Comunque, questi fatti mi hanno colpito in modo particolare e li ho inseriti nel bckground lirico dell’album.”

In alcuni brani ti trovi anche a parlare di ribellione. Cosa significa per te essere ‘ribelli’?

“Beh, l’heavy metal è il genere musicale più connesso con il concetto di ‘ribellione’. Non possiamo essere metallari senza essere un pizzico ribelli! Quando era un ragazzino e muovevo i miei primi passi come musicista mi sentivo un vero ribelle, ma era uno stato d’animo tipicamente adolescenziale. La mia era un’avversione forse contro la scuola, contro le regole, contro tutto e tutti! Adesso invece mi rendo conto che essere ribelli significa mostrare la propria volontà, pensare con la propria testa e prendere coscienza di voler essere diversi dalla massa. Credo che sia una qualità indispensabile nella vita.”

E per il futuro cosa hai intenzione di fare? Ci saranno ancora universi da esplorare per l’astronave Iron Savior oppure tratterai tematiche reali?

“Molti fan degli Iron Savior apprezzano il background fantascientifico della band e abbandonarlo del tutto significherebbe deluderli. Continueremo dunque a svilupparlo, ma senz’altro affiancheremo ad esso dei brani con i testi che si rifanno alla realtà, che è anche un argomento molto più vasto ed interessante da affrontare.”

Veniamo al processo di composizione. Questa volta non sei stato il solo artefice dei brani, ma anche Joachim Kustner, l’altro chitarrista della band, ha avuto un ruolo di spessore nel songwriting, vero?

“Sì. Negli album precedenti ero l’unico autore delle liriche e della musica, ma in ‘Battering Ram’ il contributo della band è stato più sostanzioso, quello di Piesel (nomignolo affibbiato a Kustner, N.d.a) in particolare. Prima non ero solito affidare ad altri la composizione dei brani, soprattutto perché questo implica una certa responsabilità, ma questa volta la band si è comportata come un nucleo veramente affiatato…e il mio lavoro si è notevolmente alleggerito. Oltre al contributo di Piesel, ricordo che anche il nostro bassista (Yenz Leonhardt, N.d.a.) ha scritto un brano. Il titolo è ‘The Call’ e comparirà sull’edizione limitata del CD. Abbiamo deciso di inserirla come bonus track perché è un brano piuttosto atipico per gli Iron Savior…Non vi anticipo nulla, l’ascolterete quando uscirà il CD, eh,eh,eh!”

E a proposito…agli inizi i dischi degli Iron Savior vantavano la collaborazione di artisti come Kay Hansen e Thomas Stauch, portando la gente a pensare che si trattasse più di un progetto che di una band vera e propria. Oggi invece vi sentite un insieme affiatato?

“Certo. Va detto però che gli Iron Savior come band vera e propria nascono forse con ‘Condition Red’, mentre prima erano più un’evasione dal mio lavoro principale, quello di produttore. L’esperienza maturata nel periodo di ‘Condition Red’ è stata fondamentale, mi ha convinto a proseguire un discorso artistico vero e proprio con gli Iron Savior, affiancato al mio altro lavoro. Questo ovviamente implica che non ci siano collaborazioni esterne. Per quanto ad esempio Kay Hansen sia un amico e un grande musicista, la sua priorità sono i Gamma Ray! Non potrei certo dirgli di accantonarli per venire a suonare in pianta stabile negli Iron Savior!”

E come ti senti in questo doppio ruolo di musicista e produttore?

“Oh mi sento benissimo e continuerò a fare entrambe le cose! E’ovvio che produrre un album è molto diverso che crearlo. Quando ti trovi a comporre un album devi inserirti in un’ottica particolare, quella di un’artista che parte dal nulla e crea qualcosa, non devi semplicemente arrangiare o far suonare nella maniera migliore dei brani che sono già stati preparati da altri. Mi piace molto lavorare come produttore, ma come musicista mi sento più libero, più in grado di osare su di un materiale che è comunque mio.”

Se tu fossi costretto a scegliere? Musicista o produttore?

“Oh, no! Non farmi una domanda del genere per favore! Amo entrambi i miei lavori e non potrei mai rinunciare né all’uno né all’altro!”

In questo periodo stai lavorando con delle band interessanti?

“Sì, sto collaborando con una band brasiliana, gli Hybria. Suonano un power metal melodico molto originale, hanno delle buone idee e ottime carte da giocare, oltre ad un cantante che possiede una voce molto personale. Sono tosti i ragazzi! Il disco uscirà in estate, ve lo consiglio.”

Non hai un sogno nel cassetto? Magari una grande band che ti piacerebbe produrre…

“Beh certo, potrei dirti i Judas Priest, sebbene sia solo un sogno, perché sono la mia band preferita, le loro canzoni mi hanno cresciuto ed hanno formato il mio background musicale. Su ‘Battering Ram’ ci sono dei riferimenti ai Judas piuttosto evidenti. Sai…io non credo che per sentirmi gratificato debba necessariamente collaborare con un grande nome, mi accontento di lavorare con persone competenti e di ottenere prodotti di un certo successo. La mia vita è questa. Potrei dirti che sono una persona dalla mentalità piuttosto aperta e sarei curioso di esplorare territori musicali al di fuori dell’heavy metal, ma chi può dire se lo farò e quando?”

Piet, Metallus ti ringrazia per questa chiacchierata. Un tuo commento finale su ‘Battering Ram’?

“Beh… ‘Battering Ram è un album di ‘Smashing Power Metal’! E’ l’ideale da ascoltare in macchina, a tutta velocità! Hem..evitate di ascoltarlo durante una cenetta intima con la vostra ragazza, mentre la guardate negli occhi e sorseggiate da un calice di vino…non è proprio il contesto adatto! Grazie a te per l’intervista, see you soon!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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