Luca Turilli: Parla il re dell’Hollywood Metal!

Milano, 28 aprile 2000. I fan italiani dei Rhapsody hanno appena avuto quello che attendevano da tanto tempo: un concerto della loro band, per potere cantare a squarciagola le canzoni che hanno accompagnato i momenti fondamentali della loro (spesso giovane) vita. Mentre gli Stratovarius sono impegnati per l’ ultimissimo bis del loro set (Black Diamond), inizia l’intervista con un Luca Turilli che si presenta in strepitosa forma fisica, e che si rivelerà, come era prevedibile, un ragazzo fermamente convinto della propria opera, cosa che già in passato lo ha reso bersaglio di accuse di spocchia e presunzione. Ma tutto sommato l’impressione generale è quella di una persona forse un po’ naif, ma tutto sommato positiva, e che comunque è veramente disposta a dare tutto (come dimostrato dal concerto di questa sera) per i suoi fan. Pronti ad iniziare?

Ciao Luca, innanzitutto come sta andando il tour?

“Beh, benissimo! E’ culminato oggi con Milano, con questa audience straordinaria.”

Effettivamente la risposta dei fan è stata eccezionale… Questa è un po’ una risposta alle critiche che vi erano state rivolte…

“Si, ma a parte le prime critiche apparse subito dopo ‘Legendary Tales’… Insomma, quelle seguenti non ci hanno toccato perché sapevamo comunque che eravamo determinati a proporre la nostra musica dal vivo prima o poi… e finalmente, con l’opportunità dataci dagli Stratovarius ce l’abbiamo fatta.”

Però qualche detrattore potrebbe dire che in realtà questa non è esattamente la line-up che ha suonato sui dischi, visto che c’ e’ Dominique (Leurquin, il chitarrista aggiunto per il tour) ad aiutarti e che avete cambiato batterista…

“No, non ‘aiutarmi’. E’ che volevamo essere molto più potenti dal vivo: per questo abbiamo preso un nuovo chitarrista, però Dominique non fa parte della line-up ufficiale. Mentre Alex (Holzwarth – N.d.A.) è a tutti gli effetti il nuovo batterista, al posto di Daniele Carbonera”.

Come mai Daniele è fuori dalla band?

“Daniele lo sentirai presto con un nuovo progetto, e probabilmente lo aiuteremo perchè comunque siamo stati amici per dieci anni… però sono successe delle cose che ci hanno portato a questa decisione.”

Chi ha scelto Alex e Dominique?

“Io Dominique, perchè mi è stato consigliato da un mio carissimo amico… Io adesso vivo in Francia a Lione, e me lo hanno presentato lì. Invece Alex grazie a Sacha (Paeth degli Heaven’s Gate – N.d.A.) , il nostro produttore, che è suo amico da tanto tempo: lui suonava nei Sieges Even, una band ultra-progressive e tecnicissima che a dire il vero non avevo mai sentito. Ma comunque con lui va tutto benissimo, dato che è un ragazzo simpaticissimo.”

Come mai non avete scelto un ragazzo italiano?

“Mah… Non ci sentiamo obbligati ad avere membri solamente italiani.”

Avevo sentito dire che in un primo momento il chitarrista contattato era Arthur Falcone…

“Beh, ce ne erano tanti nella lista… Falcone era uno di questi.”

Mi parli un po’ del prossimo disco? Ci hai già iniziato a lavorare?

“Il nuovo Rhapsody uscirà il 30 di ottobre, e sarà anticipato il 25 se ttembre dal singolo: ovviamente questo significa che siamo già a buon punto con la sua stesura, e in effetti le canzoni sono già quasi del tutto definite. Ora dopo questo tour ci aspettano tre mesi di duro lavoro, che porteranno sicuramente qualcosa. Per il prossimo disco di Luca Turilli bisognerà invece aspettare il prossimo anno, ma comunque ho già i pezzi tutti pronti”

Le tematiche ovviamente riguarderanno il proseguo del concept…

“Il terzo capitolo della ‘Emerald Sword Saga’, assolutamente!”

Dal punto di vista sonoro sarà più simile al tuo disco solista, più diretto e meno pomposo?

“Esatto! Il mio disco solista è stato una sorpresa a livello di vendite: ha venduto più del primo dei Rhapsody e questa è stata una cosa incredibile. In alcuni stati ha venduto addirittura di più che i Rhapsody! E adesso anche con la band principale cercheremo di proporre qualche ritmica di chitarra, al contrario che nei primi due album, anche se comunque manterremo il suono ultra-sinfonico alla Rhapsody che ha caratterizzato ‘Legendary Tales’ e ‘Symphony…’”

Hai detto che si continuerà con la saga del ‘Warrior Of Ice’ … So che in passato avevi risposto alle critiche di chi ti diceva che certe tematiche fantasy sono un po’ bambinesche, puntualizzando che a te in fondo la cosa non dispiace… Che in fondo si tratta di favole e che ti fa anche piacere così. Ecco, non pensi che questo possa essere un po’ un limite? Che alla fine si possa finire per etichettare i Rhapsody come una versione metal di Fantaghirò, o qualcosa del genere?

“Beh… dipende! Io queste cose epiche le vedo seriamente, in modo drammatico addirittura… Diciamo che quello che ci ha danneggiato, in questo senso, sono ad esempio le copertine un po’ fumettose o magari il mio video pacchiano…”

A proposito del video pacchiano…

“Eh… quella è stata un’idea del mio manager…”

… si, ma mi dici che cosa ti aveva fatto di male la Luna? (riferimento al finale del video stesso, dove il neo-incoronato Luca fa saltare in aria senza alcun motivo il nostro povero satellite)

“Eh… (con una faccia un po’ sconsolata… – N.d.A.) Ma comunque al di là di questo io cerco sempre la serietà, la drammaticità, l’azione… Un po’ come in certi film, no? Per cui nei prossimi anni cercheremo di evolvere verso una serietà epica, per raccontare azioni drammatiche, piene di sentimento e di feeling… e in effetti cose come quelle copertine ti limitano in qualche modo… per cui vogliamo assolutamente ‘entrare’ nei personaggi, proprio.”

Sembra che pian piano il trend power/epic stia scemando…

“Ah, si?”

Beh, la sensazione è quello di un prossimo ritorno di sonorità più thrash ed heavy, annunciato anche dalle recenti reunion di band storiche del genere, come i Destruction o altri ancora… Pensi che per i Rhapsody questo possa essere un problema?

“No, assolutamente… Anzi, al di là del fatto che saremo un po’ più heavy, per cui questo potrebbe anche aiutarci (ride – N.d.A.)… Ma col prossimo album ci sentiamo proprio tranquilli e sicuri di migliorare ancora. Diciamo che quello che ci ma ncava erano delle ritmiche di chitarra, ci abbiamo riflettuto sopra, ci siamo chiesti: ‘Perchè non potenziamo il lato heavy dei Rhapsody?, e ora ci sono talmente tante ritmiche – che mi avanzavano dagli album solisti… no, scherzo! (risate – N.d.A.) – che… beh, per il resto nessun problema col trend power, anzi, noi siamo sempre prospettati verso il futuro.”

A proposito di vendite… I Rhapsody vendono nel mondo molto di più di molti cantantuncoli italiani di seconda categoria, ma restano pressoché sconosciuti al grande pubblico italiano, mentre magari questi finiscono per apparire sui rotocalchi o nei salotti televisivi, ottenendo così pubblicità ed esposizione. E’ una cosa che ti frustra?

“No, assolutamente… anche perché non me ne può proprio fregar di meno di apparire in un salotto televisivo! (risate – N.d.A.) Noi siamo contenti di vendere, ma ovviamente vendiamo frammentariamente in ogni singolo paese, per cui queste 140.000 copie di ‘Symphony’ derivano da 30.000 copie giapponesi, da 40.000 copie tedesche, e così via. Noi in Italia vendiamo 12/13.000 copie. Certo… se già ne vendessi 25.000 allora sì che potresti andare al Costanzo… Ma io sono contento così, perché mi piace girare il mondo, portare la mia musica di qua e di là. Questa era la cosa più bella che mi potesse capitare!”

Noi sappiamo tutti della tua passione per la musica classica, vedi Vivaldi, per le colonne sonore, e addirittura per la musica folkloristica italiana… In campo più strettamente metal chi consideri le tue influenze?

“Beh, nel metal, i vecchi Manowar, per l’epicità… i vecchi Helloween per l’ugola d’oro… i Blind Guardian per i cori… i Crimson Glory per l’enfasi, la voce di Midnight e l’epicità trascendentale”

Qualche tempo fa ho letto un’intervista di Ritchie Blackmore che, parlando del suo progetto rinascimentale Blackmore’s Night, diceva: “C’ è un gruppo italiano che fa una musica molto simile alla nostra, anche se in chiave metal, e si chiamano Rhapsody”. Cosa pensi di questo commento?

“Mi fa un grandissimo piacere, visto che è uno dei mostri sacri della musica! Sono contento che sia riuscito ad ascoltare un CD nostro… io adoro i suoi due album dei Blackmore’s Night, per cui… ben venga!”

Luca Turilli persona… Nei tuoi testi dai sempre un’immagine molto positiva, con testi che parlano del bene che trionfa sul male e così via. A leggerti nelle interviste però, certe volte si ha l’ impressione di una certa spocchia, mentre molta gente ti descrive come un antipatico.

“E’ tutto deformato, e chi mi conosce di persona lo sa… A parte che, come puoi aver visto anche stasera, sono tutto fuorché il più odiato dagli italiani… Penso che siano tutte trovate giornalistiche: ad esempio mi ricordo che quando avevano grandissimo successo i Guns ‘n Roses c’era sempre Axl che era contemporaneamente il più amato e il più odiato… Sono cose un po’ strane, ma comunque per me ci sono solamente i fan! Poi non si capisce perché, in generale, i Rhapsody sono odiati da certi giornalisti… non compaiono mai nelle liste di preferenza di a lcuni di loro (ehm… forse per una questione di gusti? – N.d.A.)… Ma a parte tutto io non penso assolutamente di essere antipatico, anzi, cerco sempre di essere positivo e di concentrarmi per sviluppare questa positività nella vita quotidiana… Tu parlavi delle liriche: quando io le scrivo sono portato dalle emozioni, e quindi finiscono per riflettere veramente come sono dentro. Insomma, magari qualche giornalista può avere saggiato il mio lato negativo perché mi ha punzecchiato con qualche domanda di pura provocazione… Ma tendenzialmente si vede come una persona sviluppa la propria personalità… e io penso di essere più positivo che negativo!”

Facciamo un salto indietro di un anno nel tempo… Al Gods ’99 tu non c’eri, ma alcuni tuoi compagni di band si sono “esibiti” in una performance politica, facendo pubblicità ad un candidato. La cosa ha suscitato molte polemiche… Pensi che si sia trattato di un autogol, per la band?

“Sì, è stato un autogol, ma solo ed esclusivamente per quelle persone che erano lì… Io non avrei mai fatto una cosa simile. Sin dall’inizio, ero partito con l’idea di non volere nessun riferimento a simboli o partiti politici. Io ero in Germania a registrare il mio solista, e quando ho sentito questa storia sono rimasto abbastanza allibito… per me è stata una crepa, ecco!”

Concludiamo: cosa ti aspetti dal futuro e cosa devono aspettarsi i fan dei Rhapsody?

“I fan… che si aspettino un grande terzo album e un grande concerto da headliner… Finalmente avremo la possibilità di avere i suoni che vorremo noi…”

Si è vero, il suono era parecchio impastato, e so che non avete neanche fatto il soundcheck…

“No infatti, assolutamente no… Era terribile, e in certi momenti dovevo tornare indietro per dire al tecnico di alzarmi questo o abbassarmi quest’ altro… Sai come succede! Però insomma, il risultato è stato fantastico comunque. Per quanto riguarda quello che mi aspetto io, diciamo che adesso mi trovo in una certa fase energicamente positiva, dal punto di vista compositivo… abbiamo già pronto il secondo disco solista, abbiamo già pronte fantastiche idee per il tour da headliner dei Rhapsody… e poi anche per il quarto Rhapsody e il mio terzo solista… tantissime idee veramente!”

Per il tour da headliner pensate di limitarvi all’Europa o andare anche oltre?

“Si, ovvio… adesso dobbiamo sottostare agli Stratovarius, ma abbiamo già in programma un tour che ci permetterà di portare le nostre idee in Europa per tre settimane, poi affronteremo Sud America, Stati Uniti e Giappone.”

Come mai non siete partiti direttamente da headliner, e avete preferito iniziare piano?

“Avremmo voluto… però il nostro manager faceva pressioni, dicendo che avevamo bisogno di esperienza, e probabilmente si è trattato di una scelta azzeccata. Poi i ragazzi degli Stratovarius sono fantastici, veramente amichevoli… e anche i Sonata Arctica, pensavamo sarebbero stati sulle loro perchè sono finnici e molto giovani e invece sono davvero simpatici!”

E qui si conclude l’intervista… e ora non ci resta che aspettare!

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