Papa Roach: “American Dreams” – Intervista a Tony Palermo

L’intervista ai Papa Roach ha conosciuto qualche intoppo: ma lungi da noi cedere di fronte a qualche difficoltà! Con grande stoicismo, siamo riusciti a scambiare qualche parola con il batterista della band, Tony Palermo, in merito alla pubblicazione del nuovo album di studio della famosissima alternative metal band statunitense.
A fronte di una grande gentilezza del buon Tony, il tempo è stato davvero tiranno e i mezzi di comunicazione piuttosto instabili; nonostante le avversità, abbiamo raccolto per voi qualche interessante spunto di riflessione su questo nuovissimo “Crooked Teeth”.
Come si dice, un’esperienza breve ma intensa.

Ciao Tony, innanzitutto grazie per il tuo tempo. Siamo qui per parlare di “Crooked Teeth”, il nuovo album dei Papa Roach.
Come lo introdurresti ai vostri fan?

Ciao e grazie a te! Direi che questo disco è il più avventuroso che abbiamo mai scritto: contiene elementi classici dei Papa Roach, ad esempio Jakoby rappa molto, e il groove è quello dei dischi passati; a livello di testi, invece, è incentrato sulla forza e la positività della vita. E’ un disco ben fatto, che contiene varie dinamiche che spero le persone possano capire e apprezzare: “Periscope” è una canzone molto pop, mentre la title track “Crooked Teeth” è decisamente esplosiva.

Qual è la direzione che avete voluto dare a questo nuovo disco? Ho avuto la possibilità di ascoltarlo e direi che continua sulla strada dei lavori precedenti, ma allo stesso tempo cerca di riconnettersi alle radici della band…

Esatto, hai risposto alla tua stessa domanda! Nell’album c’è la volontà di non definirci in uno schema, ma andare oltre limiti che non avveamo mai esplorato prima. Il disco è davvero divertente da suonare per noi, il che è importante perchè deve esserlo quando vai in tour e ti esibisci dal vivo. Abbiamo cercato la freschezza, ma allo stesso abbiamo voluto tornare alle radici, come dici tu. Come ti anticipavo, Jakoby rappa di più, ma nulla è forzato, si tratta di un’evoluzione naturale. Credo che questo si veda e spero che le persone sappiano considerare il disco nel suo insieme.
A volte quando lavoriamo ad un album e abbiamo pronti 8 o 9 brani, torniamo in studio per capire cosa manca per completare il disco, il pezzo mancante del puzzle. E’ quello che è successo con “Help”, il primo singolo estratto dalla release. Si tratta dell’ultima canzone che abbiamo scritto ed eravamo piuttosto scettici al riguardo. Jakoby pensava fosse un brano troppo allegro, mentre voleva trasmettere un messaggio più oscuro. Ha aggiunto un testo di questo tipo e credo che il contrasto tra la musica allegra e il testo cupo renda il brano davvero notevole. All’inizio non ci piaceva, non volevamo pubblicarla come primo singolo, ma poi lo abbiamo fatto ed è rimasta al numero 1 delle classifiche americane per 6 settimane!

Avete lavorato con due giovanissimi produttori, Nicholas Furlong e Colin Brittain, cosa che ha rappresentato un salto nel buio per voi. Come mai questa scelta?

Cercavamo un’energia nuova, ed è innegabile che loro ce l’abbiano. Per scegliere il produttore del disco abbiamo provato a lavorare con varie persone e con Nicholas e Colin abbiamo scritto “My Medication”; dopo quella session abbiamo capito che erano le persone giuste.
C’è tanta creatività nel loro modo di lavorare e questo ci ha aiutati a rendere il processo di registrazione molto rapido. Nonostante avessimo pronte delle demo, abbiamo continuato a collaborare e produrre anche in studio; abbiamo capito che tutto sarebbe andato per il verso giusto quando anche il nostro bassista Tobin, che tende ad essere ipercritico in ogni circostanza, ha dato il suo benestare ai pezzi. Credo che questa freschezza traspaia da ogni pezzo del disco.

Sono presenti anche due collaborazioni: con Skylar Grey per “Periscope” e con Machine Gun Kelly in “Sunrise Trailer Park”.
Come avete scelto gli ospiti per il disco?

Innanzitutto, i pezzi erano già stati registrati. Per quanto riguarda MGK, avevamo già eseguito con lui “Last Resort” l’anno scorso, in occasiode degli Alternative Press Music Awards; nel backstage gli abbiamo proposto di lavorare a “Sunrise Trailer Park” e lui ha accettato! Ha funzionato molto bene, anche se in realtà il brano parla di una relazione finita.
Per quanto riguarda “Periscope”, Jakoby ha raccontato del suo amore a distanza per sua moglie; abbiamo scelto Skylar Grey perchè lei scrive e produce i suoi brani: ha modificato in parte il pezzo per adattarlo alle sue esigenze vocali, ma quando è tornata con la versione rivista, era davvero perfetta per lei. Sono state delle collaborazioni molto semplici e naturali, non forzate. Siamo fan di questi artisti, per cui lavorare con loro è stato normale e spontaneo.

Chiudiamo con una domanda su tour passati e presenti: avete girato l’America con Five Finger Death Punch, Sixx: A.M. e From Ashes To New; come è andato quel tour e cosa possiamo aspettarci dalle tappe europee?

Ci siamo divertiti molto con tutte queste band ed è stato davvero figo, perchè ogni volta erano presenti moltissime persone, non solo nostri fan, ma anche gente che era lì per gli altri. E’ stato bello, ma adesso vogliamo superare i nostri limiti anche per quanto riguarda le esibizioni del vivo: saremo in tour con Frank Carter & The Rattlesnakes, ma credo si uniranno anche altre band; in realtà speriamo di fare un tour con ben 4 gruppi in totale.

Ilaria Marra

view all posts

Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login