Pain Of Salvation: “Falling Home” – Intervista a Daniel Gildenlöw

Gli svedesi Pain Of Salvation sono da sempre considerati uno dei gruppi di maggior successo nel panorama progressive metal, ma è altrettanto vero che il combo di Eskilstuna è conosciuto anche per essere una band in costante evoluzione. A darcene un’ulteriore prova è l’ultima fatica discografica intitolata “Falling Home”, uscita lo scorso 10 Novembre. In occasione della recente pubblicazione, abbiamo avuto il piacere di parlare di questo nuovo capitolo con il mastermind Daniel Gildenlöw, pronto a svelarci qualcosa in più diquesto nuovo album acustico e orgoglioso di regalarci in anteprima qualche chicca esclusiva!

Domande a cura di Alberto Capettini e Arianna G.
Traduzione a cura di Arianna G.

Innanzitutto come stai? Ho saputo della tua malattia di recente… Non deve essere stato facile gestire quella brutta infezione che ti ha colpito e ti ha costretto a stare a riposo per molto tempo…

Ora sto bene, il riposo è stato utile, la miglior parte della storia. Sentivo dolore tutto il tempo, dal punto di vista mentale, è una cosa che ti butta giù, che ti disintegra, ma ho cercato di farmi forza usando il mio umorismo, che in questo caso si è rivelato l’amico più vicino durante i mesi passati in ospedale. Ho avuto uno splendido supporto dai fan di tutto il mondo e anche dalla mia splendida famiglia, che non ho potuto vedere per molto, molto tempo.

Ok, ora concentriamoci su questa nuova fatica discografica dei Pain Of Salvation, che si intitola “Falling Home”. Potrebbe essere una domanda scontata, ma secondo te, quali sono le differenze maggiori tra “12:5” e “Falling Home”?

Prima di tutto, la cosa più ovvia è che “12:5” è stato registrato live, con il pubblico presente, e avremmo dovuto fare lo stesso per questo nuovo album, ma per qualche ragione, a livello tecnico c’è stato qualche problema con le registrazioni, per cui siamo finiti a registrare il materiale in studio. Questa è la differenza principale! Quando sei chiuso in uno studio, hai modo di lavorare al sound in modo diverso. Questo nuovo album è meno acustico rispetto a “12:5”, che a sua volta non suona come un tipico album acustico, ehehehe. Io credo che, ascoltando questo disco, ti ritrovi ad essere colpito da quello che stai ascoltando.

In questo album sono presenti due cover. Da dove viene l’idea di coverizzare “Holy Diver” di R. James Dio e “Perfect Day” di Lou Reed?

L’idea era sorta quando avevamo deciso di registrare quello show di cui ti parlavo prima, lo show dal vivo e volevamo proporre almeno una cover durante il set ed è una cosa che mi piace fare in ambito live. La scelta di “Holy Diver” è derivata dopo una richiesta che abbiamo ricevuto un paio di anni fa: eravamo in un locale del nostro paese dove si stava tenendo un party. A tutti gli invitati era stato chiesto di proporre un pezzo rivisitato, a noi è toccato “Holy Diver” di Dio e abbiamo pensato: “Uhm, proviamo a proporre qualcosa che la gente non si aspetterebbe”. Ad ogni modo, ci era stato chiesto di proporre due pezzi, il primo è stato “! (Foreword”, brano estratto dal nostro primo album, “Entropia”, che a parer mio è un brano hard metal, l’abbiamo riproposta in chiave jazz ed acustica. Abbiamo cercato di fare la stessa cosa in questo album per “Holy Diver”, per cui diciamo che la tradizione era già nell’aria… Tra l’altro, questo brano era già stato suonato alcune volte in passato. Un paio di anni più tardi, quando eravamo già in procinto di realizzare questo show acustico, sentivo che c’era qualcosa che mancava. Volevo ripetere l’esperienza, dato che mi piace cantare seguendo quello stile musicale. Ah, mi avevi chiesto anche di Lou Reed! Scusa, me ne stavo dimenticando! Mia moglie mi aveva chiesto di cantare due brani durante il nostro matrimonio, una delle due canzoni scelte era appunto “Perfect Day” di Lou Reed! Devo dire che prima di allora non l’avevo mai ascoltata, all’inizio non ero molto convinto della scelta, ma ammetto di aver cambiare idea abbastanza velocemente. È un brano grandioso. Avevo avuto modo di suonarla con il mio ex tastierista, Fredrik (Hermansson) proprio in occasione del mio matrimonio e l’abbiamo eseguita più o meno come è stata proposta in questo album, senza ovviamente includere la batteria e altri strumenti. Inserire questa traccia nell’album è stata, pdr me, una scelta adeguata.

Preferisci le versioni originali dei brani che hai riarrangiato o sei più orientato sulle nuove versioni?

Per me sarebbe quasi naturale preferire la versione più odierna del brano, poiché racconta dell’uomo che sono diventato oggi, anche se ammetto che la versione acustica rende difficile fare un paragone con i brani originali, specialmente per quello che riguardano brani come “Stress”. È difficile dirti esattamente quale versione mi piaccia, perché ci sono fattori diversi. Posso, però, dire onestamente che se qualcuno mi chiedesse di ascoltare “Stress” proprio adesso, mi butterei sull’ascolto della versione proposta in “Falling Home” piuttosto che sull’esecuzione del brano che troviamo sul debut album, “Entropia”.

Recentemente avete avuto la possibilità di suonare “Remedy Lane” dal vivo in tutta la sua interezza in occasione del ProgPower USA e Europe. Per quale motivo avete deciso di offrire ai fans questo show esclusivo, che sicuramente non avrà modo di ripetersi in futuro?

Credo che la questione sia legata da due fattori. La ragione principale è ovviamente da attribuire agli organizzatori del festival, che ci hanno chiesto di eseguire interamente “Remedy Lane”. Era una cosa che sentivano fortemente, volevano che noi eseguissimo questo set dall’inizio alla fine e questo ci porta alla seconda ragione, ovvero che nel corso degli anni sentivo l’esigenza di riproporre qualcosa che avevo già fatto. Come ti dicevo prima, tutto ruota intorno alla creatività e alla passione, e mi son ritrovato a pensare nuovamente a quell’album.

Qualche mese fa avete suonato a Cagliari. Cosa avete provato a suonare di nuovo in Italia, dopo il tour acustico che avete tenuto in compagnia di Anneke Van Giersbergen?

È stato fantastico. Amo l’Italia e prima del concerto che si è tenuto in Sardegna, non ero mai stato là. Diciamo che per noi visitare un paese in cui non eravamo mai stati prima d’ora è stato un bonus extra. Ad essere onesto, l’Italia è uno dei paesi che più amo in Europa, anzi nel mondo. Quando ero piccolo, ricordo che io e la mia famiglia passavamo molto tempo durante l’estate nel vostro paese, per cui per me è una cosa grandiosa!

Attualmente avete in programma un tour europeo? Magari una nuova data in Italia?

Stiamo lavorando ad un tour che forse si terrà l’anno prossimo, lo stiamo giust’appunto sistemando adesso. Vedremo cosa riusciremo a tirar fuori, ma se la cosa dovesse andare in porto e dovesse avvicinarsi all’idea che abbiamo in mente, proporremo un tour che non abbiamo proposto prima di oggi, sarà una cosa unica e piacevole, sarà un tour figo! Penso che i nostri fan ne saranno sicuramente entusiasti e saranno certamente interessati a ciò che vogliamo proporre. Per ora teniamo le dita incrociate e ovviamente, vogliamo anche concentrarci sul nuovo materiale. Come ti dicevo, sto scrivendo cose nuove, credo sia arrivato il tempo per focalizzarsi su questo.

Di recente, ho sentito qualche voce riguardante un ipotetico DVD. Avete in programma qualche registrazione?

Sì, ci sarà un dvd l’anno prossimo, che mostrerà il tour acustico che abbiamo fatto. Abbiamo effettuato qualche registrazione, per cui cercheremo di realizzarne un dvd. Purtroppo, con l’uscita di “Falling Home”, abbiamo ritardato l’uscita slittandola all’anno prossimo. Sì, ci sarà un’occasione per vedere cosa abbiamo fatto, cosa è successo. Non so ancora quando il tutto verrà pubblicato, non so dirti in quale formato verrà rilasciato, ma so che accadrà sicuramente l’anno prossimo.

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