Hail Spirit Noir: “Oscuri spiriti ellenici” – Intervista con Haris

Gli Hail Spirit Noir sono un duo ellenico, al debutto da pochi giorni, sulla nostrana Code666 con “Pneuma”, un ottimo lavoro avantgarde black metal davvero interessante e originale. Cerchiamo di conoscere un po’ meglio questa nuova realtà musicale, assieme a una delle due metà del combo, Haris, che si occupa dei testi e dei synth.

 

Prima di tutto i miei complimenti per “Pneuma”, un album che mi ha positivamente impressionato.

Grazie mille. Siamo molto felici di saperlo.

A livello prettamente musicale, il vostro sound sembra il risultato di un melting-pot di differenti stili e approcci, dal tradizionale black metal scandinavo a certe influenze quasi indie/post-core. Secondo te quali sono gli elementi più importanti, nell’economia del vostro sound?

Questo genere di eclettismo è in effetti palese, e caratterizza anche il mio lavoro coi Transcending Bizarre, perciò credo che sia proprio parte di me. A essere onesti, non intendevamo creare a tavolino un melting-pot stilistico. Siamo partiti componendo brani con un tema centrale, attorno al quale abbiamo via via aggiunto diverse orchestrazioni, per arricchire e completarne l’atmosfera. Per alcune canzoni avevamo bisogno di riff dall’impatto frontale, mentre altre necessitavano un approccio più complesso e meditato. Certamente il risultato, nel suo complesso, voleva suonare anche sottilmente vintage e psichedelico, un po’ come ascoltare la colonna sonora di qualche film horror anni ’60 o ’70. Utilizzando principalmente strumentazione analogica (anche un registratore a cassetta) abbiamo cercato di riprodurre un sound vintage, che si discostasse dai moderni standard del metal estremo,  e che catturasse il feeling di un album registrato in presa diretta. Questo è anche il motivo per cui il lavoro di produzione è uno degli aspetti più importanti per la riuscita di “Pneuma”.

Ascoltando l’album mi sono ritornate delle suggestioni simili a Ved Buens Ende e Virus, per quanto concerne il guitar-work. Queste due band di Czral rientrano fra le vostre influenze? Più in generale, c’è qualche altra realtà musicale che è, oppure è stata, di rilevanza centrale, nel vostro  background?

Ved Buens Ende e Virus sono due band che rispetto molto, la loro musica è unica, anche se non mi sento influenzato da essa. In questo senso non credo ci sia qualche band metal in particolare ad averci ispirato, a parte un generico influsso del filone black, sia moderno che old-school. Personalmente mi sono invece ispirato al compositore greco Manos Hadjidakis (a cui abbiamo dedicato l’album), e sopratutto al suo lavoro “Reflections”, datato 1969. Si tratta di un album sinfonico, folk e rock, un lavoro dall’atmosfera nostalgica e sognante, ma al tempo stesso molto dark. Volevo riuscire a  catturare un feeling simile a questo, utilizzando un filtro interpretativo più sinistro ed estremo. E così nacquero gli Hail Spirit Noir.

Diamo uno sguardo più approfondito all’album. “Pneuma” è composto da sei tracce, puoi dirci qualcosa di più su ognuna di esse?

Certo. L’opener “Mountain Of Horror” prende ispirazione da un’opera di H.P. Lovecraft e musicalmente è costruita attorno al riff principale, che segue lo sviluppo della storia, diventando progressivamente più dissonante e violenta, man mano che la trama evolve. “Let Your Devil Come Inside” include molte melodie basate su partiture di archi, che suonano un po’ come una sinistra e cupa “Eleanor Rigby”.

La terza “Against The Curse, We Dream” è una canzone tipicamente diretta e in-your-face, il cui testo abbonda di ironia e tratta di una maledizione di bontà e felicità che cadde sull’umanità. Contro questa maledizione, ci sono ancora alcuni esuli che sognano il male…

“When All Is Black” si evolve su una progressione di accordi che mi ricorda sempre dei paesaggi nebbiosi. Volevamo creare un’atmosfera claustrofobica, adatta ad accompagnare questo racconto di un sogno misantropico, calato nella nebbia più nera.

La penultima “Into The Gates Of Time” è la traccia più lunga dell’album, e si compone di tre parti: un inizio tranquillo e atmosferico, una sezione centrale più violenta e dissonante, e un finale nel quale dominano solo i suoni della natura. Penso che sia il brano più complesso e prog di “Pneuma”.

“Xaire Pneuma Skoteino” è un titolo greco, che significa semplicemente Hail Spirit Noir. Si tratta della canzone più semplice e immediata dell’album, e pensavamo fosse la sua conclusione ideale.

Tu e Theoharis, gli unici due membri del gruppo, suonate anche coi Transcending Bizarre. Quali sono (se ci sono) i punti di contatto fra questi due progetti musicali?

Transcending Bizarre è un gruppo di cinque elementi, che lavora come un team, nel quale ognuno ha voce in capitolo e potere decisionale, per cui capita spesso che i brani finiscano con essere completamente diversi dall’idea di partenza. Al contrario gli Hail Spirit Noir sono un progetto molto personale, nel quale solo io Theoharis determiniamo e diamo forma al sound.

“Pneuma” è stato masterizzato da Jens Bogren, uno dei più rinomati professionisti del settore. Dal mio punto di vista il suo lavoro è riuscito ad esaltare bene le vostre peculiarità stilistiche, senza snaturarle. Siete soddisfatti del suo lavoro sull’album?

Sì al 100%. Ti parlavo in apertura della grande importanza e delle alte aspettative che nutrivamo, riguardo la produzione. Avevamo un sound ben preciso in mente, e Jens è riuscito ad arricchire il mix che gli abbiamo consegnato, portando allo scoperto ogni singolo elemento e strumento, aggiungendo quel tocco vintage che stavamo cercando.

Hail Spirit Noir da l’impressione di essere un progetto con forti rimandi letterari e artistici. Abbiamo già citato Lovecraft, ma ci sono altre opere che ti senti di consigliare, magari proprio per accompagnare l’ascolto dell’album?

Essendo italiano sicuramente conosci Dario Argento. Sono certo che il suo “Suspiria” si adatti molto bene alle atmosfere di alcuni nostri brani. Stesso discorso per il capolavoro dell’espressionismo tedesco “Il Gabinetto del Dottor Caligari”. Per quanto riguarda la letteratura, alcuni dei libri che hanno ispirato i miei testi sono stati “Il Gene Egoista”, un saggio del biologo  Richard Dawkins, pubblicato nel 1976, e “Trick Of The Mind”, del mago e ipnotista inglese Derren Brown.

Ora che “Pneuma” è pubblicato e disponibile, quali sono i vostri prossimi progetti?

Senz’ombra di dubbio suonare live. Forse un tour. Esibirsi dal vivo è sempre magnifico.

Ok  Haris, grazie per il tuo tempo e le tue parole. A te lo spazio per i saluti finali

Grazie a te per l’intervista, Alekos. Ricordo a tutti che l’album sarà nei negozi dal 5 marzo, via Code666, e via web qualche settimana prima. Un saluto a tutti dalla Grecia del Nord.

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