Origin: “Omnipresent” – Intervista a Paul Ryan

In vista dell’imminente uscita della nuova creatura “Omnipresent”, abbiamo deciso di scambiare qualche parola con il chitarrista della band americana: Paul Ryan, leader di uno dei gruppi più seguiti dell’underground estremo; qui coadiuvato, nelle prime domande, dal cantante Jason.

Partiamo col parlare del nuovo album e della copertina: chi l’ha disegnata?

Paul: La copertina è stata disegnata da Colin Marks che ha realizzato anche quella di “Entity”, io non ho dato nessuno spunto, è tutta opera sua.

Jason: Abbiamo contattato ancora una volta Colin Marks della Rain Song Design per l’artwork. Precedentemente ha realizzato quello di “Entity”, che esprimeva però una sensazione più fredda e minimalista. Volevamo continuare con questa sensazione di disperazione anche in “Omnipresent”, e lui era la prima persona a cui abbiamo pensato per la realizzazione.

Che significato ha? Chi è l’uomo nel grande buco?

Paul: è tutta un’interpretazione personale, poi sta all’ascoltatore dargli il significato che vuole.

Jason: Colin ha catturato l’essenza di quello che avevamo in mente per l’album ascoltando solamente alcune delle nostre frasi. Gli abbiamo detto che eravamo alla ricerca di qualcosa che mostrasse l’insignificanza dell’essere umano nei confronti delle innumerevoli forze dell’universo, le quali ci sovrastano in ogni momento e che sono pronte a distruggerci in un attimo. L’uomo nel buco rappresenta tutti noi, impotenti rispetto al nostro stesso futuro, insignificanti rispetto al grande schema che sovrasta l’ordine delle cose.

Parlando del sound: possiamo notare una progressione costante da “Origin” fino ad “Omnipresent”. Se fossi un fan, ascoltando “Omnipresent”, quale sono le differenze più evidenti rispetto alle uscite   precedenti?

Ho cercato di conservare la tipicità del nostro sound, ma alternandola con delle “progressioni” e, qualche volta, con delle regressioni alle sonorità precedenti. Rispetto a quando ero più giovane sono più aperto mentalmente nei confronti della melodia. Prima ero maggiormente dedito ad esprimermi con violenta ed efferata intensità.

Qui, più che nelle precedenti uscite possiamo sentire influenze old school death metal, come in “The Absurdity Of What I Am”, in “Redistribution Of Filth” e “Source Of Icon”; e influenze classical metal nei brevi passaggi strumentali. Sono queste due delle tue principali influenze?

Sono metallaro da tutta la vita ed amo la musica heavy da quando sono piccolo. Suppongo che ora, essendo più vecchio, alcune delle mie influenze passate stanno in qualche modo iniziando a modellare le mie idee e il mio modo di comporre gli album. Agli albori del metal, un album conteneva diverse peculiarità ed erano proprio queste a caratterizzare il sound delle diverse band. Penso sia solo dovuto ad un diverso approccio rispetto ad oggi, io ho cercato di inserire alcune di queste caratterizzanti peculiarità in “Omnipresent”.

Dall’altra parte abbiamo “Thrall Fulcrum Apex” che rivela una sorta di attitudine grind, presente in altre tracce di Omnipresent, con un piccolo momento “slam”, l’album sembra pieno di spunti.. 

Beh, alla fine sono ancora un grinder. Mi diverte sempre suonare veloce, e sinceramente non potevamo continuare a produrre lo stesso album, quindi ho mischiato tutti gli elementi che sono dentro di me..

In “Antithesis” troviamo “Void”, in “Entity” “The Descend”, adesso sono presenti tre composizioni strumentali: “Permanence”, “Continuum” e “Obsolescence”. Ciò dipende da bisogni strutturali o c’è una ragione più profonda?

Quando scrivo un album cerco di coinvolgere l’ascoltatore in un viaggio che comprenda dei “colpi di scena”, delle cose che non ti aspetti. Cerco di sfruttare l’effetto sorpresa, specialmente nelle prime volte che una persona ascolta l’album, quando i diversi passaggi vengono di volta in volta scoperti.

Come funziona il songwrting degli Origin? Scrivi un riff e lo proponi agli altri o vi trovate insieme in sala prove e vedete cosa accade?

Mentalmente mi viene un’idea di base e poi ne discuto con gli altri membri cercando di sfruttare il loro talento e il loro approccio musicale. La composizione è uno sforzo di gruppo. Successivamente andiamo in sala prove e cerchiamo di affinare i dettagli prima di entrare in studio.

C’è una band nel mondo del metal o al di fuori alla quale sei legato?

Intendi la mia canzone metal preferita di tutti i tempi? Ci sono troppe canzoni e troppi album per poter nominare solamente una canzone. Pensando alla mia giovinezza direi “Reign In Blood” degli Slayer, la migliore all’epoca.

Qual’è la canzone degli Origin che preferisci, ce n’è una alla quale sei particolarmente legato?

Personalmente hanno tutte un posto speciale, però per quanto riguarda “Omnipresent” direi che “Unattainable Zero” è la mia preferita.

Avete in programma di fare un video musicale o l’unico video sarà il lyric video di “All Things Dead”? (l’intervista è stata realizzata prima che uscissero gli altri lyric video)

Per ora abbiamo realizzato i tre teaser tratti da Omnipresent: “Manifest To Desolate”, “All Things Dead” e “Absurdity Of What I Am”. Speriamo che l’album vada bene abbastanza da poter poi realizzare un video.

Abbiamo assistito a diversi cambiamenti di stile nel metal estremo, Decrepit Birth e Devourment ne sono un esempio, pensi che un giorno possa accadere anche agli Origin?

Anche se il mio stile è in constante cambiamento non penso che faremo qualcosa con le voci pulite. In questo senso sono un vecchio grinder fermo sulle proprie posizioni. Spero di riuscire a conservare negli anni, seppur con piccoli cambiamenti, il sound degli Origin.

Secondo te come è cambiato il concetto di metal estremo nel corso degli anni? Ci sono molte band che hanno lo stesso sound e che dicono le stesse cose. Siamo vicini ad un punto di saturazione dove è difficile dire qualcosa di nuovo…

L’imitazione è la più sincera forma di adulazione! Immagina come si possano sentire i Black Sabbath in questo momento. Alla fine solo i più forti sopravvivono ai nuovi ibridi, così come accade nella vita.

Una domanda per i music geek: come è cambiato nel corso degli anni il tuo equipaggiamento? Qual è stata la tua prima chitarra e il tuo primo amplificatore?

Per il mio sound ho sempre cercato di usare amplificatori Mesa Boogie e pickup attivi Emg. Nel corso degli anni ho avuto molte chitarre elettriche: Fender, Hamer, Jackson, solo per elencarne alcune. Oramai sono progredito molto dal piccolo amplificatore che usavo per esercitarmi.

Quando avete pianificato di venire in Europa?

Saremo in Europa tra il 20 novembre e il 20 dicembre con Aborted ed Exhumed.

Le ultime parole sono per te..

Paul: Grazie per l’intervista, per il supporto e per ascoltare Omnipresent!

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