Nameless Crime: Non solo power – Intervista

Parlare di power metal italiano, al giorno d’oggi, è un po’ un rischio: da una parte si tende ad identificare una scena in costante crescita e fermento, specialmente quella underground, con i canoni dettati dai due mostri sacri tricolore, Rhapsody e Labyrynth per intenderci. Dall’altra, il pericolo maggiore, risiede nel liquidare tutte le nuove proposte che stanno emergendo come semplici cloni di uno stile che si basa più sullo speed melodico, il metal sinfonico che nel vero e proprio suono power, quello nato negli USA all’inizio degli ’80. L’ancora di salvezza, per uno scribacchino metallico, sta nell’imbattersi in band personali e fresche come i campani Nameless Crime, freschi di debutto con il loro omonimo primo full-length per l’etichetta italiana Nocturnal Music; 5 ragazzi in grado di comporre vero e proprio power metal DOC, ma in chiave moderna, con aggiunte di thrash della scuola Bay-Area, una produzione di alto livello e (soprattutto) tante, tante validissime idee per un disco che sta avendo ottimi riscontri di vendite oltre che di critica. Andiamo, quindi, ad incontrare Marco Ruggiero, uno dei chitarristi e fondatori di questo five-piece che ha il fascino musicale dei grandi elementi della natura.

Bene Marco, anticipandoti i complimenti doverosi per il bell’esordio musicale dei Nameless Crime, volevo aprire questa nostra chiacchierata, sapendo qualcosa in più della storia della band e come vi siate trovati a proporre un sound così poco ‘frequentato’ di questi tempi come il power metal (quello vero, di matrice statunitense, che spesso viene confuso con lo speed europeo), in una visione, però, estremamente moderna e fresca. Tutto nato spontaneamente, oppure c’era già una volontà precisa di andare a toccare certi lidi musicali?

‘Grazie mille per i complimenti, perché fanno sempre piacere, specialmente quando porti avanti un progetto sentito così fortemente e per il quale hai speso molte energie! Tornando alla tua domanda e mettendo da parte i convenevoli, posso dirti che l’idea di orientarsi verso questo tipo di sound è il frutto, più che di una precisa volontà di realizzare un determinato progetto musicale, di un’indole che ci ha sempre contraddistinti come singoli musicisti nel corso delle nostre passate esperienze musicali (Marco è stato attivo anche con i Landguard. N.d.A.), delle band parallele nelle quali tuttora suoniamo e di una passione per quel sound che oggi viene definito heavy classico che altro non è che la NWOBHM, trasportato e sviluppato da band americane quali Metal Church, Vicious Rumors, Agent Steel, Overkill e Savatage. Ti ho premesso questo poiché, a livello temporale, i Nameless Crime sono un gruppo molto recente, formatosi nel 1997 ma che, da allora, ha cambiato un solo elemento della band, il precedente vocalist Michele Sorrentino (attivo sul demo omonimo recensito nella rubrica Garage N.d.A.) che ora è stato sostituito da Fabio Marna. Partendo proprio dalla nostra esperienza in fatto di metal classico e grazie al fatto che ci conosciamo da molto tempo, abbiamo potuto sviluppare questo sound nostro, immettendo quello che ci piaceva e sapevamo fare, riuscendo, almeno a nostro avviso, a renderlo fresco ed attuale, inserendo diverse influenze come il thrash Bay-Area, proprio per creare qualcosa di personale. Ovviamente il giudizio sulla riuscita di quest’operazione spetta al pubblico! (Ride).’

Insomma, la teoria che i gruppi boarder-line, alla fine, siano quelli migliori sembra sempre essere confermata! Do solito, però, questo status musicale, specialmente in questi ultimi tempi dove speed sinfonico, nu-metal e black sembrano essere le direttive insindacabili per una band che si voglia definire al passo coi tempi, non rende certo facile la vita a livello commerciale o della più semplice ‘fama’ all’interno del genere.

‘Non penso che i problemi di una band nel farsi largo nella scena, almeno in questi ultimi anni, siano imputabili alla sua difficile catalogazione. Certo, essere fuori da quei cliché che oggi la fanno da padrone tra le preferenze del pubblico metal (in particolare quello che si avvicina per la prima volta al genere), può essere un’arma a doppio taglio, non lo nego (le sorti di band come Watchtower e Sieges Even sono emblematiche. N.d.A.). Sono dell’avviso, però, che tutto il mercato metal (oltre a quello musicale nel senso più ampio) stia vivendo un forte periodo di crisi economica, vuoi per i prezzi e le tassazioni imposte dall’import/export e da organismi come la S.I.A.E., vuoi perché le label, specialmente quelle indipendenti e più deboli economicamente, non sono molto disposte a rischiare su un gruppo nuovo che rientra in certi cliché, figuriamoci una formazione che incrocia e propone generi che si ritengono strani o non più seguiti! Ti assicuro che procurarsi un contratto è veramente un’impresa!’

Mi dai il ‘la’, in questo modo, per una delle più ovvie, ma necessarie, delle domanda: come siete arrivati al deal con la Nocturnal Music?

‘Quando ti risponderò, tu saresti autorizzato a darmi del bugiardo!! (Ride). Insomma, ti ho raccontato tutta quella pappardella sui problemi delle band ad ottenere un contratto, alla fatica che si fa nel cercare di convincere una casa discografica a produrti quando noi abbiamo fatto le classiche spedizioni ed abbiamo ricevuto in breve tempo più proposte, tra le quali quella della Frontiers/Nocturnal Music; è vero, ci siamo dati da fare per creare dei demo che avessero, oltre alle idee, una presentazione professionale e di alta qualità, ma non abbiamo di certo studiato a tavolino il genere o le canzoni, visto che, il nostro modo di comporre si basa essenzialmente sulla jam-session. Per noi è importante che ogni brano sia curato nei dettagli, che rispecchi a pieno quello che noi amiamo suonare e che ci convinca fino in fondo. Riguardo a questo devo ammettere che i ragazzi della casa discografica sono stati veramente gentili, puntando su di noi e sul nostro stile ed accettando la nostra decisione di non volere contratti a tempo, visto che se non siamo soddisfatti di qualcosa, possiamo anche rifarla da capo; ti assicuro che non sopporto l’idea di inserire pezzi riempitivi per consegnare un disco entro il contratto di scadenza. Possiamo dire di essere stati fortunati, visto che, oltre ai pregi che ti ho citato prima, la Nocturnal Music è delle nostre parti, quindi ad un passo da casa nostra: molto comodo, non trovi!’

Una ventata di speranza per le band in cerca di un contratto, questa tua affermazione. Senti Marco, per concludere la nostra breve ma piacevolissima chiacchierata, torniamo un attimo all’album ed in particolar modo all’operato di Fabio, sia vocalmente che nella stesura dei testi: in che proporzione ha partecipato alla fase creativa di quest’aspetto di ‘Nameless Crime’?

Concludendo: novità per l’immediato futuro e, magari, qualche dato sulle vendite e sui concerti da poco tenuti in Estate?

‘Qui mi rigonfio ancora di orgoglio perché ti posso affermare, senza darti cifre precise però, che il disco sta vendendo molto bene, siamo presenti in moltissime mail-order di negozi ed i concerti della stagione estiva appena conclusa ci hanno soddisfatti appieno; abbiamo suonato assieme a Paul Di Anno, Drakkar, White Skull ed il pubblico ci ha accolto benissimo. Ora, il nostro management sta programmando date per quella che potremmo considerare una mini tournée autunnale, ma non posso ancora anticiparti nulla. Ultima novità: ai primi d’Ottobre uscirà un promo di tre pezzi nuovi, riservato solo alla stampa, che anticipa quello che andrà a formare il nostro secondo lavoro la cui uscita, se non ci saranno problemi, dovrebbe essere per la Primavera/Estate del 2004.’

Grandi speranze, citando Dickens, per i Nameless Crime. Una notizia che non solo fa piacere per il giusto successo che comincia a sorridere alla band campana, ma alimenta l’ottimismo nelle band dell’underground nazionale, da anni alle prese con crisi di mercato e con un’esterofilia del nostro pubblico che sembra dura a morire. In bocca al lupo a Marco ed ai suoi complici del ‘Crimine Nascosto’.

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