Nightwish: “The Greatest Show On Earth” – Intervista a Troy Donockley

I Nightwish pubblicano il nuovo monumentale live album “Vehicle Of Spirit” la prossima settimana,  con gli show di Wembley e di Tampere registrati durante l’ultimo tour a supporto di Endless Forms Most Beautiful. Abbiamo scambiato qualche parola con Troy Donockley per l’occasione.

Ciao Troy, bentornato su metallus.it. Oggi parliamo del nuovo live dei Nightwish “Vehicle Of Spirit”. Partirei proprio dal titolo. Qual è il significato e da dove nasce?

E’ una storia interessante. Dopo aver scelto e filmato i due show stavamo riflettendo sul possibile nome della release. Questo titolo è venuto fuori da un mio amico tastierista di Los Angeles. Ci ha visti ad L.A. durante l’Imaginaerum Tour e si aspettava un normale concerto metal, con chitarrone e headbanging. Non sapeva invece a cosa sarebbe andato incontro e soprattutto non si aspettava la parte sinfonica del nostro sound. Ne rimase impressionato, soprattutto per l’atmosfera e per il nostro rapporto e affiatamento sul palco come band. Mi mandò quindi un messaggio, descrivendo lo show come un “Vehicle of Spirit”. Da lì è nato il titolo del nostro nuovo live anche perché ci descrive in modo perfetto, e descrive alla perfezione anche l’energia che sprigionano i nostri fan.

Siete stati in tour per un anno intero a supporto dell’ultimo album e avete scelto due show ben precisi. Il primo è quello tenuto a Wembley. Qual è la sensazione di suonare in una venue così leggendaria?

E’ stato veramente pazzesco. Qualcosa di importantissimo e cruciale. Da quando ero un ragazzino, Wembley è sempre stata una venue iconica. Mi ricordo i Deep Purple, i Led Zeppelin che suonavano lì, qualcosa che mi sembrava così distante dalla mia vita. E’ sempre stato un sogno. Quando abbiamo suonato lì è stato bellissimo, per tutti noi.

Durante lo show avete avuto anche uno special guest, parliamo di Richard Dawkins. Cosa puoi dirmi di questa sorpresa?

Sembrava veramente impossibile che si realizzasse. Lo avevamo coinvolto per l’album e poi abbiamo provato a convincerlo a salire sul palco con noi, per leggere gli scritti di Charles Darwin alla fine di The Greatest Show On Earth. E’ stato un momento davvero strano perché a un certo punto il pubblico si è zittito e poi alla fine è esploso in un boato. Emozionante. Non aveva mai fatto qualcosa del genere, ne altro con dei musicisti.

Tornando alla scelta della venue, riflettevo sul fatto che negli ultimi anni molti live show sono stati registrati a Wembley, mentre nel passato la metà prediletta era la Budokan Arena di Tokyo. Forse qualcosa che sta cambiando anche nel mercato?

Di questi tempi è veramente difficile prevedere come si muova il mercato. Abbiamo comunque sempre scelto delle venue importanti, come ad esempio il Greek Theater di L.A.. Mi piacerebbe tornare sicuramente anche a Tokyo alla Budokan. E’ un posto quasi mistico.

L’altro show è stato registrato a Tampere, praticamente lo show di casa per oltre metà della band. Una produzione enorme e maestosa. Cosa puoi dirmi questo concerto? 

E’ stato quasi spaventoso. E’ stato il primo show del tour con una produzione così imponente, eravamo ancora ai primi concerti dopo l’uscita dell’album. Eravamo un po’ intimoriti perché c’erano tantissime cose che sarebbero potute andare male, avevamo fuochi d’artificio e molto altro. C’era un po’ di nervosismo a riguardo. Ma fortunatamente è andato tutto benissimo. E’ filato tutto liscio. La cosa interessante per i fan è il contrasto tra i due show. A Tampere siamo rimasti molto fedeli a quella che era la scaletta, non solo dei brani, ma dell’intero show; eravamo all’inizio del tour e quindi seguivamo il più possibile il “copione”. Eravamo quasi intrappolati dentro la traccia. Ma dopo centinaia di show, quando siamo arrivati a Wembley eravamo molto più sciolti e rilassati.

Alla fine abbiamo un terzo disco dove avete racchiuso brani tratti da differenti show sempre dello stesso tour. Come avete selezionato il materiale? 

Questo è un aspetto interessante. C’è l’intervista a Richard Dawkins che è un po’ il piatto forte, riguardo alla sua partecipazione allo show. Per quanto riguarda i brani abbiamo cercato di scegliere delle performance peculiari, dove i brani magari sono stati eseguiti in maniera un po’ differente o in situazioni particolari. Penso che i fan lo ameranno, ci sono piccole venue, grandi festival come Rock In Rio e molto altro.

Con un album così importante, avete mai pensato di proporlo interamente dal vivo? 

Endless Forms Most Beautiful è un album sicuramente maestoso ed epico. Sappiamo però che i fan vogliono un mix di vecchio e nuovo e l’intero album sarebbe stato impegnativo. Siamo però veramente felici di essere riusciti a proporre dal vivo “The Greatest Show On Earth” negli show che abbiamo suonato nelle Arene, con un lavoro di produzione imponente con effetti e megaschermi. E’ stato un bell’obiettivo raggiunto con successo.

Ok Troy, arriviamo alla domanda fatidica. I fan attendono buone news riguardo al futuro e a un possibile nuovo album. Cosa ci stanno riservando i Nightwish?

In questo momento stiamo centellinando le informazioni riguardo al nuovo album, quindi non posso dirti molto. Ci sono alcune idee su cui stiamo lavorando. Posso dirti però che nel 2018 torneremo in tour e sarà qualcosa di veramente interessante, per tantissimi motivi e ragioni. I fan non rimarranno delusi.

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tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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