Nightrage: “Arm Aim Kill”, intervista a Marios Iliopoulos

Determinazione: questa la radice profonda dei Nightrage, band greco/svedese che da quasi due decenni (nata nel 2000) costruisce una propria strada lastricata di melodic death metal. Marios Iliopoulos è storia e sintesi di una band che ha vissuto tante stagioni (e volti diversi) rimando fedele alla propria ispirazione. Abbiamo avuto modo di parlare con il chitarrista greco (sebbene australiano di nascita), alla scoperta dei segreti di “Wolf To Man” ultimo nato in casa Nightrage.

A due anni di distanza dl vostro penultimo album, ”The Venomous”,  pubblicate ora “Wolf To Man”: cosa è accaduno nella vostra storia in questi due anni di attesa?

Abbiamo fatto diversi show di supporto a ”The Venomous”, e contemporaneamente abbiamo iniziato a scrivere le nuove canzoni. Devo ammettere che però abbiamo avuto la sfortuna con alcune bookin agency ed alcuni manager, per cui abbiamo perso del tempo utile da passare in tour. Abbiamo dovuto aspettare per evitare dei ”cattivi accordi”. La passione è rimasta sempre quella, ed ora siamo molto felici con la nostra nuova agenzia la Artery Global. Stanno facendo un ottimo lavoro per noi, amano la band e c’è davvero una buona relazione dal punto di vista lavorativo.

Quali sono state le principali influenze in fasi di songwriting, e sopratutto quali erano gli obbiettivi da raggiungere attraverso la composizione di queste nuove canzoni?

Volevamo ottenere un sound più brutale ed aggressivo, così come era nostra attenzione cercare di trovare quell’ispirazione che ronzava in testa di un sound un poco più ”oscuro”. Penso che io e Magnus (l’altra chitarra della band, Nda.) abbiamo lavorato seguendo una direzione più ”heavy”. Abbiamo improvvisato molto mentra lavoravamo alla nuove canzoni. Dal punto di viste dei testi Ronnie (Nyman, Nda.) ha lavorato in totale autonomia scrivendo ogni parola dei testi e lavorando alle linee melodiche. In questa maniera siamo riusciti a creare una sorta di ”trinità musicale” cha ha conferito all’album un suono migliore e più vario.

Entriamo nello specifico allora, raccontati i dettagli che si nascondono dietro ”Wolf To Man” 

La prima canzone che abbiamo composto è stata ”God Forbid”, ed è nata da una mia idea iniziale, mentre stavo lavorando all’interno dei Otsemusicstudio. Una canzone pensata per un progetto diverso, ma Magnus ha insistito molto per farla diventare a tutti gli effetti una canzone dei Nightrage. Ronnie ha poi preso spunto dall’espressione latina homo homini lupus (letteralmente “l’uomo è lupo per l’altro uomo”)  segundo la scia di ”The Venomous”, dove veniva trattato il tema dell’umanità intera avviata verso la sua inevitabile fine. ”Wolf To Man” è la fine di questo viaggio: siamo pronti per saltare nel caos che abbiamo creato per noi stessi.

Il disco è decisamente livellato verso l’alto, ma se dovessi esprimerti in maniera netta, quale è la canzone che ti rende più orgoglioso?

Le amo tutte, ovviamente. Non ci sono riempitivi. Ma se dovessi scegliere sceglierei la title track .”Wolf To Man” è diversa e speciale: riff paranoici e melodie sinistre che si innestato attorno a quello che possiamo considerare una sorta di coro di monaci proprio nella parte del chorus. Ancora una volta bravissimo Ronnie, un gran lavoro che ha dato alla canzone un respiro davvero fresco. Dal punto di vista strettamente tematico, la canzone parla di noi, dell’essere il più grande nemico di noi stessi. Siamo la nostra più grande minaccia, ma al tempo stesso anche la più grande ricompensa se vogliamo leggerla nell’ottica del cacciatore e della preda.

C’è poi “By Darkness Drawn”: primo singolo e video. Perché avete scelto proprio lei per lanciare il vosro nuovo album?

Volevamo una canzone d’impatto, ma al tempo stesso una che potesse essere riconducibile ad una melodia tipicamente Nightrage. Ci siamo subito resi conto del valori di ”By Darness Drawn”: la faccia più pesante della band.

 “Embrace The Nightrage” una canzone che sembra essere quasi una dichiazione d’intenti…

Una canzone che amo, specialmente la parte del chorus dove si possono sentire tre chitarre armonizzate. È una canzone ”In your face”, con grandi melodie ed ottime linee vocali. Mi piace ascoltare nelle armonizzazioni di chitarra qualche influenza di Iron Maiden e Thin Lizzy all’interno di una canzone che tratta del profondissimo lato oscuro di noi esseri umani. D’altra parte è una realtà che nessuno di noi può negare, o scappare da essa. Meglio abbracciare la nostra ”Nightrage”!

Agosto 2019: già fissata la data per il Warhorns festival: ci sarà qualche altra occasione per ascoltarvi dal vivo, Italia compresa?

Siamo davvero emozionati, perché ci piacciono i festival e dopo il Warhorns stiamo cercando di trovare altre occasioni simili. Stiamo lavorando per show in Grecia ed un tour europeo a maggio. Ci piacerebbe un tour americano, ed uno magari tra Asia ed Australia. Abbiamo intenzione di promuoverlo capillarmente. Per quanto riguarda l’Italia speriamo di poter includere qualche data durante quelle ipotizzate per il tour europeo. Ci piace suonare per i fan italiani.

L’industria musicale ha attraverso una serie decisamente importante di cambiamenti recenti: cresce la tecnologia dello streaming e del dowload (anche legale) e cala la vendita del disco ”fisico”: quanto ha influito tutto questo nella vita dei Nightrage?

Abbiamo sempre cercato la strada giusta per adattarci alle nuove vie del business musicale. Questo perché dobbiamo tutti fare i conti con chi e come consuma musica. Intendiamoci, non bastano solo i social network anche se rivestono una parte decisamente importante del gioco: se non ci sei e non fai sapere qualche ”notizia” di tanto in tanto sei morto, o qualcosa di simile. Sappiamo come funzionano le regole del gioco e cerchiamo di giocare anche noi, quindi anche le interviste sono importantissime, servono per raccontarsi ad un pubblico cha magari fino a poco prima non ti conosceva. Permettimi di ringraziare i fan italiani: speriamo di poterci incontrare presto!

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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