Deathstars: Nightmare Industries – Intervista

Per prima cosa i nostri complimenti per il nuovo album! Come presenteresti ‘Termination Bliss’ ai lettori di Metallus?

“Mi piace definire ‘Termination Bliss’ come “un gigantesco mostro venuto dalle tenebre”. L’intero disco è molto complesso e ricco di sfaccettature. Il nostro stile si è evoluto molto rispetto al passato grazie all’esperienza che abbiamo accumulato.”

Quali pensi che siano dunque le principali differenze tra ‘Synthetic Generation’ e ‘Termination Bliss’?

“Il nuovo disco è senza dubbio più vario, è più pesante ed oscuro, contiene una serie di elementi sonori inediti per i Deathstars, elementi che come ti dicevo, abbiamo sviluppato grazie all’esperienza maturata in questi ultimi anni. E’ più maturo rispetto a ‘Synthetic Generation’. Non che quel disco fosse male, ma era il nostro debut ed era molto più “naif” rispetto al nuovo lavoro.”

Tra ‘Synthetic Generation’ e ‘Termination Bliss’ sono passati quasi tre anni. E’ successo qualcosa di particolare in questo periodo?

“Purtroppo gli ultimi due anni e mezzo sono stati un periodo molto duro per noi della band. Abbiamo vissuto delle esperienze molto negative che ci hanno segnato, tra cui anche dei lutti, e questo ha inevitabilmente rallentato il nostro lavoro. Questa forte negatività si riflette anche nella musica, ‘Termination Bliss’ contiene numerose autocitazioni.”

A tuo parere quali sono le canzoni più rappresentative del nuovo album? In particolare, su quali pensi che i Deathstars abbiano sperimentato qualcosa di nuovo?

“Ti cito senza dubbio ‘Motherzone’ e ‘Cyanide’, sono le mie canzoni preferite dell’album, sono dei brani molto forti ma altrettanto orecchiabili e possiedono una forte personalità. Io direi poi che l’intero album è sperimentale, proprio perché non abbiamo voluto fare una copia di ‘Synthetic Generation’. Durante la stesura dell’album non ci siamo posti limiti creativi, sarebbe stato frustrante. Non c’è stato nulla di pianificato, abbiamo fatto esattamente ciò che volevamo senza nessuna pressione e il risultato è quello che puoi ascoltare in ‘Termination Bliss’.”

Personalmente mi piace definire il sound dei Deathstars come un metal moderno ed aggressivo, sensuale e caldo come l’Inferno! Che ne pensi?

“Yeah, COOL!!! Mi piace molto la tua definizione, ah,ah,ah!”

Il successo che avete raccolto in patria ti porta a vedere i Deathstars come delle rock star oppure vi sentiti ancora legati al panorama estremo dal quale arrivate?

“Senza dubbio! Molte cose sono cambiate rispetto al passato, ma le nostre radici estreme sono innegabili. Tutti noi arriviamo dal death e dal black, sono generi che seguiamo tuttora con interesse e che fondamentalmente non abbiamo mai abbandonato. Anche da un punto di vista espressivo puoi sentire dei riferimenti al death al black, anzi credo che su ‘Termination Bliss’ questa derivazione sia ancora più marcata, arrivando ad una combinazione tra la musica estrema e quella moderna.”

Parliamo un po’ dell’artwork di ‘Termination Bliss’. Sulla copertina del CD c’è questa impressionante donna dalla pelle bianca, nuda, posta in uno scenario che personalmente mi ricorda il film ‘The Grudge’. Che ne pensi?

“Non sei il primo a farmi notare questa somiglianza con il film ‘The Grudge’, e in effetti è vero, ma la cosa non è stata intenzionale. Volevamo un soggetto che fosse classicamente horror, ma anche abbastanza moderno e a modo suo sexy. E così la scelta è ricaduta su quella figura femminile, che poi rappresenta molto bene la frustrazione umana, la paura, il panico.”

Vogliamo parlare dei testi? Leggendo i titoli sembrerebbe che vogliate sviluppare una critica verso la società, è vero?

“Non tanto una critica verso la società, quanto piuttosto una critica verso noi stessi. Noi Deathstars siamo dei cattivi ragazzi, facciamo schifo e ci odiamo! E’ facile puntare il dito contro gli altri, prima bisogna guardare sé stessi e scoprire i propri difetti piuttosto che dire…blah, blah, blah, questo fa schifo e quello non va bene!”

Infatti il singer Whiplasher ha dichiarato in una recente intervista che i Deathstars sono i “Caino” della società moderna. Tu come la vedi?

“Ah,ah, guarda, Whiplasher dice un sacco di cose! Comunque questa sua definizione può essere sempre condotta alle tematiche dell’album, al fatto che noi siamo imperfetti, siamo cattivi e non abbiamo paura ad ammetterlo.”

Apprendo dalla vostra biografia che siete stati banditi dagli show televisivi, è vero?

“E’ vero. Tutto si collega ad un video che abbiamo girato tempo fa. Era una sorta di horror movie in cui noi suonavamo attorno ad una donna intrappolata, l’ambiente ricostruito era molto oscuro e sinistro. A un tratto da questa donna uscivano degli orribili bambini mutanti. I benpensanti della situazione cedettero che la nostra intenzione fosse quella di scherzare su di un argomento come l’aborto. In realtà i Deathstars non hanno mai voluto trasmettere alcun messaggio di carattere politico o sociale, tutto quello che volevamo era rappresentare una storia horror fine a sé stessa, cruda e malvagia ma senza alcuna presa di posizione tra le righe. Da quel momento siamo entrati nel mirino della censura.”

Sono previste delle esibizioni live dopo l’uscita dell’album? Verrete anche in Italia, magari?

“Lo speriamo, è in previsione un tour di supporto a ‘Termination Bliss’ che ci dovrebbe portare un po’ ovunque, anche nel vostro paese. Al momento però non è ancora stata pianificata nessuna data. Sicuramente ci vedremo ma la nostra agenzia deve ancora decidere quando, non so poi se sarà uno show come headliner o se suoneremo nel contesto di un festival estivo.”

Per concludere levami una curiosità: da dove arrivano i vostri nick name così “pittoreschi”?

“Ah,ah,ah, non vorrei deluderti ma non hanno alcun significato particolare. Sono un retaggio del nostro passato in ambito black e death, sono molto cool e rappresentano la personalità di ognuno di noi!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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