Necrodeath – Bulldozer – Schizo: Intervista tripla alla “triade”

L’Armageddon In The Park 2013 offre quest’anno la possibilità di vedere sullo stesso palco uno di seguito all’altro, tre dei dei più importanti gruppi del metal tricolore: Necrodeath, Bulldozer, Schizo. Tre band accomunate dalla passione per il metal estremo, declinato in tre modalità differenti ma accomunate dalla qualità. Non vogliamo dilungarci sui “se” e sui “ma”: ad oggi la “triade” propone ancora probabilmente il migliore thrash metal italiano, ancorato all’underground, ormai fiera del proprio status “cult”. Ne abbiamo quindi approfittato per sottoporre le band ad un’intervista tripla, per suggellare l’ideale unione che a breve verrà alla luce sul palco dell’Armageddon In The Park, ma anche per mettere a confronto tre visioni del panorama e del metal diverse e complementari. Buona lettura! (Le risposte delle band procedono nello stesso ordine previsto dal bill dell’AITP 2013).

Bentornati sulle pagine di Metallus.it. L’occasione dell’Armageddon In The Park vi riporta a suonare con altri due gruppi della cosiddetta “Triade del Metal Estremo” italiana. Come sarà ritrovarsi sul palco dopo tanti anni, tutti insieme?

S.B.Reder – Schizo. Con i Bulldozer e i Necrodeath ci conosciamo da quasi 30 anni. Noi li apprezziamo non solo per la musica che propongono ma anche per le loro qualità personali. Sarà certamente un piacere ritrovarsi tutti insieme.

Peso – Necrodeath. Per me semplicemente un momento, anzi una giornata di gioia passata con amici di vecchia data con i quali ho intrapreso un cammino analogo, unito a loro dall’unica passione per la musica pesante. L’unico rammarico per quanto mi riguarda e’ non poterlo dividere anche con Alberto Penzin, fondatore degli Schizo che purtroppo non e’ più in formazione con loro…. ma detto ciò sono proprio felice che la sacra triade sia finalmente riunita in un unico evento!

A.C. Wild – Bulldozer. Sarà un evento importante, unico. Non solo perché è un incontro tra amici di vecchia data ma perché ha un valore storico e artistico. Io spero che il pubblico capisca che è un evento unico e difficilmente ripetibile. Spesso gli organizzatori di festival in Italia sono costretti a chiamare lo “specchietto per le allodole” straniero per avere una maggior affluenza, per poi accorgersi, come già successo molte volte, che il gruppo italiano messo di spalla è più forte di quello straniero. Questo è un evento importante per la scena italiana e la sua storia e spero che il pubblico italiano lo supporti.

Vorreste aiutare i lettori a ripercorrere le tappe dei vostri esordi?

S.B.Reder – Schizo. Abbiamo iniziato per gioco. Avevamo assolutamente bisogno di confrontarci, attraverso la musica, tra noi stessi e la società dell’epoca che non ci guardava sicuramente di buon occhio. Comunque posso assicurarti che il clima di allora era davvero speciale. Poi arrivò “Main Frame Collapse” che solo dopo molti anni fu considerato “oggetto di culto” e permise anche la reunion degli Schizo.

Peso – Necrodeath. Agli inizi solo la grande passione e la voglia di far tutto quel casino e’ stata la molla per far nascere e portare avanti una band come i Necrodeath. Allora non c erano le strutture che ci sono oggi, almeno in Italia; ma nonostante ciò queste tre bands sono riuscite a farsi strada nel panorama cult estremo. I Bulldozer addirittura con un contratto discografico con la Roadrunner che li premio’ ampiamente con una grande visibilità mondiale. Noi e gli Schizo invece eravamo più attivi nel meccanismo dei tape-traders, cosa immaginabile ora per le nuove generazioni a cui basta un click sul PC per sapere tutto,ma che poi in realtà sanno poco e nulla visto la dispersione di notizie nonchè di cultura. Iniziammo con il nostro demo tape “The Shining Pentagram” e la recensione positiva su Rockerilla ci lanciò sul panorama nazionale e da li iniziammo il nostro percorso….Era il 1985…..

A.C. Wild – Bulldozer. All’inizio ci siamo autoprodotti, registrando nell’83 il singolo “Fallen Angel/Another Beer”. In Italia avevamo poco seguito ma “buono”. Eravamo in pochi ad apprezzare i Motorhead e poi i Venom, quasi tutti seguivano Kiss e Iron Maiden. Per me erano troppo leggeri, per gli altri eravamo noi a essere troppo “marci”. Ovviamente in quei primissimi anni in cui ci siamo mossi non c’erano Metallica, Slayer, Celtic Frost, Sodom ecc ecc. Quando siamo partiti l’unico metal estremo esistente era Motorhead, Tank e poi Venom. Di certo non lo abbiamo fatto per seguire una moda.

E com’era la scena musicale quando avete iniziato? E’ stato difficile, essendo un gruppo “Estremo” che, magari all’epoca aveva visibilità prettamente underground?

S.B.Reder – Schizo. Da noi c’erano poche band e con alcune collaboravamo. Ricordo gli Incinerator. Con loro fondammo la Thrash Records e pubblicammo i nostri primi demos. Ricordo le centinaia di fanzines fotocopiate che giravano nel nostro ambiente. Avevamo contatti con molte bands estreme straniere. Con i Sepultura o i Vader ad esempio ci sentivamo spesso.

Peso – Necrodeath. Si, difficilissimo pochi concerti, poche strutture, ma un seguito incredibile. Sin dagli inizi la scena era comunque molto interessante e le bands che si conoscevano erano bands con le palle perche’ oltre alla triade non possiamo non ricordare grandi gruppi come Death SS, Extrema, Jester Beast, Strana Officina, Steel Crown, Vanadium e altri ancora che non avevano poi cosi tanto da invidiare ai blasonati gruppi stranieri. Gli anni ottanta a mio parere sono stati i migliori, sia in italia che fuori a livello di idee e composizioni; la tecnica più elevata e’ arrivata nella decade successiva ma sono le idee che contano e quello che componi. Se mi fai venire la pelle d’oca quando ti ascolto chi se ne frega se non sei pulito al cento per cento nell’esecuzione???

A.C. Wild – Bulldozer. In Italia eravamo pochissimi e visti come dei marcioni. E’ vero che nel novembre ’84 abbiamo firmato per la Roadrunner, ma prima di questo in Italia quasi nessuno avrebbe scommesso sul genere estremo e tanto meno i Bulldozer. Per questo la “triade” ha un valore storico importante: tutti noi andavamo decisamente contro corrente spinti da una passione vera. La nostra scena non era solo underground ma anche “under-rated”. Abbiamo tuttavia fatto cose importanti per quei tempi: non mi stupisce affatto che un Phil Anselmo abbia reso omaggio con entusiasmo ai Necrodeath; eventi simili sono successi recentemente anche a noi con altri artisti internazionali molto famosi.

Adesso invece? Quanto e come è cambiata la scena musicale italiana (e non solo), secondo voi? E ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che si potrebbe fare per migliorarla?

Dario Casabona – Schizo. Personalmente, il mio parere è abbastanza pessimistico. La fantomatica “scena” è molto cambiata e, malgrado ci siano stati dei miglioramenti per così dire “tecnici” su più livelli, c’è qualcosa che è venuta a mancare, qualche forza che pare abbia perduto la sua veemenza. Prima, probabilmente, avevamo il pathos ma non i mezzi (parlo dell’Italia degli anni ‘80/’90), oggi, invece, grazie anche al processo tecnologico, i mezzi ci sono, ma contestualmente, è diminuito quel fuoco ardente di un tempo. Constato una generale “disattenzione” nella scena che mi auguro decada al più presto.

Peso – Necrodeath. A mio modesto parere la scena potrebbe essere cambiata e si sarebbe potuto livellarla a quella tedesca o addirittura nordeuropea dove secondo me sono sempre più avanti di tutti, ma la mancanza di cultura del genere nel nostro bel paese, supportato da programmi televisivi dove ci spacciano per eroi musicali nostrani tale Moreno, o gli One Direction per il panorama internazionale, fa si che in ambito rock o metal siamo sempre il fanalino di coda, nonostante la preparazione di tanti nostri musicisti metal sia eccellente. Non vogliamo far nulla noi per migliorarla perchè le radici della nostra cara italia son ben salde nella sua cultura mediterranea fatta di altre cose per cui noi restiamo bene nel nostro ruolo di cult-band che continua ancora dopo 28 anni di carriera nel suo stile underground, fregandosene di mode o di strategie di marketing (vedi nostro ultimo dvd live, senza nessun ritocco o sovra incisione…. ma semplicemente 100% Necrodeath!!!)

A.C. Wild – Bulldozer. Io rispetto il lavoro delle bands così come il pubblico che segue le varie bands. In 30 anni sono cambiate molte cose, ma la possibilità di scrivere pezzi nuovi importanti, così come di suonare dal vivo col massimo impegno è la stessa di sempre. Anche se ci sono gruppi recenti del nostro genere che non mi piacciono per niente, li rispetto, così come il loro pubblico. I metallari italiani hanno il diritto di seguire e sostenere chi vogliono. L’unica cosa a cui penso è quello di dare il massimo. Io tendenzialmente penso alla musica e non alla scena.

Quanto e in che modo è stato utile il supporto dei fans nella vostra ormai trentennale carriera?

Dario Casabona – Schizo. Non so in effetti quanto sia stato utile, considerato che per noi il “far musica” è innanzitutto una necessità personale e profondamente intima. Però sicuramente l’affetto e il supporto dei fans nel corso degli anni è cosa che ci gratifica e ci fa piacere ricevere sempre.

Peso – Necrodeath. Direi fondamentale, anche perchè se non ci fosse stata una certa pressione proprio da loro difficilmente ci saremmo riformati nel 1998 dopo la lunga pausa….

A.C. Wild – Bulldozer. Il supporto dei fans è fondamentale. Forse la cosa che mi ha colpito di più è la lettera di un fan brasiliano che ci ha detto di aver rinunciato al suicidio dopo aver sentito il nostro primo album. A volte il rapporto con l’ascoltatore che ti segue è molto più profondo di quello di un fan qualsiasi con l’idolo di turno. Nel nostro genere noi sappiamo di non essere delle semplici icone e questo per me è molto importante.

Quali sono stati i momenti più gratificanti e gli highlight assoluti che vi sono capitati?

Dario Casabona – Schizo. Proprio per questo approccio “necessario” di cui sopra, non saprei elencarti i momenti più gratificanti. Quando suoni per queste ragioni anche una speciale serata in sale prove può diventare più magica e gratificante di un concerto con un pubblico troppo poco sanguigno. Di sicuro le recenti recording sessions da Tommy Vetterli (Coroner) sono cosa che difficilmente dimenticheremo…

Peso – Necrodeath. Per me il giorno più bello e gratificante e stato suonare al Gods Of Metal del 2000, allo stadio di Monza dove nelle due giornate di festival gli headliner erano gli Slayer e gli Iron Maiden, due band fondamentali per la mia crescita e cultura metal, sia da ascoltatore che da musicista. Ma ricordo anche con gran piacere la prima trasferta in Svezia per le registrazioni di “Mater Of All Evil”, giornate passate tra lo stress della registrazione sotto la guida di un produttore svedese che non perdonava nulla alle serate di puro rock’n’roll!

A.C. Wild – Bulldozer. Forse il live in Polonia del 1989 da headliners davanti a quasi 6000 persone, alcune delle quali poi sono diventate famose anche più di noi ispirandosi a noi. Ma a volte anche una bella data davanti a 300 persone è gratificante come per esempio quella a Tokyo. Abbiamo anche fatto una data coi Motorhead (solo Motorhead e Bulldozer) a Villa Manin, invitati dal loro manager, davanti ad una gran folla, ottenendo un ottimo riscontro, ma onestamente mi sono divertito molto più all’Armageddon o all’Agglutination. In fondo mi gratifica più il contatto col pubblico piuttosto che il prestigio dell’evento.

Come vi immaginate nel futuro prossimo? E tra, diciamo, dieci anni?

Dario Casabona – Schizo. Non sapremmo immaginarlo e questo ignoto ci affascina e ci solletica non poco…

Peso – Necrodeath. Non lo so, siam vecchi, per adesso stiamo programmando il futuro del prossimo anno e abbiamo in previsione un album nuovo che sara’ una sorte di ritorno al passato dopo un album cosi progressive come “Idiosyncrasy” formato da un unica canzone di 40 minuti. Il prossimo passo sara’ invece un album che oserei definire punk…. si mi piace questa definizione: le nuove composizioni su cui stiamo lavorando sono molto punk e incazzoseeeeee ahahahahha!!!

A.C. Wild – Bulldozer. Beh io ho già superato i 50 da un paio d’anni. Se il destino sarà favorevole potremmo andare avanti per un’altra trentina d’anni. In fondo il più bel concerto degli ultimi anni a cui ho assistito era “di gran lunga” quello degli AC/DC a Nizza. Alcuni di loro erano vicini ai 70, Angus ai 60. Per me davano ancora “lezioni” a TUTTI, indistintamente. L’età è un limite superabile……….. se c’è la salute.

Come mai c’è voluto così tanto tempo per vedervi riuniti su un unico palco?

Dario Casabona – Schizo. Per ovvie ragioni logistiche e perché solo ora (merito degli organizzatori dell’Armageddon) qualcuno ha capito che questo evento si doveva fare.

Peso – Necrodeath. Non è facile unire tre bands storiche che anche logisticamente abitano cosi lontano (Milano-Genova-Catania). Ci sono voluti i ragazzi dell Armageddon per vederci riunitim a loro dunque il grande merito di aver creato e supportato questo evento!

A.C. Wild – Bulldozer. Finalmente un organizzatore ha puntato sulla “triade”. Non è una scelta facile sapendo che una buona fetta del pubblico italiano è esterofilo. Il merito ed il coraggio è degli organizzatori.

Il vostro disco preferito delle altre due band? E quello che vi piace meno…

Dario Casabona – Schizo. Adoro “Neurodeliri” dei Bulldozer incondizionatamente e non mi piacque la scelta “dance”. Mentre considero “Fragments of Insanity” dei Necrodeath il miglior disco italiano di sempre e tra i migliori dischi della storia della musica estrema. Forse “Draculea” è il disco che mi ha eccitato meno, probabilmente perché è meno marcatamente Necrodeath.

Peso – Necrodeath. “Main Frame Collapse” e’ il mio preferito in assoluto per quanto riguarda gli Schizo; anche gli ultimi due sono due bei dischi, mi piacciono meno i lavori dove manca la mano di S.B. alla composizone. Per quanto riguarda i Bulldozer il mio preferito e’ “Final Separation” e qullo che mi piace di meno e’ “IX”. il disco del ritorno mi è piaciuto soprattutto anche per la coerenza stilistica della band con cui è stato prodotto!

A.C. Wild – Bulldozer. Non mi piace dare giudizi sul lavoro altrui. Dal punto di vista affettivo sono ovviamente legato e quei dischi in cui sono stato ospite.

C’è qualcosa che vorreste dire agli altri due gruppi e non avete mai osato dire?

Dario Casabona – Schizo. A Peso vorrei confidare pubblicamente (scusate l’ossimoro) che da piccolo andavo a pane, Dave Lombardo e Marco “Peso” Pesenti. Il suo drumming fu di grande ispirazione/emozione per il sottoscritto. Ad A.C. Wild e Andy vorrei dire che hanno fatto benissimo a mettere in formazione Pozza e Manu dei Death Mechanism (che reputo tra le migliori realtà del nostro paese); sono dei bravissimi musicisti e delle persone eccezionali.

Peso – Necrodeath. Non ho nulla da dire se non darci appuntamento se vogliono tutti loro in pizzeria la sera prima del festival….noi arriveremo un giorno prima ahahahaha

A.C. Wild – Bulldozer. ……we are ALL fuckin ITALIAN!!!!!!!!…………

Ringraziandovi per il tempo che ci avete dedicato, cogliamo l’occasione per ringraziarvi e chiedervi un ultimo saluto, alla redazione di Metallus, ai nostri lettori e ai moltissimi che vi seguiranno all’Armageddon In The Park.

Dario Casabona – Schizo. Grazie a voi per la possibilità offertaci e un saluto ai lettori di Metallus. Ovviamente appuntamento obbligatorio all’Armageddon in the park per questo evento unico. Ciao!

Peso – Necrodeath. Ok man! Vi aspettiamo! Che sia ARMAGEDDON!!!

A.C. Wild – Bulldozer. Ringrazio in anticipo chi verrà all’evento e tutti i sostenitori del metal italiano. Un saluto a tutti i lettori di Metallus.it

Intervista a cura di Giorgio Rutigliano
Articolo a cura di Tommaso Dainese

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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