Narnia: “Narnia” – Intervista a Christian Liljegren

La prima ed ultima intervista (fino ad ora) realizzata su Metallus con i Narnia risale al 2006, all’uscita dell’ottimo “Enter The Gate”; da quell’anno la band christian metal svedese ha vissuto molti cambiamenti che vediamo ora di raccontarvi con l’aiuto del leader e cantante Christian Liljegren, con cui abbiamo parlato del nuovo album “Narnia” ed anche di alcuni aspetti legati al suo punto di vista su problematiche scottanti ed attuali.

Iniziamo questa chiacchierata parlando subito del nuovo e settimo album “Narnia”, che immagino abbiate intitolato così per segnare un nuovo inizio. A mio avviso si tratta del lavoro più diretto, orecchiabile ed immediato fra quelli che avete realizzato sino ad ora. Sei d’accordo?

Per quanto mi riguarda ti dico che lo ritengo fino ad ora il miglior album dei Narnia e per me raggiunge in questo senso “Long Live The King” (1998) che prima ritenevo fosse il nostro capolavoro.
Quando abbiamo riformato i Narnia, alla fine del 2013 abbiamo iniziato tornando a suonare dal vivo e l’anno successivo ci siamo dedicati a quello decidendo fin da subito che se avessimo registrato un nuovo album sarebbe stato il migliore della band, sia dal punto di vista compositivo che per quanto riguarda la produzione… oppure non se ne sarebbe fatto nulla. “Narnia” presenta la band al massimo, sia dal punto di vista musicale che per quanto riguarda le mie linee vocali che, secondo me, sono le migliori.

Intendevo dire che “Narnia” è decisamente differente da album come “Enter The Gate” o “The Great Fall”; nel nuovo lavoro i brani sono decisamente catchy e si assimilano subito.

Credo che si tratti di un ottimo follow-up ad “Enter The Gate” (ndr: Christian si è dimenticato di citare “Course Of A Generation” del 2009 in cui cantava Germán Pascual) e contiene sia le caratteristiche classiche di “Long Live The King” che il taglio più speed/power degli album successivi. Come hai detto tu i pezzi sono molto orecchiabili e diretti ed era il nostro intento; volevamo che ogni pezzo fosse un potenziale hit, che non ci fossero riempitivi.

Probabilmente avete optato per questa scelta perché “Narnia” segna definitivamente il vostro ritorno sulle scene e volevate colpire subito sia i vostri fan di vecchia data che i potenziali nuovi estimatori…

Ma… fondamentalmente abbiamo cercato di proporre il meglio di ciò che i Narnia possono realizzare, brani heavy, altri melodici, ballate ed alcuni elementi progressive e sinfonici che sono emersi nel corso degli anni. A noi non interessava proporre tanta musica… forse è il nostro album più corto, dura circa poco più di 39 minuti; volevamo proporre canzoni che fossero perfette e che, come dici tu, colpissero subito l’ascoltatore e fossero interessanti anche dopo ripetuti ascolti. Abbiamo lavorato molto sulla produzione per avere il massimo anche da questo punto di vista. Fino ad ora abbiamo raccolto ottimi riscontri sia dai media che dagli ascoltatori.

Vedo che l’album è un’autoproduzione; come mai avete optato per questa scelta?

Perché volevamo avere il controllo totale di ogni aspetto della realizzazione dell’album; come sai avevo un’etichetta quindi conosco bene l’argomento. Abbiamo i giusti contatti con diverse persone per la distribuzione del CD, come ad esempio la Ulterium Records a livello mondiale e nel mercato giapponese con altri; quindi non è cambiato molto rispetto ai precedenti album. Ci sarà un’ottima promozione e il CD sarà reso visibile ovunque: di certo i tempi sono cambiati ed è difficilissimo vendere gli album… oggi per lavorare con la band è necessario realizzare tanti show, vendere merchandising. Noi abbiamo investito molti soldi per la produzione dell’album e per tutto ciò che concerne la sua realizzazione e siamo fiduciosi circa l’accoglienza che otterrà anche se siamo ben consci del fatto che la situazione sia completamente cambiata rispetto a quando è uscito “Enter The Gate” (2006).

Ho visto sulla vostra bio che avete fatto davvero tutto in casa a partire dalla registrazione…

Si, la registrazione l’ha realizzata CJ Grimmark (chitarra) nel suo studio personale e alcune registrazioni di batteria di Andreas “Habo” Johansson sono stati eseguiti ai Gruvan Studios, a Stoccolma. Mixaggio e masterizzazione dell’album sono state realizzate invece dal bravissimo Thomas “Plec” Johansson al The Panic Room.
Abbiamo impiegato molto tempo per completare il nuovo album, sia perché voleva davvero il meglio sia perché abitiamo in città diverse della Svezia e quindi dobbiamo programmare attentamente ogni fase del lavoro.

Invece per quanto riguarda la composizione come avete lavorato?

Potrei dirti che abbiamo lavorato come ai tempi di “Enter The Gate”; CJ Grimmark ha composto tutta la musica; ha registrato i demo e poi insieme abbiamo scelto quelli che ci convincevano di più su cui aggiungere le nostre parti. Io ho curato le linee vocali mentre i testi potrei dirti che li ho scritti insieme sempre a Grimmark… 50% a testa per praticamente tutte le canzoni.
Alle volte io e CJ abbiamo idee anche molto differenti ma riusciamo a mediarle fino ad ottenere un risultato che comprenda entrambi i nostri punti di vista e credo di poter dire che lavoriamo molto bene insieme.

Probabilmente la canzone dell’album più diversa da tutte le altre è frutto dell’esperienza di CJ con i Savior Machine perché “Thank You” ha quell’atmosfera gothic che davvero rappresenta una sorpresa per il vostro sound.

Il pezzo nasce da una mia richiesta a CJ di comporre una ballad che fosse particolarmente emozionante, profonda e ricordasse una preghiera. Abbiamo lavorato a lungo sul brano grezzo per ottenere il risultato che puoi ascoltare con questo stile alla Peter Gabriel ma anche in parte sinfonico. Per quanto riguarda la linea vocale abbiamo mixato il mio cantato con la mia voce al telefono ed il risultato è quello che ascolti. L’assolo di chitarra ritengo sia uno dei migliori realizzati da CJ; la canzone è un ringraziamento a Dio ed ai nostri fan per poter continuare la carriera dei Narnia.

Un altro brano leggermente diverso dal vostro stile è “On The Highest Mountain”, un roccioso hard rock epico nello stile dei migliori Rainbow; che ne pensi in proposito?

Oltre ai Rainbow potrei aggiungere che a me sembra un mix fra i vecchi Whitesnake ed i Led Zeppelin di “Kashmir”; si tratta in effetti di un ottimo brano hard rock vecchio stile. Per me è anche una sorta di nuova “Long Live The King”. Si tratta di un brano che dal vivo sicuramente renderà molto grazie al riffing compatto, potente ed al coro catchy e melodico.

Come tu stesso hai ripetuto i brani sono tutti molto orecchiabili ed infatti avete già realizzato due video, uno per “Reaching For The Top” ed un altro per “Messengers”; il primo è abbastanza classico con immagini di repertorio del gruppo mentre il secondo è davvero interessante, una sorta di animazioni con protagonista il gruppo; ce ne vuoi parlare?

Certo; il video è stato realizzato dall’artista russo Anatoly Kuris che a sua volta abbiamo contattato grazie a Jonatan Samuelsson, un ottimo bassista che ci aiuta a promuovere la band. Il video ha un messaggio molto chiaro che si unisce a quello del testo della canzone; il mondo oggi è più cupo di dieci anni fa e se anche il sistema e tutto ciò che accade tende a creare ansia e preoccupazione i Narnia vogliono lanciare messaggi di luce, positivi. E’ un brano in parte apocalittico e di speranza che spero possa portare conforto.
Abbiamo assistito in Svezia a quanto è successo purtroppo da voi in Italia con il terremoto che ha colpito il vostro paese ed abbiamo pregato per questa terribile situazione; come Narnia vogliamo proporre brani che portino speranza a tutti.
Considera che non abbiamo mai realizzato video per canzoni prima quindi si tratta di una novità assoluta per la band; sono molto legato anche a “Reaching For The Top” perché si tratta di un anthem che si propone di essere la nostra comeback song… come recita il testo “We’re on the road again We travel far, to see your smiling faces”. Non vediamo l’ora di andare in tour e rivedere i nostri fan.
In realtà ti annuncio che il 16 settembre uscirà addirittura un terzo video per una canzone che sta piacendo moltissimo ed in cui crediamo, ossia “I Still Believe”.

Puoi anticiparci qualcosa su questo nuovo video? Sarà classico con immagini live o qualcosa di nuovo come quello per il già citato “Messengers”?

Purtroppo ora non posso dirti nulla ma mancano pochissimi giorni e tutti potranno vederlo; si tratta di un video divertente che senz’altro piacerà.

Ok, a breve lo vedremo e scopriremo la sorpresa. Aggiungo, per quanto riguarda i testi, visto che ci avete fatto avere le immagini del booklet, che mai come ora anche le canzoni sono decisamente dirette e cristiane, prive di fraintendimenti. Quali sono i messaggi più importanti che volete comunicare con queste nuove tracce?

In questi giorni in Europa si vive un’atmosfera cupa e colma di preoccupazioni per ciò che può accedere a ciascuno di noi per molti motivi; uno di questi, che ci colpisce molto, è la paura per il terrorismo che nasce da una visione estremista della religione. Questa per me non è religione; noi viviamo in stretta relazione con Dio. Io credo che Dio abbia creato tutti gli uomini ed ognuno ha i suoi doni; ciò che dobbiamo fare è volerci bene, aiutarci a vicenda e questo è il messaggio principale che vogliamo proporre con questo album.
Come credenti siamo poi anche colpiti profondamente per come certi uomini usino negativamente la religione per raggiungere il potere; in questi ultimi anni il mondo è diventato ancor più cupo e colmo di sofferenza. Speriamo che “Narnia” possa trasmettere un po’ di forza, coraggio e speranza.

Visto che hai parlato di un argomento un po’ spinoso provo a chiederti qualcosa di più personale; nella nostra precedente intervista mi avevi precisato di essere battista. Volevo chiederti qual è il tuo punto di vista sull’integrazione fra musulmani e cristiani visto che anche la Svezia vive sicuramente questo problema.

Guarda ti dirò che questo problema lo affronto quotidianamente visto che il mio lavoro professionale, al di fuori dei Narnia, è di essere un “job coach”.

Scusami ma sono incuriosito; di cosa ti occupi in particolare?

Lavoro per un ufficio che aiuta la persone nello sviluppo della propria carriera ed i disoccupati a integrare le loro conoscenze e cercare un nuovo lavoro come tecnici o nell’ambito della cura delle persone ed altro ancora quindi vedo quotidianamente che ogni persona ha dei doni che deve saper sviluppare e crescere.

Quindi vivi davvero direttamente questo problema.

Si, certo; mia moglie lavora poi in un altro ufficio vicino al mio che accoglie le persone che arrivano da guerre come siriani, somali ed eritrei. Per me quindi l’integrazione è molto importante ma si tratta di un progresso lungo e difficile. Prima di tutto è necessario il rispetto reciproco.
Un punto debole delle religioni è proprio quello di imporre determinati comportamenti e non possiamo di certo esser d’accordo con alcune posizioni. Si tratta di un argomento complesso.
Per quanto riguarda il mio punto di vista come professionista ho le mie idee e le propongo nelle mie canzoni ma è molto importante considerare che nessuna persona scapperebbe dal proprio paese come sta succedendo ora se non ci fosse un motivo davvero forte. Quel che vediamo in Turchia ed in Siria è terribile; non c’è mai stata prima così tanta violenza ed anche così tanto egoismo, anche qui in Svezia. Come Narnia vogliamo contrastare questo modo di pensare e non è semplice perché come succede in Italia è difficile confrontarsi con una cultura completamente differente dalla nostra.

Ok, grazie per la tua profonda risposta. Tornando ai Narnia volevo chiederti, visto che non proponiamo più interviste della vostra band dal 2006, quali sono i motivi che ti hanno portato a lasciare e poi tornare nei Narnia e cosa ne pensi di “Course Of A Generation” (2009), l’unico album in cui non compari come cantante e dove troviamo invece Germán Pascual.

Il motivo per cui lasciai la band beh… si tratta di motivi personali; dovevo in quel momento lasciare la musica. Io metto sempre al primo posto la famiglia ed a quei tempi dovevo impegnarmi totalmente in questo senso; è stato un duro colpo per Carl-Johan ma io ho dato la mia benedizione affinchè si trovasse un nuovo cantante ed affinchè l’attività dei Narnia proseguisse. Credo che Germán Pascual sia un brilliante cantante ed abbia fatto un ottimo lavoro su “Course Of A Generation”; anch’io ho lavorato sulle demo per i testi di due brani ma ad essere onesto l’album non è nel mio stile ed è molto diverso da quanto in passato avevamo fatto. Stilisticamente è più vicino al gruppo di CJ Empire 21 ma in ogni caso si tratta di un buon album con alcuni ottimi brani. In ogni caso ci tengo a precisare che non mi era temporaneamente allontanato dai Narnia per divergenze stilistiche ma per motivi personali.

Passando ad un altro argomento… rivedremo prima o poi sulle scene i Golden Resurrection? Avete realizzato tre ottimi album e immagino le richieste non vi manchino.

Si, hai ragione, mi viene chiesto di frequente circa il futuro dei Golden Resurrection. Al momento il gruppo è fermo; come saprai Tommy Johansson (chitarrista in Golden Resurrection, Reinxeed, ecc.) è entrato recentemente dei Sabaton e quindi ora avrà molto meno tempo di prima per altri progetti. Solo il futuro potrà darci una risposta in proposito ma al momento la mia attenzione è tutta per i Narnia. Ho una famiglia grande con quattro bambini ed al momento mi posso dedicare solo e soltanto ai Narnia con i quali stiamo progettando un tour per i prossimi mesi e spero che questa volta finalmente verremo a suonare in Italia visto che non ci siamo ancora stati.

Quindi di fatto hai cambiato molto il tuo metodo di lavoro perché se ricordo bene in passato eri famoso in quanto in una fase hai registrato tanti album con gruppi diversi anche nello stesso anno.

Si, nel 2005 ho registrato cinque album, due con i DivineFire, uno con i Narnia, uno gli Audiovision ed uno gli i Flagship.

Quali sono le tappe che avete previsto per ora per il vostro tour?

Inizialmente partiremo con un mini-tour in Svezia alla fine di questo mese, poi in novembre abbiamo delle date ancora in Svezia, Olanda, Svizzera e stiamo organizzando degli show in Germania. Non si tratterà di un lungo tour, al massimo 10-12 giorni e poi l’anno prossimo proveremo a partecipare a diversi festival in estate.

Adesso avete ben sette album da cui scegliere per creare la vostra tracklist live; sarà difficile inserire un pezzo piuttosto che un altro.

Si, guarda, abbiamo partecipato pochi giorni fa ad un festival importante qui in Svezia e il mix scelto penso abbia soddisfatto i fan anche se non abbiamo pescato brani proprio da tutti gli album.

Ok, siamo giunti alla conclusione dell’intervista; Christian ti va di salutare i nostri lettori nello stile dei Narnia?

Grazie a tutti I fan italiani; il Leone ruggisce ancora e vi auguriamo ogni bene. “We rock, we go, we’re reaching for the top”.

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