myGRAIN: “Planetary Breathing” – Intervista a Tuomas e Eve

I giovani myGRAIN hanno raggiunto la tanta agognata notorietà. Tutto grazie ad un tour in veste di supporter degli headliner Insomnium e una nuova fatica discografica: “Planetary Breathing“. Ai nostri microfoni Tuomas ed Eveelina, rispettivamente cantante e tastierista, ci raccontano tutti  i retroscena di questi mesi di fuoco.

Ciao Ragazzi. Allora, parliamo subito di voi: i Mygrain sono una band melodic death finlandese e al momento state ancora cercando di farvi una nomea nel nostro paese. Vi andrebbe di accennare ai nostri lettori italiani (e a chi ancora non vi conosce) un po’ della vostra biografia, che tipo di musica proponete, da chi è composta la band ecc?

Tuomas: Ciao Italia! Sì, esatto, I MyGrain sono nati nel 2004 e finora abbiamo realizzato 4 album. All’inizio del nostro percorso, siamo riusciti ad ottenere un contratto discografico con la Spinefarm Records, subito dopo la pubblicazione del nostro primo demo rilasciato nel 2005. Successivamente, abbiamo dato alla luce il nostro primo studio album, “Orbit Dance” (2006) e in seguito, abbiamo rilasciato i seguenti album: “Signs Of Existence” (2008), “MyGrain” (2011) e l’ultimo lavoro discografico, “Planetary Breathing”, pubblicato quest’anno. La nostra line up ha subito qualche cambiamento nel corso degli anni; nel 2008 uno dei fondatori della band, il chitarrista Matthew, ha lasciato il gruppo ed è stato rimpiazzato dal virtuosismo di Mr. Downhill e nuovamente, un altro membro fondatore, Resistor (seconda chitarra) ha lasciato per motivi strettamente personali, ma è stato sostituito dal nostro amico Joni Lahdenkauppi, quindi ricapitolando: la nuova line up vede DJ Locomotive alla batteria, Eveliina “Eve” Kojo alle tastiere, Jonas Kuhlberg al basso, Mr. Downhill  e Joni Lahdenkauppi  alla chitarra e ovviamente ci sono anche io, il cantante.  Il nostro stile musicale è stato ispirato inizialmente dalla corrente death metal melodic di Göteborg, il cosiddetto Göteborg sound, quindi parliamo di band come Soilwork and In Flames e da allora il sound si è evoluto fino ad intraprendere una direzione propria, che potremmo definire, volendo azzardare, “modern melodic metal con qualche influenza progressive”… quindi la musica comunque spacca e ha riff pesanti, con melodie molto epiche e cori molto orecchiabili, che si alternano a colpi di scena che richiamano un po’ di prog qua e là!

Eve: Niente da aggiungere! Comunque sia, da quando Resistor ha mollato la band, abbiamo deciso di usare i nostri nomi originali, piuttosto che utilizzare i nostri nomi d’arte. Ci è sembrata la decisione più giusta in quel momento. Vedremo quanto la gente impiegherà a capire che non utilizzeremo più simili soprannomi…

Da dove è nata l’idea di creare la band? Perché avete deciso di mettere insieme una band? Perché avete deciso di fare musica?

Tuomas: Diciamo che tutti quanti noi abbiamo alle spalle un nostro passato musicale, deriviamo da una base più rock. Sostanzialmente, quando la vecchia band si è sciolta, abbiamo deciso di continuare a far musica, ma volevamo puntare più sul metal dato che tutti noi ascoltavamo diversi generi e sottogeneri e per alcuni di noi, è sembrata la scelta più naturale quella di formare una metal band!

Eve: Prima di aggregarmi ai MyGrain ho avuto modo di suonare in alcuni gruppi anche se successivamente questi si sono sciolti. Avevo trovato questi ragazzi tramite un sito web che trattava annunci musicali e ai tempi i ragazzi stavano cercando un tastierista. Ricordo che Resistor cercò di convincermi di entrare nella band dato che non ero pienamente convinta, credevo non fosse la band più adeguata per me. Fortunatamente, riuscì a convincermi. Dalle prime prove in saletta, ho pensato che da questa band sarebbe potuto venire fuori qualcosa di veramente figo – amavo la loro musica e i ragazzi erano così carini e disponibili. Mi hanno dato un grosso benvenuto , anche se Resistor pensava inizialmente che io fossi un uomo! Questo ovviamente è successo prima che lui potesse parlarmi al telefono o incontrarmi faccia a faccia, ahahaha. La cosa più grande che mi ha dato la spinta di andare avanti, nonostante tutte queste svolte che sono accadute in questi 10 anni – oltre alla grandiosa musica che abbiamo composto – è legata a questi ragazzi, che sono una sorta di fratelli per me. Dal punto di vista personale e della mia esperienza, posso dire che non è così facile trovare cinque persone così creative e che riescano a non litigare tutto il tempo. Questa è una cosa che apprezzo moltissimo!

Musicalmente attivi dal 2004, avete pubblicato fino ora 4 album. Il vostro precedente lavoro, “Mygrain”, vi ha dato una maggiore visibilità in Europa e vi ha permesso di andare in tour con i vostri conterranei Insomnium e Before The Dawn. Cosa potete dirci a riguardo?

Tuomas: L’album omonimo è stato sicuramente un grosso trampolino di lancio per quel che riguarda la nostra “carriera”, se vogliamo definirla così, in quanto è stato il primo e vero album a darci notorietà e che ha attirato l’attenzione del pubblico su vasta scala. Ci ha aiutati ad andare avanti e ad offrirci delle occasioni per quel che riguarda la questione legata ai tour al di fuori della Finlandia: per citarti un esempio, il tour europeo che abbiamo avuto con gli Insomnium e i Before The Dawn. Grazie a “Mygrain” siamo riusciti ad avere anche delle date in Giappone, abbiamo avuto un mini tour in Russia, oltre alle date finniche e a qualche festival, quindi questi sono sicuramente i fattori degni di nota per quel che riguarda la storia musicale della band. Speriamo di poter riprendere da dove abbiamo lasciato con il precedente album, quindi speriamo di poter avere altre occasioni e qualcosa di più! Vedremo!

Eve: Un enorme ringraziamento va dato sicuramente ad Alec Hirst – Gee, il nostro talent scout che all’epoca del nostro contratto lavorava presso la Spinefarm. È stato l’uomo giusto per noi, in quanto anche lui è un musicista. Il terzo disco è stato un grosso trampolino per noi, sia per quel che riguarda la musica, sia per altre questioni. Teemu ha avuto una grossa influenza sui brani, in quanto è entrato ufficialmente nella band solo dopo la pubblicazione del secondo album. È una persona molto musicale, un chitarrista di talento e riesce a creare moltissimi riff stupefacenti e idee grandiose per quel che riguarda la struttura di un pezzo. È stato il nostro colpo di fortuna. L’avrò detto centinaia di volte ma è la verità!

Terminato il tour promozionale del self titled album, vi siete messi al lavoro e avete creato quello che poi è il vostro ultimo lavoro discografico che è uscito il mese scorso. Parliamo di “Planetary Breathing”. Vorreste accennarci qualcosa a riguardo?

Tuomas: Il titolo dell’album, come menzionato, è venuto così alla cieca, anche se inizialmente l’avevo pensato più come titolo per un ipotetico brano, ma successivamente mi sono conto che l’argomento sul quale si sviluppano i testi si adattava bene anche per l’intero disco. C’è questo aspetto che si lega all’interezza universale ed individuale in quel brano, anche se poi si è ridotto alla vita di un singolo individuo e alle tematiche riguardanti l’essere umano. Questo è il paragone immaginario in quanto noi umani respiriamo, per cui anche l’universo in cui abitiamo “respira” con noi e così anche i micro organismi che sono dentro di noi e che compongono l’intero sistema di vita – da qui il titolo dell’album. il microcosmo diventa il macrocosmo e tutto diventa un’unica cosa! È una sorta di semi-concept album, con ottimi testi, testi profondi, che si legano a scenari di finzione e a questioni legate alla vita reale che quotidianamente occupa i nostri pensieri. Un’altra questione importante dei testi è quella correlata alla continua battaglia col proprio ego, l’avidità che collettivamente ci porta ad azioni negative. Avevamo già iniziato a comporre l’album mentre eravamo in tour e l’intero processo è venuto naturalmente – è un continuum naturale di ciò che avevamo lasciato con l’album precedente.

Eve: Giusto! È stato un processo naturale quello di seguire il filone intrapreso con il self-titled album. In retrospettiva, io credo che avremmo potuto mettere qualcosa in più per quel che riguarda la post produzione, ma questo è il risultato finale, ciò che siamo riusciti a fare questa volta.

Sappiamo che per il disco avete collaborato con Dan Swano, considerato tuttora uno dei maggiori produttori discografici dell’ambiente metal, il quale ha donato al disco un suono più organico rispetto ai lavori precedenti . Cosa potete dirci a riguardo?

Tuomas: Sì, sono completamente d’accordo con te, il sound è più organico rispetto a prima. È sempre bello poter sperimentare nuove cose in nuove produzioni discografiche. In “Planetary Breathing” si può chiaramente sentire e distinguere tutti gli strumenti proprio grazie al suono, ovviamente c’è anche il giusto equilibrio nel suo complesso, che si adatta bene a quell’atmosfera epica presente nel disco.  Oltre a questo, si ha anche la sensazione che la musica sia veramente ben suonata, non vi è alcun trucchetto fatto in studio questa volta. Vedremo come sarà il prossimo album!

Eve: Personalmente ho sempre detestato quella tipologia di “suono troppo moderno”, con tutte quelle grancasse triggherate,tutte queste cose qua. Nei nostri brani ci sono molti più elementi, quindi il sound risulta più chiaro, ma non è troppo moderno. Organico è l’aggettivo che al meglio descrive la nostra musica!

Lo accennavo prima: voi fate melodic death, con qualche riferimento di matrice Svedese. C’è qualcosa o qualcuno che ha ispirato la vostra musica, il vostro sound? So che il vostro background musicale è molto vasto ma anche molto simile…

Tuomas: Sì, sicuramente, la nostra musica è partita da questa influenza che si rifà allo Swedish “Götebord sound” e i primi tempi le nostre influenze erano chiaramente prese da questa corrente musicale, specialmente per quel che riguardano band come Soilwork, Scar Symmetry, In Flames ma si rifaceva anche alla corrente Americana come i Machine Head e i Killswitch Engage. Certamente ascoltiamo i più svariati sottogeneri, quindi traiamo influenza un po’ qua e là, un po’ da tutti. Attualmente il nostro stile ha sviluppato una propria personalità, in modo tale da renderci unici.

Eve: È bello perché almeno non ci paragonano ai Soilwork in ogni recensione (ride). Era diventato piuttosto fastidioso ma penso che sia comunque una fase inevitabile che ogni nuova band deve affrontare: essere paragonati a band molto più famose. A dire il vero, è divertente leggere recensioni riguardanti nuove band e notare come alcune ora siano paragonate a noi. Alcune di loro ci hanno menzionato fra le loro influenze. Strano!  Alcuni recensori hanno tentato di etichettarci come band metalcore agli inizi e io l’ho odiato, l’ho sempre odiato, dal momento che non reggo l’intero genere. Noi proponiamo riff separati che potrebbero forse richiamare lo stile metal americano ma ho sempre pensato che noi proveniamo comunque dalla corrente scandinava!

Torniamo a parlare del disco. Originariamente sarebbe dovuto uscire lo scorso Marzo/Aprile, ma è stato posticipato dalla label per alcune ragioni. Vorreste spiegarci il motivo del vostro posticipo?

Tuomas:  Oh, ovviamente ci sono stati così tanti ostacoli lungo il percorso per il rilascio del disco che non sono dipesi dalla band, ma son dipesi da altri fattori. Per prima cosa, la pubblicazione era inizialmente prevista per i primi mesi del 2013, Febbraio o giù di lì, successivamente è stato posticipato alla fine di Aprile dalla stessa casa discografica poiché in quel periodo vi erano troppe uscite discografiche imminenti pronte al rilascio. Tuttavia, la data prescelta per Aprile è arrivata troppo frettolosamente e non avevamo avuto il tempo necessario per fare della promozione adeguata e quindi organizzare i concerti, i festivals ecc, quindi è stato deciso di posticipare nuovamente per la fine di Settembre – in modo tale da avere più tempo per fare promo e prenotare gli show, quindi come dicevo non è dipeso dalla band, è stato deciso per il nostro bene. Nonostante i vari disagi, abbiamo avuto sfortuna per quel che riguarda il tour volto alla promozione dell’album, finora abbiamo avuto pochissimi concerti post-pubblicazione. Ovviamente, nemmeno questo fattore è dipeso da noi ma è dipeso dalle persone alle quali avevamo fatto affidamento per un tour papabile… e di tutto questo non se ne è fatto più niente. Per fortuna, un nostro amico che lavora presso la Metalheim Agencies in Finlandia è stato in grado di organizzarci 3 show nonostante i vari locali scelti erano pressoché già prenotati da almeno sei mesi, quindi grazie a lui avremo modo di fare un tour in Finlandia il prossimo anno (da Febbraio a Marzo) per cui ci siamo salvati, mettiamola così! Per quel che riguarda l’album, l’attesa è stata lunga e frustrante, per cui abbiamo speso questo tempo dedicandoci alla scrittura di nuovo materiale. Ora che l’album è stato rilasciato, abbiamo più tempo per lavorare su quello che sarà il prossimo album! Se saremo fortunati, non ci sarà molto da aspettare. Teniamo le dita incrociate!

Eve: Lo scorso anno è stato veramente cupo per la band. Più di una volta ci siamo ritrovati a chiedere se avesse senso andare avanti. La ciliegina sulla torta è stata la dipartita di Resistor. Abbiamo capito le sue motivazioni ed era l’unica scelta, ma ci ha resi tristi. Non è affatto facile distaccarsi da una persona con la quale hai suonato per oltre dieci anni. Rimarremo amici, ma questo non ci permetterà di vederci molto spesso. Comunque sia, da quando Joni è entrato nella band, ci ha portato delle sensazioni positive. È stato confortante sapere di non dover affrontare un percorso veramente stancante alla ricerca di un nuovo membro per la band – Joni conosceva già tutte le canzoni e così Resistor ha chiesto a Joni di unirsi alla band.

I brani dei Mygrain si basano maggiormente sull’uso del synth e delle chitarre. Come nasce un brano tipicamente nel vostro stile? Chi si occupa del songwriting, chi della musica?

Eve: Non posso parlare a nome di tutti, ma solitamente non traggo ispirazione da niente. I riff derivano da pura creatività. A volte ti ritrovi seduta e cerchi di concepire dei riff, ti ritrovi con così tanta musica in testa che non sai dove piazzarla. Questo è il caso riguardante il nostro quinto album, che sta prendendo forma molto velocemente. Personalmente, compongo un sacco di riff ma sono molto autocritica quando si tratta di creare musica; per questo motivo mi reputo fortunata ad avere i ragazzi con me, sono delle scimmie creative. Insieme riusciamo a creare qualcosa di grandioso. Se sono a corto di idee, so che c’è sempre qualcuno che avrà un’idea per continuare la creazione del brano. Son sicura che i ragazzi si identificheranno in ciò che sto dicendo!

Poco tempo avete reso noto il video per il singolo “Dreamscape”… Attualmente, è in arrivo un secondo video per il singolo “Waking Up The Damned”. Per questo video avete chiesto la partecipazione dei vostri fan per le riprese del video. Cosa potete dirci?

Tuomas: Hell yeah! La lunga attesa per questo video è finite, dato che il video sarà online a partire dal 14 Novembre! L’idea del video è essenzialmente nata come una festa tenutasi presso la nostra sala prove. Abbiamo invitato un paio di nostri amici e alcuni dei nostri fans si sono aggregati a noi e mentre stavamo cercando di divertirci, ci siamo messi a suonare “Waking Up The Damned” un paio di volte, realizzando così il videoclip allo stesso tempo. È stata un’esperienza devastante! Non abbiamo dovuto porre limiti a nessuno, non abbiamo obbligato nessuno a far qualcosa. È nato tutto di loro spontanea volontà, era tutta gente impazzita, avevamo a disposizione dell’alcol e la gente è letteralmente uscita di testa! È stata una bella esperienza e il risultato si rifà molto al motto “sesso, droga e rock n roll” 😛

Eve: Se dovessimo mai ripetere questo genere di cosa una seconda volta, dovremmo invitare molte più persone alle riprese. Erano tutti fuori di testa, è stato però terapeutico avere una conversazione con loro, ci ha dato l’impressione che la gente non vedesse l’ora di scoprire nuove cose e la gente ripresa era gente che ci ha supportati sin dal nostro esordio. Ci ha rassicurati!

C’è qualcosa che vorreste fare ora dato che il disco è appena uscito?

Tuomas: Personalmente, vorrei fare più show possibili, specialmente con questo nuovo album in uscita, sia in Finlandia, sia all’estero. Fortunatamente, avremmo più tour per l’Europa, più qualche festival estivo in patria e in Europa, nuovamente. Un sogno che vorrei diventasse realtà è sicuramente un tour negli States! Mi piacerebbe anche provare ad avere qualche opportunità in Asia, specialmente Giappone e Cina. Vedremo come andranno le cose!

Secondo voi, per quale motivo la gente dovrebbe ascoltarvi, per quale motivo la gente non dovrebbe considerare il tempo passato ad ascoltare la vostra come “tempo sprecato”?

Tuomas: La gente dovrebbe darci un ascolto perchè siamo una band fottutamente grandiosa, sia su disco, sia in ambito live, quindi sul palco! Se vi piace quel genere di metal rozzo ed energico, con ritornelli orecchiabili e svolte progressive, probabilmente potremmo piacervi. Provate perlomeno a prestarci attenzione e date voi stessi un ascolto al nostro materiale, potreste aver trovato la vostra nuova band underground preferita 🙂

Grazie mille per la splendida chiacchierata ragazzi. A voi le parole finali!

Tuomas: Beh, ho già detto tante cose oggi, per cui lascio questa domanda nelle mani di Eve! Ovviamente vorrei ringraziare te, Ary, per questa intervista dettagliata e per darci continuo supporto!

Eve: Grazie per questa intervista. Spero di poterti/potervi vedere prestissimo!

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