Burst: My Blood Is Not My Own – Intervista a Jasper

A volte sono proprio gli extended play, I cosiddetti singoli che hanno dalla loro il pregio di lasciar intuire le esplosioni musicali del futuro. Punti della situazione o pressapochisti scarti da sessioni precedenti. Nel caso di Burst, un lampo a ciel sereno, venti minuti scarsi per tracciare le nuove coordinate, con il loro ‘In Coveting Ways’, segnale ineludibile di ciò che il Nostro Genere Preferito potrebbe proporci in un immediato futuro. Abbiamo iniziato a chiacchierare facendo il punto sulla storia della band : ” In effetti è abbastanza lunga, siamo nati nel 1993. Tre di noi hanno iniziato a suonare cose punk, passando dal sound hardocre e diventando una band metal. Abbiamo rilasciato un mini nel 96 (Shadowcaster) e l’album ‘ Two Faced’ l’anno successivo per un’etichetta che nemmeno ho intenzione di nominare perché avrei solo cattiverie da dire. Dopo un periodo di assestamento nel 200 abbiamo pubblicato ‘In Conquest: Whrite’ che ha rappresentato il punto di svolta per Burst, ha cementato il nostro suono identificativo e tutto ciò che sta seguendo bene o male poggia le fondamenta su quel disco. Abrasione, emozionalità, melodia, potenza, durezza… Posso anticiparti che il disco sul quale stiamo lavorando adesso è piuttosto interessante da questo punto di vista e spero che la gente possa sentirlo .” Al momento, però è l’ep la parte emersa dell’ universo della band, eclettico e stratificato, particolare già dalla sua genesi: ” Dopo le registrazioni di ‘Conquest: Writhe’ ci siamo tutti separati geograficamente. Abbiamo vissuto per diverso tempo lontani gli uni dagli altri e ci siamo visti sporadicamente per concentrarci sulla musica. Questo alla fine è stato un bene, in quanto le volte in cui ci riunivamo eravamo tutti concentrati sul da farsi e le fasi di composizione sono state brevi e intense e soprattutto fruttuose. Abbiamo buttato giù le canzoni in maniera del tutto istintiva ed alla fine dalle jam si sono salvate quattro tracce, quelle di ‘In Coveting Ways’. Sono contento che traspaia il fatto della ecletticità del disco, un mini che punta le luci in diverse direzioni, tutte che fanno parte del nostro spettro artistico e sonoro.” Nel panorama attuale, quindi, non è difficile inserire Burst al fianco di colleghi più “famosi” quali Cave In, Isis, Burst, Botch, Dillinger Escape Plan, Converge Coalesce, Breach, Knut… ” Credo ci sia davvero una tendenza da parte delle band per tentare nuovi percorsi. Intendo, quanto può essere interessante ascoltare sempre la solita minestra che i gruppi hanno suonato sin dagli inizi degli anni novanta? Affinchè la musica pesante possa sopravvivere, ha bisogno di gruppi che osino cose nuove e queste band cui fai riferimento fanno sicuramente parte di coloro che osano. Il problema è rappresentato dagli altri milioni di band che suonano sempre la solita cosa e mi sta bene se loro sono felici di farlo, ma decisamente non mi interessano. Amo Isis, Converge e Breach. Tutti gruppi che hanno portato il loro assetto sonoro su livelli molto alti. Penso sia fondamentale che le band espandano i propri orizzonti anche oltre la loro scena specifica, il terreno classico sul quale si muovono, se volgiono tenere in vita l’interesse attorno a loro in quanto ritengo che l’apertura mentale nella musica sia determinante se vuoi che quanto tu proponi possa essere interessante per chi la ascolterà. MI auguro che gruppi quali His Hero is Gone, Mastodon, Emperor, Neurosis, Today Is The Day, Godspeed You Black Emperor possano continuare sui binari che stanno tracciando e mi auguro che quanto stiamo facendo con Burst sia da incanalare nella medesima direzione .” Direzione che, al presente, sta muovendo altre scosse in casa del gruppo: ” Come dicevo, stiamo lavorando al nuovo album con il nostro affezionatissimo collaboratore Fredrik Reinedahl ed Anders degli In Flames. La musica si è distanziata da quanto abbiamo proposto nel mini cd sviluppando la formula di base che ha costituito la presa di coscienza di Burst come identità. Chiedo di avere pazienza se in queste mie parole ci possa essere della sbruffoneria, ma sono davvero contentissimo di come stanno uscendo le cose nuove e lo stesso dicasi per gli altri della band, stiamo andando avanti o comunque stiamo facendo vedere meglio la direzione che abbiamo intrapreso e ci auguriamo tutti che la possiate ascoltare molto presto. “. Può essere divertente ascoltare un musicista che entra in contatto con le etichette che vengono appiccicate alla proposta musicale di cui è portatore, nel caso specifico “post hard core” : “Ah, non ti posso certamente aiutare io. A dire il vero è così buffo pensare alla situazione ridicola dell’affrontare la musica passando solo per delle etichette. Penso che la gente in un certo senso avverta la necessità di catalogare, ma che diavolo significa “post hardcore” o “emo violence”? Come definirebbero la nostra band?” Questo è quanto. Il resto è a portata di click, i neuroni resisteranno all’assalto? http://crash.to/burst

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