Sirenia: “The 13th Floor” – Intervista Morten Veland

Ben ritrovato, Morten! Vuoi presentarci il nuovo album “The 13th Floor“?

“Il nuovo disco dei Sirenia, “The 13th Floor”, sarà disponibile a partire dalla fine di Gennaio del 2009 ed è un lavoro di cui vado particolarmente orgoglioso. La novità principale è che questa volta sono l’unico produttore dell’album. Ero solito co/produrre i lavori della band ma questa volta ho deciso di fare tutto da solo, di chiudermi nel mio studio nel relax più completo e senza pressioni esterne per potermi concentrare ed ottenere esattamente ciò che avevo in testa. Direi di esserci riuscito e ciò non può che farmi un immenso piacere, considerando anche che “The 13th Floor” riflette più che in passato emozioni ed esperienze personali.”

Sembra tra l’altro che tu abbia deciso di recuperare in parte il sound più duro che vi contraddistingueva a inizio carriera, è così?

“Sono completamente d’accordo con te. “The 13th Floor” risponde alla mia precisa esigenza di recuperare il sound più spigoloso che i Sirenia avevano a inizio carriera e di combinarlo con la melodie più accessibili che invece proponiamo al giorno d’oggi. In questo senso il missaggio operato da Tue Madsen è stato fondamentale, è riuscito a combinare alla perfezione queste due facciate. Due facciate che, almeno lo credo, rendono “The 13th Floor” il disco più vario e originale dei Sirenia, un album che potrà piacere un po’a tutti, sia agli amanti del gothic, sia a chi preferiva la band ai primi tempi.”

Ancora una volta c’è stato un cambio di line-up. Vuoi presentarci Ailyn, la nuova vocalist?

“Ailyn è spagnola, vive a Granada e come hai detto, è la nuova vocalist della band. Mi piace molto il suo stile, il suo modo di esprimersi e la tonalità cristallina. Incontra perfettamente le esigenze dei Sirenia e all’indomani dello split con Monika si è rivelata senza dubbio la scelta migliore, la più adatta a interpretare le composizioni che ho scritto.”

In questo senso non pensi che la voce di Ailyn doni al vostro sound un tocco di “mediterraneo”, se mi passi questo termine?

“Beh, può essere. Mi rendo conto del modo in cui compongo, so bene che i miei brani sono estremamente malinconici ed hanno un sound drammatico, teatrale. La voce di Ailyn funziona come una contrapposizione in effetti, la sua natura angelica e soave è incredibile…e questo non fa altro che dare varietà in più a tutto l’album creando un piacevole contrasto tra la mia malinconia e il suo calore. ”

Ailyn è la vostra terza vocalist negli ultimi anni…è così difficile cantare nei Sirenia?

“Ah, ah, ah, apprezzo questa osservazione ironica ma dovresti chiederlo a lei!”

Di recente si è unito alla band anche il chitarrista Michael Krumins, che mi dici di lui?

“Michael è sempre stato amico del nostro batterista e conosceva già la band, avendo anche già collaborato con noi come session. E’ un ragazzo in gamba, molto competente nel suo lavoro e con un grande senso del ritmo e della musicalità. Viste tutte le sue qualità e il rapporto di conoscenza che già lo legava ai Sirenia, si è rivelato la scelta più ovvia.”

Non pensi che questi continui aggiustamenti della line-up possano aver in qualche modo contribuito alle evoluzioni del vostro sound?

“Allora, certamente no dal punto di vista delle composizioni, sono l’unico responsabile dei testi e di gran parte della musica, che scrivo di mio pugno. Dopodiché, sulla resa finale dei pezzi ognuno è libero di contribuire con la sua precisa tecnica, è naturale che quando ti ritrovi con gli altri per registrare le canzoni emergano delle nuove idee. In questo senso è stato abbastanza sensibile il contributo di Ailyn, che è riuscita a plasmare buona parte dei brani con la sua voce.”

Ancora una volta sembra che tu voglia dar un risvolto cabalistico alla tua musica…Puoi fare chiarezza sulle continue ripetizioni del numero 7 nelle canzoni e nei testi? Si nasconde qualcosa dietro a questa simbologia?

“Sicuramente sì, tutto ha un significato profondamente simbolico, è dagli inizi che nel panorama lirico dei Sirenia utilizzo dei testi di derivazione reale arricchendoli con simboli e riferimenti fantastici. Mi piace utilizzare le metafore anche perché non ho la pretesa di insegnare nulla a nessuno, ma in questo modo, chi ascolta le canzoni potrà fare le sue interpretazioni in modo libero ed attribuirà a ciò che dico un significato personale. (Avevo già posto questa domanda a Morten tempo fa, ma a quanto pare non c’è verso di farlo sbottonare sull’argomento, n.d.a.)”

A livello lirico si direbbe però che i testi siano slegati tra loro…

“Non c’è un vero e proprio concept, anche se i testi hanno naturalmente delle similitudini. Come ti dicevo, partono dalla vita reale, da esperienza personali o fatti accaduti e hanno ovviamente un alone malinconico e cupo.”

Vogliamo parlare degli ospiti che hanno suonato sull’album?

“Certo! Il vocalist Jan Kenneth Barkved ha già collaborato con noi in occasione del primo album “At Sixes And Sevens” e conosce bene la band. Invece abbiamo suonato per la prima volta con la violinista francese Stephanie Valentin. Anche il suono del violino arricchisce l’album e trovo che l’effetto finale sia molto bello…”

Diamo uno sguardo alla scena gotica europea: quali band ti sentiresti di suggerire ai nostri lettori?

“A dire il vero cerco di maturare il mio stile in modo personale, senza lasciarmi condizionare più di tanto da ciò che accade intorno a me. Per dirla tutta, non trovo che al giorno d’oggi ci siamo delle band tanto originali o innovative da permettersi il lusso di essere una fonte di influenza per il panorama gothic, preferisco concentrarmi sulla scena che va dalla fine degli anni ’70 agli inizi degli anni ’90. Ti parlo di Sisters Of Mercy, The Mission, Tiamat e i Paradise Lost. I Paradise Lost in particolare sono una band davvero coraggiosa che non ha mai temuto i cambiamenti.”

Ho visitato il vostro sito e ho notato che non avete pianificato ancora nessuna data. In quale posti vi piacerebbe esibirvi?

“Sicuramente in tutti i paesi dove non abbiamo ancora suonato…è una sorta di sfida proporsi a un pubblico nuovo. E se vinci questa sfida vuol dire che hai maturato già una certa esperienza.”

Bene Morten, per noi è tutto! Vuoi lasciare un messaggio al pubblico italiano?

“Certo! Grazie a voi tutti per l’attenzione e il costante supporto, spero di rivedere presto i fan dei Sirenia durante un prossimo tour. Ciao Andrea, grazie per la chiacchierata!”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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