Mandragora Scream: “Fairy Tales From Hell’s Caves” – Intervista a Morgan

Mandragora Scream, da qualche tempo un nome che incuriosiva il metallo italiano e non solo. Dopo il demo di due anni or sono, ecco il debutto sulla lunga distanza che risponde al nome di ‘Fairy Tales From Hell’s Caves’ . Una miscela viscerale di generi ed influenze, un percorso negli inferi umani presenti in ciasucno di noi per scoprire la probabile esistenza del vero nucleo dell’anima, oscuro ed intrigante, sensuale ed avvolgente, terapeutico per certi versi. Del disco, dei contenuti e del messaggio di Mandragora Scream ne abbiamo parlato con Morgan, voce e mente del progetto, partendo dalla base del tutto: il nome del gruppo:

“Il nostro monciker è stato scelto da una leggenda medievale che parla di streghe e del tubero della mandragora. Quest’ultimo nasce dall’eiaculazione di un impiccato e secondo la leggenda, durante le notti di luna piena le streghe tracciavano dei cerchi magici attorno alla mandragora per estrapolarla da terra senza romperle nessun arto, altrimenti la mandragora avrebbe emesso un grido talmente straziante che chiunque l’avesse udito sarebbe morto sul colpo. Fra l’altro, la mandragora usata in diverse quantità, serviva per filtri o d’amore o di morte quindi è un po’ il simbolo degli opposti, il binaco e il nero, così come è l’immagine del gruppo e così come il discorso musicale che i Mandragora Scream portano avanti sia a livello di musiche che di testi.”

Questo dark che non è prettamente dark, che non vuole essere gotico, ma che vuole essere altro. Secondo molti un girone dantesco, secondo altri una ispirazione in musica del mondo di Ann Rice fra Cronache Di Vampiri ed il ciclo dedicato alle streghe…

“Questo disco è un concept che parla di una strega-vampiro sia buona che cattiva, che accompagna al posto di Virgilio l’ascoltatore nei giorni degli inferi. Passioni travolgenti, ferite incredibili, pazzie dell’essere umano, tutto coinvogliato nell’antichità o proiettato nel futuro. Del vampiro ha sicuramente qualcosa, come si deduca da una lettura attenta dei testi in modo molto metaforico: si trovano paradossalmente degli argomenti futuristi, un concept che si basa sull’antichità e da lì parte e che arriva a trattare addirittura con gli alieni. Ad esempio ‘Child Of The Moon’ parla su un primo registro di Paolo E Francesca e se lo analizzi per bene parla anche di un bambino che è arrivato da una strada di stelle. Cose talmente antiche come temi di reincarnazione sino all’arrivo degli alieni sulla Terra. Possono sembrare dei testi abbastanza semplici, ma in un secondo registro assumono altri significati. Le ispirazioni letterarie che da sempre mi accompagnano sono quelle relative alla letteratura decadente, mentre per la musica – avendo fatto motli anni di danza classica – il mio background parte da Bach, Beethoven e Mozart, poi adoro anche il country, arrivando a spaziare dal black metal all’hard rock, non mi fossilizzo da qualche parte precisa. Credo di riuscire a scegliere fra musica buona e cattiva, che mi emozioni e mi dia qualcosa, poi il genere è relativo. ”

In fondo, allora, testi e posizioni in un certo modo “scomode” che ti portano a pensare….

Decisamente si, scomode come siamo scomodi noi (ride) se ci conosci ed in particolare scomodi come lo sono io. Siamo così noi dentro, non ho molti amici, odio la stupidità in maniera incredibile: quando porti le persone di fronte a problematiche della vita reali e queste preferiscono chiudere gli occhi senza affrontare i problemi allora mi stanco e me ne vado.

Da questo si può capire come da Mandragora Scream non avremo mai testi che parlano di draghi e principesse da liberare allora?

Credo che la principessa da liberare sia io in questo senso! (ride). Sto forse ancora aspettando il mio cavaliere che dimostri di avere il fegato di liberarmi (ride).

Cosa dovrebbe fare questo cavaliere?

Dovrebbe essere un vero guerriero! Credo molto nella reincarnazione e credo di essermi portata in questa vita un karma dove sono stata o un templare o un cheyenne o comunque un guerrirero. Questo oggi mi causa svariati problemi in effetti nel modo di relazionare con il prossimo. Ad esempio, accendendo la TV e vedendo tutte quelle guerre assurde per cose stupide, vorrei andare a vivere su un altro pianeta o vorrei avere a disposizione una macchina del tempo per andarmene nel medioevo o nell’antico Egitto. Secondo me oggi si sono persi tutti i valori cardine di un tempo. Mi spiace, tu sei un uomo (ride) ma alla fine gli uomini purtroppo – forse perché le donne li hanno rovinati – hanno dimenticato quelle cose tipo ‘sei mia, vieni qui e io ti proteggo, non ti potrà più accadere nulla e con me al tuo fianco andremo insieme in questa guerra che è la vita’. Nessuno te le dice e nemmeno te le dimostra più queste cose! Per inciso, sono una persona molto strana, in effetti non sopporto nemmeno la maggior parte delle donne. Si, forse ho sbagliato il tempo in cui vivere (ride).

Mandragora Scrream quindi anche come ricerca emozionale di un abbraccio?

In un certo senso si, è vero, è un modo con il quale io possa riuscire a mettermi in contatto con le persone che hanno ancora delgi ideali e far percepire a loro di non essere sole. Se riuscissi ad arrivare al loro cuore attraverso la musica, risvegliare quello spirito battagliero che probabilmente dorme da anni dentro di loro… sarebbe fantastico.

Che mi dici ora degli altri musicisti coinvolti in Mandragora Scream?

Il gruppo è nato con me, ho deciso di far entrare Terry Horn che ha composto tutte le musiche e suonato gli strumenti sul disco a parte la batteria.

Gli altri musicisti al momento non fanno parte del gruppo in pianta stabile. Ti dirò anche che è difficile tenere insieme una band, a volte mi sembra di essere la nursery di tutti quanti, c’è chi la prende alla leggera, chi si monta la testa ed io amo invece stare con i piedi per terra. Vedremo come si comporteranno di volta in volta e se rimarranno all’ interno del progetto. Le esperienze precedenti a questo debutto sono state talmente devastanti per me che ora come ora sono ancora più cauta. Fortunatamente oggi le cose stanno girando in un altro senso, anche perché ho trovato un alleato guerriero nel lavoro che è in Nuclear Blast. Per quasi un anno e mezzo siamo rimasti in contatto via e mail cercando di capire cosa volevo fare e quali erano i miei progetti. Mi ha proprio sviscerato l’anima prima di qualsiasi altra cosa. I membri della precedente line up invece lo sottovalutavano, a differenza mia, Non ho ceduto e alla fine ho vinto. Quando ci ha chiesto il materiale per il disco, siamo entrati in stuido Terry ed io, in un mese ha scritto l’album, in un altro mese l’ha registrato e nel frattempo cercava di avere anche il tempo di dare una grossa mano a me, ormai demotivata da tutte le cose allucinanti successe in quell’anno e mezzo. Abbiamo poi mandato l’album alla Nuclear Blast e loro ci hanno risposto con un contratto di sette anni. Oggi come oggi sono strabiliata da quello che ci sta succedendo, ancora non riusciamo forse a credere che sia tutto vero, siamo mollo soddisfatti dei responsi che sta avendo ‘Fairy Tales From Hell’s Caves’. Questo disco contiene tutta l’anima che avevamo in quei momenti, è stata un’esperienza che mi ha dato tantissimo e ne sono felicissima.

Chi sente il guerriero che gli palpita dentro l’anima può provare questo disco e magari trovare la chiave per tirare fuori il lato combattivo e protettivo di sé, esternando anche la voglia di sognare, visto che oggi come oggi si sogna davvero poco. Vorrei che il disco fosse un aiuto per essere davvero reali e veri, un valore che si sta purtroppo perdendo e che io ritengo fondamentale. Qualcuno là fuori che la pensa come me?

E’ allora un’azione emozionale quella di Mandragora Scream?

Si, decisamente si. Aprire gli occhi per stare bene e per poter godere nella realtà camminando sulla linea dei sogni. Portare i sogni nella vita, avere ancora quell’anelito per volare e per osare, questo forse è il messaggio che ho cercato di esporre con Mandragora Scream.

Già, come diceva Richard O’Brien nel Rocky Horror Picture Show, in conclusione, “Don’t dream it, be it”…

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