Monster Truck: “Why Are You Not Rocking” – Intervista alla band

I Monster Truck sono una delle nuove leve del hard / southern rock più promettenti del panorama internazionale. La band pubblicherà il nuovo album “Sittin’ Heavy” il prossimo 19 febbraio per Mascot Records. Nel frattempo abbiamo scambiato due chiacchiere con loro. Questa la nostra intervista.

Ciao ragazzi, grazie per il vostro tempo e per questa intervista. Innanzitutto, è la prima volta che vi intervistiamo per Metallus: potete introdurre la band ai nostri lettori?

Ciao e grazie, è un piacere essere qui.

Siamo una band di Hamilton, in Ontario, Canada. Suoniamo un mix di classic e new rock e cerchiamo di creare qualcosa di originale e personale. I Monster Truck si sono formati 6 anni fa e da allora abbiamo pubblicato 3 album. Al momento stiamo per far uscire il nostro secondo full-length dal titolo “Sittin’ Heavy”.

Parliamo del nuovo disco “Sittin’ Heavy”, che penso sia fantastico. Qual è stata l’evoluzione della band dal precedente lavoro “Furiosity” a “Sittin’ Heavy”?

Ci siamo trovati in una situazione particolare: “Furiosity” ha avuto molto successo, per cui abbiamo dovuto decidere se rimanere fedeli a quel sound o compiere un’evoluzione. Abbiamo deciso di trovare un equilibrio tra conservare ciò che sapevamo aveva funzionato con “Furiosity” e provare degli elementi nuovi nel sound, senza però andare troppo oltre in una direzione differente rispetto al passato.

Questo nuovo album uscirà per una nuova etichetta, la Mascot Group, che rappresenta un notevole passo avanti nella vostra carriera. Quali sono i principali vantaggi del lavorare con una label così importante?

La differenza principale è che adesso abbiamo qualcuno in Europa e nel Regno Unito che si occupi del marketing della band, che si accerti che l’album si possa trovare nei negozi, che curi la possibilità di fare interviste come questa e che si assicuri che tutti sappiano dell’uscita dei nuovi album in occasione delle release.

L’album è un mix di elementi nuovi e classic hard rock, grunge, stoner, ma anche con un gusto retro. Quali sono state le vostre influenze principali?

E’ strano perché ognuno di noi nella band ha delle influenze diverse, eppure ci sono degli elementi stabili, come il classic hard rock dei Led Zeppelin e Black Sabbath, che convive con elementi nuovi in stile Soundgarden e Rage Against The Machine. Diciamo che facciamo del nostro meglio per cercare di prendere le parti migliori di queste influenze e metterle insieme in qualcosa che risulti personale.

Lo scorso Gennaio siete stati in tour con gli Alice In Chains. Cosa potete dirmi di quest’esperienza? Cosa avete imparato?

Abbiamo imparato molte cose dal quel tour, con artisti del calibro di Alice In Chains e Slash, per esempio che cosa voglia dire fare dei tour a livello professionale. Suonare tutte le sere in un’atmosfera del genere ha davvero alzato il livello e ci ha spinti ad esibirci al meglio delle nostre capacità, per ottenere ad ogni show il miglior spettacolo possibile. Osservare il modo di suonare la chitarra di Slash o le armonie create dagli Alice In Chains ci ha anche fornito degli spunti per il nuovo album.

Uno dei singoli dell’ultimo album, “The Enforcer”, rappresenta un tributo all’hockey. Da dove arriva quest’idea?

Siamo dei grandi fan dell’hockey e abbiamo avuto molto successo con il nostro album precedente che è stato eseguito in molte arene di hockey in Canada, quindi abbiamo deciso di offrire un tributo a questo sport e creare una canzone pensata proprio per i fan dell’hockey. La nostra musica si sposa molto bene con lo sport e lo sport si sposa bene con noi, quindi ci aiutiamo a vicenda.

Voi siete una band giovane, ma state ricevendo molta attenzione da parte di grandi musicisti come Slash o gli Alice In Chains. Con così tante band valide e giovani là fuori, secondo voi cosa serve per poter fare la differenza?

E’ difficile rispondere, ci sono molti elementi che portano una band al livello successivo: in alcuni casi è un mix di vari elementi, tra cui un sound distintivo, la capacità di fare grandi show dal vivo o semplicemente l’essere al posto giusto al momento giusto. Per quanto ci riguarda, credo che il punto principale sia che sappiamo suonare, amiamo farlo e ci divertiamo molto ad esibirci. Il pubblico si accorge del fatto che ci stiamo divertendo sul palco ed è attratto dall’atmosfera che si crea e dalle vibrazioni che uniscono tutte le persone coinvolte. E’ un contesto in cui tutti si godono lo spettacolo.

Avete già in programma un tour in Canada. Quali sono i passi successivi? Prevedete già di suonare in Europa?

Stiamo lavorando a un po’ di cose: non possiamo ancora annunciare nulla, ma ci saranno delle novità e speriamo davvero di venire presto in Europa. Abbiamo adorato suonare in Inghilterra e speriamo di tornare presto da quelle parti.

Avete mai suonato in italia?

Abbiamo fatto alcuni show, sì, ho una pessima memoria e non ricordo dove. Ma di certo è un paese in cui vogliamo tornare.

Grazie, questa era la mia ultima domanda. Volete chiudere l’intervista lasciando un messaggio per i fan italiani?

Certo, amiamo molto il vostro paese e speriamo di tornare presto per degli spettacoli dal vivo.

Monster Truck Banner

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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