Mnemic: "Mnemesis" - Intervista con Simone Bertozzi

Mnemic: “Mnemesis” – Intervista con Simone Bertozzi

Mnemic

Da qualche settimana è uscito sul mercato il quinto album dei Mnemic e noi ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere con l’italianissimo Simone Bertozzi, bassista della band entrato alla corte di Mircea & Co. da circa un anno.

Mnemesis è il vostro quinto album, puoi raccontarci qualcosa in merito? Come descriveresti il sound, i testi ed il processo di creazione?

Mnemesis può essere considerato come un’eruzione vulcanica di creatività, dal momento che è stato composto e registrato in un periodo di tempo tanto breve che abbiamo avuto un’idea del prodotto finale solo quando abbiamo ricevuto il master finale. Pensa che questa unità sparsa in tutta Europa, perché questi sono i Mnemic attualmente, ha buttato giù il primo riff nell’Ottobre del 2011 ed è entrata in studio nel Febbraio 2012… È stato come avere un pentola vuota e tanti ingredienti, ognuno di noi ha messo dentro qualcosa per ottenere un’ottima zuppa dando il 110% , ma è stato davvero spontaneo e sarebbe potuto essere deludente. È stato come avere un unico colpo in canna ma credo che Mnemesis sia un album solido che ha un suono molto coeso e fresco. Siamo molto soddisfatti del risultato. Naturalmente abbiamo avuto alcune profonde intuizioni su dove andare con questo album prima e durante il processo di scrittura, siamo rimasti piuttosto incentrati sul tema “tornare alle radici dei Mnemic”, ma credo che ciò abbia agito come un innesco sull’ispirazione e da lì abbiamo poi proseguito a ruota libera. Abbiamo agito come un’unità, “digitalmente” parlando, dal momento che siamo sparsi su tutto il continente, ognuno tirava fuori canzoni, riffs, idee, pattern di batteria, arrangiamenti, samples ecc. Per di più abbiamo avuto il migliore chef disponibile, Tue Madsen, che ha realizzato il suo miglior lavoro fino ad ora ed è riuscito a mixare perfettamente una quantità allucinante di ingredienti che noi lanciavamo spietatamente nella zuppa.

Immagino che stiate già suonando alcuni dei nuovi brani dal vivo, i vostri fans li apprezzano?

Si abbiamo suonato la opening track “Transcend” durante l’ultimo tour con i Raunchy ed i fans l’hanno apprezzata ad ogni concerto, ma è un terno al lotto quando si tratta di canzoni sconosciute suonate dal vivo. Ad ogni modo il sound di questo brano è molto groovy e lineare, per questo l’abbiamo scelta come opener dell’album! Inoltre avevamo programmato di suonare il single “I’ve Been You” , ma sfortunatamente abbiamo dovuto tagliarla fuori perché avremmo dovuto prepararla a dovere e non abbiamo avuto modo di farlo, a causa dei problemi logistici ed altro. Ad ogni modo non appena l’album uscirà metteremo più canzoni nella setlist, per trovare una buona combinazione con il vecchio materiale… Sono sicuro che sarà un set davvero roccioso!

Ripensando agli esordi, come è cambiata la band dal 2003? Intendo le relazioni tra i membri, la voglia di continuare a suonare insieme, il sound si è sviluppato in nuove direzioni?

Beh essendo nella band da un anno non posso dirtelo con certezza, ma sono sicuro che questa nuova line up ha dato nuova linfa vitale alla band…Ognuno di noi sente una grande energia dal vivo e le cose sono andate migliorando concerto dopo concerto, questa intensa coesione è stata davvero unica ed ogni notte terminavamo il set dicendo “ Wow, that was REALLY good!”. Come ben sai i Mnemic hanno un passato davvero impressionante, quattro album che hanno venduto più di 100.000 copie in tutto il mondo e sono stati supportati da lunghi tour insieme a leggende come i Metallica. È plausibile che dopo una tale evoluzione qualcuno possa sentirsi un po’ perso ed abbia difficoltà a trovare gli stimoli, inoltre nuove priorità possono far venir meno quella forza che ha spinto la band fin dall’inizio. A questo punto un nuovo inizio è obbligatorio, una nuova prospettiva da portare avanti, ed è questo che abbiamo fatto ottenendo grandi risultati, perché dopo una grande sessione live l’anno scorso siamo riusciti ad ottenere attraverso un processo di scrittura frenetico un album grandioso. Per citare uno dei film che io e Mircea preferiamo: Menmic Reloaded!

Quanto avete impiegato a buttare giù l’intero album? Vi siete divertiti durante tale processo creativo?

Il primo riff è stato scritto nell’Ottobre del 2011 subito dopo aver fatto da headliner all’ Euroblast a Cologna e abbiamo finito con l’avere 15-16 canzoni alla fine di Dicembre. Ci siamo poi presi l’intero mese di Gennaio per analizzare ogni singola traccia, abbiamo scritto arrangiamenti davvero Heavy e separato alcune canzoni come il singolo “I’ve Been You” che nella prima versione era totalmente diversa o la title track Mnemesis dove abbiamo preso solo un riff dalla traccia originale per poi riscriverla da zero intorno ad esso. Fondamentalmente il quartier generale era a Copenhagen con Mircea, Victor e Brian che scrivevano la maggior parte del materiale, facendo prove per assemblare il tutto e mettere online una pre-produzione in modo tale che tutti potessero ascoltarla e discuterne. Nel frattempo io e Guillame stavamo scrivendo altre cose rispettivamente in Italia ed in Francia, mandandole poi al resto della band. Ovviamente tutto ciò è stato reso possibile grazie alla grande musicalità di ogni membro ed all’abilità di risolvere qualunque questione in modo intelligente e veloce. Spesso avere a che fare con musicisti testardi è come avere un “dolore al culo”  perché ognuno ha la sua personale visione che non può essere compromessa…ma questo processo creativo non può funzionare, dal momento che ogni piccolo dettaglio può portare via una quantità di tempo indefinita ed il risultato finale potrebbe essere deludente. Oppure a volte ci può essere un membro della band che si occupa della stesura dei brani mentre gli altri sono semplicemente degli esecutori, ma questo è più un progetto solista secondo me. Abbiamo voluto l’approccio più coeso possibile sull’album ed ci siamo avvalsi dell’aiuto di alcuni amici dall’esterno, per questo abbiamo reclutato alcuni amici miei, i ragazzi della Dysfunction Production – Dualized ad Eddy, per aggiungere alcuni samples e loops sull’album dal momento che loro sono dei maestri in questo campo. Puoi ascoltare il loro intervento elettronico soprattutto nelle tracce “Transcend”, “Pattern Paltform” e “Mnemesis”.

C’è una canzone alla quale ti senti più legato rispetto alle altre?

Direi “Pattern Platform” perché l’ho composta quasi totalmente io ed è finita nell’album come la prima versione originale, sono davvero soddisfatto di questo…è una canzone molto groovy con un chorus molto accattivante ed alcuni passaggi cupi che rendono molto bene dal vivo…Non vedo l’ora di suonarla sul palco!

Parlando dei testi, quali argomenti trattate maggiormente? C’è un concept di base? Qualche sorta di leitmotiv?

I testi sono stati scritti da Mirca e Guillame ed hanno a che fare con dipendenze, ossessioni, illusioni, ispirate ad esperienze di vita reale. Sono abbastanza personali ma ognuno può interpretarle a modo suo, sono davvero profonde.

Che cosa significa la parola Mnemesis?

Il brainstorming relativo al titolo dell’album è stato uno dei più logoranti di sempre ed è costato più tempo che stesura dell’intero album haha! Avevamo tantissimi titoli tra i quali scegliere ma nessuno era così innovativo. Così abbiamo optato per questo gioco di parole che all’inizio ci ha fatto sorridere ma poi ci siamo rimasti intrappolati in mezzo e lo abbiamo trovato davvero rappresentativo. Dato che l’album ha a che fare con disordini mentali e stati alterati della mente, abbiamo raffigurato questo Nemesi della Mente, M-Nemesis, come l’ illusione che prende il controllo su di te in modo sottile, credi di avere il controllo mentre non ce l’hai. Se ci pensi, ogni essere umano è soggetto in qualche modo alla sua mente, pensiamo di avere il controllo su di essa, mentre è tutto il contrario, dal momento che le nostre paure ed illusioni controllano noi stessi e cosa facciamo. Raramente ci fermiamo e prendiamo pienamente coscienza della nostra mente, dal momento che siamo sempre proiettati verso un futuro ipotetico che controlla le nostre azioni. Questo è Mnemesis, vive e respira in ognuno di noi.

Ogni band è influenzata da altre, nel vostro caso ritieni che sia vero?

Le influenze fanno prosperare la musica dalla notte dei tempi, anche Mozart aveva qualche influenza nelle sue opere. Ma c’è una linea sottile tra “l’essere influenzato da” e “clonare il sound di”… specialmente ai giorni nostri si sentono in giro tonnellate di bands che suonano terribilmente l’una uguale all’altra. Come può il loro sound sopravvivere al passare del tempo? Non ci riuscirà ed è per questo che vanno e vengono come le stagioni, come band musicali usa e getta…è terribile, ma è anche giusto dal momento che se la tecnologia ci ha dato la capacità di produrre un album professionale standosene seduti nella propria camera da letto, questo non significa che ci è stata data la capacità di scrivere la storia della musica! Fai un passo indietro e cerca di suonare qualcosa di diverso dalla massa, “pensa diversamente dalla massa”.

Fear Factory, Strapping Young Lad e Meshuggah sono le band più importanti alle quali venite paragonati, ci sono paragoni meno ovvi?

Credo che un altro paragone ovvio sia con la band di Devin Townsend, le sue melodie misteriose sono uniche e gli abbiamo strizzato l’occhio in un paio di passaggi di Mnemesis. Un’altra influenza soprattutto per quest’ultimo album potrebbe essere quella dei Type o Negative. Abbiamo ascoltato molto “October Rust” durante il processo di stesura dell’album! Ed ovviamente degli Slayer…gli Slayer sono sempre i primi haha!

Sarete impegnati questa estate? Intendo dire, avete già numerosi concerti schedulati? Vi piace andare in tour con altre bands?

Abbiamo diversi festival in Spagna e Portogallo, poi un concerto in Svezia e lì ne approfitteremo per girare il video di “I’ve been you” con l’unico e solo Patrick Ullaeus…non vedo l’ora! Stiamo mettendo su un altro tour Europeo per il prossimo autunno, proprio prima di partire per l’Australia…andare in tour è la vita e la vita è bella!

Se potessi scegliere di suonare con un artista o una band, chi sceglieresti?

Personalmente mi piacerebbe andare in Tour con gli Opeth, una delle mie band preferite di sempre…ma ovviamente per primi: SLAYER!

Grazie mille per il tempo che ci hai concesso, non ci sono altre domande, ma solo qualche parola che vuoi lasciare ai vostri fans italiani!

Grazie mille per la bella intervista! Essendo io stesso italiano voglio dire loro: “Supportate la vostra scena locale, andando ai concerti e non solo su facebook! Abbiamo una grandissima scena e delle band validissime, più di molti altri paesi Europei e più di quanto non ce ne rendiamo conto… E date un ascolto a questo Mnemesis!”

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