Wyxmer: Mistico… epic progressive metal – Intervista

Finalmente è uscito ‘Feudal Throne’, un album che unisce i vostri vecchi brani del MLP con nuove tracce. Che mi dici di questo risultato? Consideri un buon risultato il fatto di aver finalmente un full length stampato?

“Direi ottimo risultato. Finalmente!! Il vecchio – mai del tutto valorizzato – con il nuovo… e tra poco anche il ‘nuovissimo’ (…)”

Quando sono stati scritti i brani che completano il CD?

” ‘Mistical Wyvern’ (1991); ‘My Princess Bride’ (1991); ‘Quietless Mind’ (1991); ‘Dissilio’ (1992).”

Cosa è scuccesso al gruppo dal 1991, data del miniLP, sino all’altro ieri? COme mai vi siete riuniti per dar vita a questa nuova fase della band?

“E’ una lunga storia… In breve: al termine del 1992 (poco dopo il mio ingresso all’interno del gruppo – ma ti giuro: non c’entro niente! :-)) c’è stata la dipartita del cantante che ha seguito alcuni progetti solisti. Noi quattro reduci abbiamo continuato a suonare insieme con alcuni progetti ‘rock progressive’ (cambiando il nome del gruppo in ‘Dissilio’) ed avendo un discreto successo in alcune manifestazioni rock… quindi sempre rimanendo ‘in contatto sonoro’. Nel 2004 giunge la telefonata di Black Widow che si dice pronta a pubblicare un nuovo CD con vecchi pezzi, inediti e nuovi. Contattiamo il cantante Astor Pride, riprendiamo il vecchio feeling metal prog… e ripartiamo!”

I nuovi Wyxmer proseguiranno il loro cammino o la reunion è stata solo una fase temperanea?

“Noi speriamo vivamente che non sia temporaneo ma che – tempo permettendo – sia qualcosa di più definitivo e stabile (considerata anche l’età…)”

Dei vostri brani colpiscono molto i testi, veramente sottili e di difficle comprensione. Vuoi illustrarci quali sono le vostre principali fonti di ispirazione e quali sono le tematiche più ricorrenti dei testi, facendo riferimento anche ad alcuni brani in particolare?

"Quasi mai i testi si riferiscono a episodi della realtà contemporanea.

L’ispirazione nasce piuttosto da riflessioni su vissuto emotivo (‘Quietless mind’), storia medievale (‘King Of The Ladies’, Steed ‘n Cavalier’), filosofia e metafisica. Il diffuso ermetismo lirico esprime la volontà di far perdurare quell’aura di misticismo e di ‘saghe medievali’ rese con una personale interpretazione di lingua anglosassone arcaica".

Sei d’accordo con me se dico che le tue parti di tastiera sono la caratteristica più pregnante del sound degli Wyxmer? COme scrivete i pezzi? Chi si occupa primariamente dei testi e chi della musica?

“Sulle parti di tastiera preferirei non pronunciarmi… sono parte in causa! Dico solo che ho sudato le proverbiali sette camice per riuscire ad integrare – senza snaturarne il contenuto – le vecchie track con nuovi arrangiamenti che ne esaltassero il suono; nell’ambiente metal è difficile trovare tastiere che non siano solo dei ‘tappeti’ per dei solos di chitarrone… I brani generalmente nascono così: il cantante (spesso) porta in sala un progetto e ciascuno elabora l’arrangiamento relativo al proprio strumento, canzone che così diventa frutto delle idee del gruppo per intero. I testi sono del cantante.”

Ultimamente avete partecipato al festival di Brendola dedicato ai gruppi metal italiani anni ’80. Come vi siete sentiti sul palco insieme ad altri nomi conosciuti di quel periodo d’oro del metallo italico? COsa vi ha lasciato il festival?

“Gran soddisfazione, ed anche gran stupore in positivo. Forse pensavamo ci fosse maggiore attenzione al disco da collezione… ma va bene lo stesso. Il festival è stato un bel palco. Magari, essendo il primo rientro dopo molti anni eravamo piuttosto tesi e non ci siamo goduti lo show fino in fondo.”

Come vi ponete oggi rispetto alla scena metal italiana?

“Speriamo di dare un contributo un po’ più sostanzioso del passato alla scena metal, anche se in realtà strizzeremmo più volentieri l’occhio anche a quella prog…”

Lascio concludere a te; se volevi aggiungere altro per i lettori di metallus questo è il momento…

“Lunga vita al metal italiano, sicuramente più in forma dell’oramai dozzinale ed obsolescente “nu metal” d’oltreoceano, a patto che si dia un po’ più spazio alla sostanza ed un po’ meno alla forma: in altri termini, meno smorfie e meno pose che scimmiottano i più famosi gioverebbero alla linea compositiva in senso stretto riguardante le vecchie e nuove leve… si sentono spesso delle idee interessantissime ma si vedono altrettanto spesso delle esibizioni grottesche che vanno – a parer mio – a scapito della musica (che in fondo resta sempre la protagonista).”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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