Hypocrisy: Intervista a Michael Hedlund

Non hanno certo bisogno di presentazioni gli Hypocrisy, alfieri del death metal made in Sweden capitanati da Pete Tagtgren. La band ha recentemente tenuto uno show in Italia di supporto a Destruction e Crematory, dopo anni di assenza dai palchi italiani, quale migliore occasione per catturare Michael Hedlund, bassista, e interrogarlo sull’ultimo lavoro della formazione, il controverso ‘Into the Abyss? Ecco il resoconto della nostra chiacchierata…

Allora Michael, com’è andata stasera?

"Benissimo, siamo molto soddisfatti dello show, ci siamo divertiti parecchio e credo che anche il pubblico abbia apprezzato."

Abbiamo assistito anche alla vostra performance al Wacken quest’anno, che impressioni avete avuto? Siete soddisfatti?

"Sì, è stato grande! Credo però che un festival come il Wacken sia anche troppo grande per noi, a partire dal palco per arrivare al pubblico e tutto il resto. Ci troviamo meglio quando dobbiamo suonare in piccoli club ad esempio, è come se avessimo un maggior controllo su quello che ci succede intorno."

Toglimi una curiosità, avete avuto qualche problema tecnico durante lo show? C’erano dei suoni che andavano e venivano, la voce per esempio…

"Quei problemi sono legati al fatto di suonare in luoghi così grandi, in festival così affollati come dicevo prima. E’ normale che ci siano inconvenienti di questo tipo. E’ anche per questo motivo che preferiamo suonare in posti più piccoli e raccolti"

Gli altri posti dove avete suonato erano tutti come il Rainbow a livello di capienza? O vi siete esibiti anche in locali più grandi?

"Il livello medio è più o meno questo, generalmente passiamo tra locali che contengono dalle 700 alle 2500 persone, non di più. In Germania in particolare abbiamo tenuto alcuni show veramente fantastici, con un’affluenza di pubblico notevole, è stata una bella esperienza"

Parlando di musica, con l’ultimo ‘Into The Abyss’ siete tornati a suonare death metal nel senso più classico del termine, come mai questa scelta?

"E’ una cosa a cui non abbiamo pensato quando abbiamo cominciato a comporre i brani per il nuovo album. Certo, avevamo in mente di riprendere alcune sonorità tipiche degli album più vecchi e mescolarle con alcune soluzioni che avevamo usato in quelli più recenti, non volevamo abbandonare completamente la dimensione melodica e atmosferica. Abbiamo anche cercato di alternare brani più veloci, ad altri più cadenzati e pesanti per rendere il tutto più vario ed interessante. Ci divertiamo molto a suonare pezzi diversi tra loro come ‘Legions Descend’ o ‘Fire In The Sky’"

E’ stata un sorpresa per molti fan questo disco, dopo un lavoro più melodico e ‘tranquillo’ come ‘Hypocrisy’ nessuno si aspettava un lavoro così aggressivo e diretto!

"Ogni nuovo album che pubblichiamo è sempre una sorpresa, anche per noi stessi, non solo per i fan. Quando componiamo non sappiamo neppure noi cosa verrà fuori, è per questo che finiamo sempre per stupire tutti!"

Come vi dividete i compiti in fase di composizione?

"In questo album siamo stati coinvolti tutti quanto a livello di songwriting, forse in modo addirittura maggiore rispetto ai lavori precedenti. Abbiamo passato parecchio tempo in studio insieme a comporre i nuovi pezzi stavolta, un paio di pezzi li abbiamo scritti io e Lars (Szoke, batterista, N.d.A.) insieme ad esempio."

In passato sembrava che fosse Peter più che altro ad occuparsi di questi aspetti..

"E’ vero anche questo, ma siamo tutti d’accordo sul fatto che ognuno di noi debba intervenire nella composizione dei brani. Peter non vuole essere considerato come l’unico songwriter del gruppo e non vuole essere l’unico a doversi occupare delle interviste e di tutto il resto, ognuno di noi deve pensare a questi aspetti. Siamo una band in tutto e per tutto, non siamo un progetto di Peter Tagtgren e basta."

E questo riguarda anche i testi o solo la musica?

"Sì, riguarda anche i testi. Per questo album avevo scritto tre testi per esempio, che poi però non abbiamo usato. E’ chiaro che comunque è più facile per Peter occuparsi in prima persona delle liriche, visto che è lui poi che deve cantarle."

Anche i testi che hai scritto tu riguardano argomenti che hanno a che fare con alieni, fantascienza e simili?

"Sì, qualcosa del genere. Condividiamo tutti la passione per questo tipo di immaginari a sfondo fantascientifico, anche se è Peter quello che più di tutti è attirato da questi argomenti e legge molti libri a questo proposito (da notare la presenza nel tour bus di un peluche a forma di alieno vestito di pelle nera che ci osserva minaccioso durante tutta l’intervista!! N.d.A.)"

Fino a qualche anno fa trattavate anche temi che avevano a che fare con la religione, ora pare che li abbiate abbandonati o sbaglio?

"Infatti, ora come ora cerchiamo di concentrarci soprattutto sulla musica. Sono argomenti un po’ abusati attualmente e comunque era soprattutto il nostro vecchio cantante che si interessava a certe tematiche, è stata la sua influenza a portarci a parlare di questi temi, ma ora ci siamo un po’ staccati da ciò."

Dicevi che siete una band, ma qualche anno fa, quando dopo l’uscita di ‘The Final Chapter’ la band sembrava essersi sciolta, Peter aveva detto che il principale motivo alla base dello split era il fatto che la maggior parte del lavoro toccava a lui e non si trattava più di un gruppo vero e proprio…

"Sì, questo era sicuramente uno dei motivi che ci avevano portato a prenderci un periodo di pausa. Peter era piuttosto stanco di occuparsi degli Hypocrisy: aveva il suo lavoro neli Abyss Studio a cui badare, voleva occuparsi del suo side project Pain… era molto occupato insomma e aveva bisogno di prendersi una pausa. Credo che tutti al suo posto avrebbero pensato a qualcosa del genere, in fondo. Poi abbiamo trovato di nuovo l’energia per poter andare avanti insieme e adesso nella band funziona tutto benissimo, non c’è alcun tipo di problema."

Quindi sapevate che prima o poi sareste tornati a suonare insieme come Hypocrisy…

"Beh, quando abbiamo deciso di scioglierci per un periodo avevamo bisogno tutti di prenderci una pausa. Ci siamo parlati per un po’ e abbiamo deciso così. Non sapevamo di preciso cosa sarebbe successo a dire il vero, ma la cosa non ci preoccupava molto. L’importante è che ora nella band funzioni tutto a meraviglia!"

Due anni fa avete registrato il live album ‘Hypocrisy Destroys Wacken’, come mai avete scelto di registrare proprio quello show? Lo avete scelto tra tanti altri o avevate pianificato di registrare proprio quello?

"Era da un po’ di tempo che pensavamo di registrare un live album. Avevamo suonato in diversi festival in Europa quell’anno e il Wacken era sicuramente uno dei più importanti che ci sia, vista la grande presenza di pubblico, di riviste specializzate e tutto il resto. Così abbiamo pensato che sarebbe stato il miglior posto per registrare quell’album, avevamo già deciso di farlo."

Quali sono gli ascolti degli Hypocrisy, che tipo di musica ascoltate di solito?

"Personalmente ascolto tutti i tipi di musica, dai Pink Floyd ai gruppi più pesanti e brutal che ci siano. Sarebbe noioso ascoltare solo un certo genere musicale, specie se si tratta dello stesso genere che suoni con la tua band!"

Fabio Rodighiero

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