Metatrone: “Eucharistmetal” – Intervista a Stefano “Ghigas” Calvagno

I Metatrone, alfieri del christian metal italiano, dopo aver sfornato un nuovo album di valore come “Eucharismetal” (il terzo), stanno facendo conoscere ancor di più il loro sound e la loro personale chiave di lettura del mondo a più ascoltatori possibile grazie ad una programmazione live sempre più intensa. Verifichiamo con il chitarrista Stefano “Ghigas” Calvagno quali sono i progetti che bollono in pentola per la band siciliana e cerchiamo di conoscere in modo più approfondito il nuovo lavoro dei nostri.

Buongiorno Metatrone! Ormai è passata qualche settimana dall’uscita del vostro terzo album “Eucarismetal” e si possono cominciare a stilare un po’ di resoconti; qual è stata ad oggi la risposta al vostro nuovo lavoro da parte dei vostri fan vecchi e nuovi, delle riviste/zine di settore e dei live?

Ciao Leo. In effetti l’uscita di “Eucharismetal” è stata accolta con molto entusiasmo dai nostri fan, che attendevano da tempo un nuovo album da parte nostra. Le fatiche e l’impegno spesi nella produzione del nuovo CD sono stati ampiamente ripagati dal calore dei nostri sostenitori e anche di molte riviste e webzine, compresa Metallus.it, eh eh. E’ un album maturo e ricco che riesce a colpire piacevolmente ascoltatori diversi che amano il power e il prog metal. Ovviamente all’interno della scena christian, anche lì, i feedback sono e continuano ed essere entusiasmanti.

Siete di ritorno da un minitour che vi ha visti protagonisti a fine aprile prima a Busto Arsizio e poi in Olanda al festival di christian metal Rock For Eternity; ci volete descrivere questa esperienza?

E’ stato molto bello poter finalmente proporre dal vivo la set list di “Eucharismetal” e vedere l’effetto che fa. I live tra Busto Arsizio e il Rock for Eternity sono stati un ottimo inizio, davvero. Molte altre date sono già in programma e altre presto verranno rese pubbliche per tutto il periodo estate e autunno, per cui tenete d’occhio il calendario dei live sulle nostre pagine sui nostri sociale. Il Rock for Eternity ci ha ricordato parecchio il clima fantastico e l’entusiasmo e l’energia dell’Elements of Rock, che come tu ben ricorderai, è stato uno tra i primi palchi europei ad vedere i Metatrone all’opera, ai tempi di “The Powerful Hand / La Mano Potente”. Molti degli spettatori ci conoscevano già (qualcuno ci aveva visti proprio in Svizzera, all’EOR del 2008) altri ci hanno scoperti lì. E’ stato molto bello, come sempre, condividere palco e backstage con altri ottimi musicisti, provenienti da altri paesi europei, come i greci Innerwish che hanno guidato il festival in coheadlining con i Metatrone.

Rispetto ai precedenti lavori c’è stato un importante cambio nella vostra line-up con l’ingresso di Salvo Grasso (batteria) e Dino Fiorenza (basso). Come si sono trovati i nuovi membri del gruppo? Immagino un incastro perfetto a parte le discussioni di Davide (tastiera) e Dino che impazzano e divertono su fb…

La nuova formazione coincide con innegabile un arricchimento musicale ed umano, cose che spesso vanno insieme. L’energia che la band ne ha tratto è stata incredibile. E questo si sente sia nel lavoro in studio che nei live. Dino è un musicista di fama internazionale e conta collaborazioni con i più grandi nomi del rock e del metal, da Billy Sheean a Steve Vai, passando per Paul Gilbert e Malmsteen. La storica amicizia che ci lega ha reso tutto incredibilmente galvanizzante, così come l’innesto di Salvo, altro grandissimo musicista, ottimo compositore e arrangiatore, oltreché batterista. Questa line up ha dato linfa nuova a tutta la vita della band. Ci sentiamo in splendida forma e credo tutto questo si senta e si veda! Gli sketch tra Davide e Dino sono poi la ciliegina sulla torta, un modo semplice e divertente per non prendersi troppo sul serio e fare autoironia. E ai nostri fan e alla gente questo sembra piacere parecchio.

Siete rimasti in contatto con i vecchi musicisti della band Tony Zappa e Virgilio Ragazzi?

Non ci sentiamo spesso in realtà. Le strade si dividono per le motivazioni più varie e nel rispetto reciproco. La condivisione della musica e dell’essere parte di una band fanno naturalmente da collante e venendo a mancare questa condivisione è inevitabile che poi ciascuno percorra la propria strada autonomamente, lasciando che le cose vadano come devono andare, accettando anche di perdere i contatti. I cambi di line-up fanno parte della storia di molte band e a volte è necessario che accadano, soprattutto quando suonare o suonare in una band diventano un peso per sé stessi e per gli altri.

Arrivando a “Eucharismetal” possiamo senz’altro affermare che vi siete sbizzarriti inserendo svariatissime idee per un CD che attualmente risulta essere il più vario e innovativo della vostra carriera. Nel processo di songwriting hanno collaborato anche i nuovi membri? Come vi siete divisi il lavoro?

Sì, “Eucharismetal” è un gran bel disco. E il prossimo sarà ancora meglio (questa è la nostra filosofia! Ehe eh). Come sempre, Davide e io diamo vita alla radice principale dei brani, così come per gli arrangiamenti e la stesura dei testi. Tuttavia mai come prima il ruolo di Dino e Salvo è stato importante. Il loro contributo è stato di grande spessore. Abbiamo cercato di dare la possibilità a entrambi di dare il meglio di sé in ogni brano, cercando l’equilibrio tra le abilità di ogni singolo musicista e la costruzione del brano in sé, nel quale la fa sempre da padrona la melodia. Tra ritmiche serrate e shredding di basso a go go si trova materiale per tutti i gusti. Questa volta (in “Eucharismetal”) abbiamo inserito molte parti in growl, anche questo segno di una nuova maturità artistica che fa parte della nuova strada che la band ha intrapreso , in termini di songwriting.

Come hai precisato spicca all’ascolto un uso molto più intenso e frequente del growl di Davide che ben si alterna alla voce acuta e incisiva di Jo Lombardo; questo tipo di scelte avvengono casualmente o vengono elaborate con attenzione?

Nessuna scelta viene presa con leggerezza e tutto, dallo scheletro della canzone ai dettagli legati all’arrangiamento sono frutto di un’attenta ricerca e meditazione. E’ una nostra caratteristica che non è mai cambiata, anzi diventa sempre più meticolosa. Il growl di Davide è cresciuto anche quello, oggi è più “grosso”, “cattivo”, presente ed è impiegato per dire cose importanti e mai banali. Basta dare una lettura dei testi per rendersene conto. Jo, beh il suo talento è ormai fuori discussione. In molti, all’estero, ci chiedono se siamo noi italiani ad avere nel DNA la presenza di geni che sfornano cantanti come lui (e come gli altri singer italiani di fama).

Notiamo anche che da un lato è aumentato l’impatto ritmico con pezzi molto più tosti e veloci e contemporaneamente le tastiere hanno assunto un ruolo ancor più predominante. Come avete lavorato per rendere quest’amalgama il più coerente possibile?

Il collante è e resta sempre la melodia e la strutturazione, diciamo, “pop” che ci consente di mescolare elementi tanto diversi, dando alla song un risultato uniforme di potenza e melodia. E’ questo in genere il modo in cui intendiamo il metal e credo che dall’esordio ad oggi questa caratteristica sia rimasta sempre ben evidente. Un buon riff è sempre importante ma non essenziale, tuttavia qui in “Eucharismetal” di riff ce ne stanno parecchi e alcuni riescono a far identificare immediatamente la song cui appartengono. Le tastiere di Davide sono davvero trascinanti ma riescono a ricavarsi il giusto spazio nel mix senza intaccare minimamente la “botta” ritmica.

Power metal, progressive ma anche musica classica con brani molto eclettici come lo strumentale “Mozart’s Nightmare” che mette in mostra le abilità di tutti i musicisti della band; dovendo scegliere… quali sono oggi le principali fonti di ispirazione musicali dei Metatrone?

Mah vedi Leo, siamo cresciuti col metal della decade ‘80-‘90, un periodo veramente fertile e forse irripetibile per questo genere musicale, in termini di innovazione e di grandi nomi; in particolare modo in noi puoi trovare elementi power melodico, di prog metal, di AOR e di thrash/death metal. E’ inutile fare dei nomi, in realtà non ci sentiamo legati a nessuna altra band in particolare. L’idea di un pezzo strumentale come “Mozart’z Nightmare” ci era venuta da un bel po’ di tempo. In realtà si tratta di uno dei primissimi brani scritti da Davide, nell’era pre-Metatrone, e finalmente siamo riusciti a trovarne la giusta collocazione. Credo sia importante trovare un bel pezzo strumentale in una tracklist metal che si rispetti. Oggi non è facile trovarne uno che abbia caratteristiche determinanti come riconoscibilità e orecchiabilità. Da qui lo sforzo di creare uno strumentale in cui fosse facilmente identificabile quella melodia portante, quasi fosse cantato. E così è per “Mozart’s Nightmare”.

Ci raccontate, track by track, il contenuto dei testi che come sappiamo hanno un messaggio cristiano… anzi cattolico?

“Eucharismetal” è la somma delle nostre identità di musicisti metal con la nostra scelta di fede e identità cattolica.

“Aled Dalet Mem” sono le lettere ebraiche della parola ADAM, cioè uomo. E’ il grido di un uomo, di un padre, che lotta ogni giorno per amare la vita pur portando addosso il peso doloroso e il ricordo indelebile delle violenze e degli abusi subiti quando egli era bambino. “Molokai” è il nome di un’isola delle Hawaii dove visse e operò un prete missionario di origini belga, padre Damien, che si dedicò totalmente alla popolazione locale di lebbrosi: con questo brano vogliamo combattere contro il fanatismo religioso di alcune frange cattoliche che si rivelano talora come vere e proprie “sette”.

“Wheat And Weeds” è un tipico brano speed power ispirato alla parabola del grano e della zizzania. “Beware The Sailor” si basa sul detto promesse da marinaio, è la fotografia del mondo politico italiano e non solo. Ispirata alla parabola del padre misericordioso (nota anche come parabola del figliol prodigo) abbiamo “Latest News From Light”, primo singolo e video dell’album, rilasciato poco prima dell’annuncio che ha fatto Papa Francesco, sull’apertura dell’anno giubilare della Misericordia, una bellissima coincidenza. “In Spirit And Truth” è un brano dalle forti sfumature AOR, ma che lascia spazio ad inserti in growl, in pieno stile Metatrone; si tratta di un pezzo che vuole spingerci a vivere così per quello che siamo, senza indossare maschere. “Mozart’s Nightmare” è un brano strumentale in cui immaginiamo il grande Mozart nel pieno della sua fama che addormentandosi, dopo una notte di eccessi, finisce per avere un incubo… e nell’incubo egli vive il contrasto tra il bene e il male che si scontrano nella sua vita di uomo e di grande e indiscusso musicista. “Keep Running” (“Lascia che sia”) in entrambe le versioni (inglese e italiana) tratta del nostro essere musicisti, e del vivere questa natura come un dono, una forza irrefrenabile che ci rende vivi. “Salva l’anima” e “Una parte di me” sono stati scritti da Davide molti anni fa e rappresentano le radici del sound della band, quando ancora era conosciuta con un altri monicker (siamo intorno al 1995-96). Si tratta di due brani in cui il prog si fonde agli aspetti tipici del power cioè velocità, ritmica e melodia, impregnati di speranza e di voglia di lottare per vivere. “Regina Coeli” come è nella classica tradizione Metatrone, è il brano epic power per eccellenza, con testo in latino, un pezzo che diventa così l’emblema di questa band. Il testo principale in latino presente nei ritornelli è il Regina Coeli, solenne e antica preghiera mariana. La sezione corale è stata davvero eccezionale e sentirla dal vivo è stata una forte emozione. E’ un inno al metal e alla fede. La produzione è ad altissimi livelli grazie alle preziose mani di Riccardo Samperi (TRP Musi), nostro amico e sound engineer da sempre.

Domanda da un milione di dollari… nei festival christian a cui avete partecipato avete conosciuto altre band cattoliche? Pensate vi sia un differente approccio al metal nei paesi protestanti rispetto a quelli cattolici?

Guarda, ad oggi, nei vari festival di whitemetal non abbiamo incrociato altre metal band cattoliche e sebbene probabilmente ve ne siano nel mondo, al momento credo che i Metatrone siano la sola realtà di livello professionale con una buona discografia attiva ad essere sulla scena come Christian metal band cattolica, seguiti dagli Hypersonic, altra band del nostro drummer Salvo “T-Metal” Grasso, il cui nuovo album è stato rilasciato qualche mese fa. Se guardiamo alla realtà cristiane protestanti, lì la scena metal è fertile e attiva da molto tempo e ci sono band di alto livello che si dividono la scena e tu ne sai qualcosa, parliamo di Theocracy, Demon Hunter, Narnia fino a band seminali come gli Stryper, da qualche anno tornati sull’onda. Questo dipende in gran parte dal fatto che il mondo cattolico sta iniziando a conoscere solo adesso e sotto una nuova luce, probabilmente grazie a noi, il mondo del metal per cui è solo una questione di tempo e le differenze col mondo protestante, sul piano dell’accettazione della musica metal come forma d’arte capace di messaggi spirituali cristiani, si azzereranno, ponendo fine a vecchi e superati stereotipi sul metal e sui metallari.

Ora che avete più anni alle spalle come vedete l’impatto di essere un gruppo christian metal fra il pubblico metal ed invece nel pubblico mainstream che potrebbe considerare per lo meno curioso vedere un parroco quale membro di una band di heavy rock?

A conti fatti il nome dei Metatrone è ormai conosciuto sia in Italia che (forse ancor di più) all’estero e come sempre, quando veniam fuori con una nuova release ci sono sempre due reazioni, quella di esaltazione da parte di molti e quella di disapprovazione da parte pochi che, pur apprezzando e a volte esaltando il nostro “lato musicale”, fanno ancora fatica a sentir parlare del Signore e di Cristo in un contesto metal. Ma non importa, questa fusione rappresenta la nostra identità di musicisti e artisti, metallari cattolici, che ormai è cristallina: la fantastica cover di “Eucharismetal”, opera del talentuoso artworker Nello Dell’Omo, già firma di molte bellissime cover della Frontiers, credo sia davvero la migliore spiegazione di ciò che ho appena detto. La presenza di un sacerdote in una band metal suscita certamente curiosità, ma credo non vi siano ormai più dubbi sulla genuinità dei Metatrone, come metal band. Come altre volte abbiamo detto, non siamo predicatori, non ci prefiggiamo lo scopo di convertire nessuno, non siamo un prodotto religioso creato a tavolino. Noi testimoniamo, con la nostra vita e con la nostra arte, solo ciò che siamo, ossia metallari in Cristo.

Concludendo… avete altre date live in programma per i prossimi mesi?

Sì, i ragazzi della nostra etichetta e del nostro management, ROCKSHOTS Music, stanno facendo un lavoro eccezionale. Presto confermeremo altre date sui nostri socials e sul nostro sito ufficiale (www.metatrone.net), che vi invitiamo a tener d’occhio, su facebook (https://www.facebook.com/metatroneband/?fref=ts) e su twitter (@metatrone_music), per una estate ed un autunno ricchi di appuntamenti dal vivo. Potrete ascoltare “Eucharismetal” dal vivo assieme ad altri brani estratti da “The Powerful Hand” che abbiamo rimasterizzato e ristampato con l’aggiunta di alcune bonus track, così come “Paradigma”, arricchito, in ristampa, dalla bonus track “Heavenly Field”. Ci vediamo on stage. Grazie Leo per questa intervista. Stay metal e il Signore vi benedica!

Metatrone 1

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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