Callenish Circle: Metallo Non Metallo – Intervista

Ti faccio innanzitutto i complimenti per il nuovo album! Come presenteresti ‘[Pitch.Black.Effects]’ ai nostri lettori?

“Grazie mille per i complimenti! Io descriverei ‘[Pitch.Black.Effects]’ come un album di metal estremo con influenze che arrivano da differenti sfaccettature del metal stesso, arricchito da alcuni tocchi di imprevedibilità. Catchy, groovy and heavy as f*ck!”

Suppongo che il titolo nasconda un significato particolare…

“Pensiamo che il titolo suoni molto “cool” e si adatti alla perfezione alle atmosfere del disco. A parte questo sì, c’è un significato che ora ti spiegherò. Un anno fa ero a Berlino, dove ho visitato il museo di storia e cultura ebraica. La parte più impressionante del museo era quella (purtroppo) relativa all’olocausto. Una stanza del museo era stata costruita in modo che il visitatore avesse l’impressione di trovarsi prigioniero in un campo di concentramento. Sembrava tutto vero, l’atmosfera era spaventosa, quella stanza era fredda, buia, umida, ti sentivi realmente solo, disperato e anche la più piccola speranza sembrava veramente perduta. Per qualche ragione quella visita mi ha lasciato fortemente impressionato; dopo alcuni mesi ho letto una poesia che mi fece immediatamente ricordare la visita al museo. La poesia raccontava la storia di alcune persone in una situazione senza speranza; essi ricevevano ristoro da un piccolo raggio di luce che ogni mattina entrava nella loro stanza. La poesia descriveva questa esperienza come il passaggio da un ambiente oscuro ad uno luminoso, una sorta di effetto di sovraesposizione. Oltre al titolo ‘[Pitch.Black.Effects]’, la canzone ‘Schwarzes Licht’ descrive nei dettagli l’intera storia e l’effetto luminoso ritorna anche nell’artwork del CD.”

Dal mio punto di vista il nuovo disco suona più moderno, grazie all’utilizzo di parti elettroniche ben combinate ad un thrash metal molto tecnico. Sei d’accordo?

“Penso che tu abbia assolutamente ragione, comunque sono convinto che ci siano altre influenze al di là del thrash metal e dell’elettronica. Il nostro obiettivo era proprio quello di creare un disco moderno. Penso che il sound sia nuovo anche senza considerare l’elettronica, comunque è vero, questi flirt con la musica techno rendono il tutto ancora più imprevedibile. Ed è esattamente ciò che volevamo fare, senza rinunciare ad essere pesanti. In effetti credo che il nuovo disco sia molto meno soft rispetto a quanto abbiamo fatto in precedenza.”

Ci sono delle band di metal moderno che annoverate tra le vostre influenze? In caso affermativo quali sono, oppure quali tra queste ci consiglieresti di ascoltare?

“Preferisco ricevere le mie influenze da band al di fuori della musica metal, di solito mi suggeriscono delle idee più fresche e originali. Ultimamente il metal è un po’ carente da questo punto di vista. Ci sono davvero molte band che mi piacciono…Di recente ho acquistato il CD degli Audrey Home, un gruppo con alcuni membri degli Enslaved. Suonano un ottimo hard rock.”

Dal tuo punto di vista quali sono le principali differenze tra ‘[Pitch.Black.Effects]’ e i suoi predecessori? Potresti fare un breve commento su ogni release dei Callenish Circle?

“Guarda, ti va bene che siamo solo al quinto album, chissà se avresti avuto il coraggio di chiederlo agli Iron Maiden, ah,ah,ah! Ok, here we go…

‘Drift Of Empathy’: atmosfere doom con alcune influenze death.

‘Graceful Yet Forbidding’: più o meno simile al primo album, con in più alcune parti di metal classico.

‘Flesh_Power_Dominion’: questo disco lo abbiamo arricchito con alcune parti thrash molto belle. E’ un album pieno di rabbia, credo proprio che contenesse tutto il nostro risentimento verso la vecchia etichetta prima di firmare per la Metal Blade.

‘My Passion // Your Pain’: qui la componente thrash è più in vista. Abbiamo anche iniziato a sperimentare qualcosa con i synth, come poi accadrà per ‘[Pitch.Black.Effects]’.

‘[Pitch.Black.Effects]: per questo lavoro abbiamo cercato di prendere ispirazione da tutti gli album precedenti. E’ più incentrato sulla ricerca della melodia e la componente di musica elettronica si fa più corposa.”

I titoli delle canzoni lasciano supporre un contenuto lirico misterioso e pessimista. Ce ne vuoi parlare?

“Ronny (chitarrista della band, n.d.a.) ha scritto la quasi totalità dei testi. L’argomento principale sono le emozioni umane più “estreme”, come possono essere l’odio, la rabbia, l’invidia. L’ispirazione arriva dai fattori più disparati: esperienze personali, letture, film. In alcuni casi si parla di una situazione concreta, ma si cerca sempre di trasformare un evento specifico in un argomento di carattere generale che possa esprimere delle emozioni che si sono provate, di modo che l’ascoltare possa riconoscere sé stesso e le sue esperienze all’interno di ogni singolo testo.”

Come siete soliti dividervi i compiti durante la fase di composizione?

“Diciamo che ognuno fa ciò che gli riesce meglio. Io e Ronny componiamo circa l’80% di ogni canzone, poi gli altri intervengono con le loro idee. Da qui iniziamo ad aggiungere o togliere qualcosa finché non siamo completamente soddisfatti. A volte succede che una canzone cambi del tutto durante questa seconda fase di lavoro.”

Nella mia recensione ho sottolineato come i Callenish Circle possano rappresentare una continuità tra l’innovazione e la tradizione, sei d’accordo con il mio punto di vista? Vuoi aggiungere qualcosa?

“Hai sottolineato un aspetto molto interessante. Siamo soliti combinare elementi di metal tradizionale con idee nuove e innovative. E per me questa è una grande sfida. A volte, quando una band decide di cambiare il proprio percorso musicale, il risultato non è positivo. D’altra parte capisco le band che si vogliono evolvere, perché lo vogliamo anche noi. E questa sfida la vinci quando riesci ad essere innovativo senza abbandonare completamente le tue radici.”

Sono in previsione delle date dal vivo dopo l’uscita dell’album? Pensi che sarà difficile riproporre le atmosfere intricate di ‘[Pitch.Black.Effects]’ on stage?

“Certo che sì! Nelle ultime settimane del 2005 suoneremo solo in pochi show, al momento stiamo pianificando il 2006. Ci potrebbe essere un altro tour europeo in vista e vorremmo concentrarci sui festival estivi, anche se non c’è ancora niente di sicuro. Ci siamo trovati molto bene in Italia, quando abbiamo suonato da voi, spero di visitarvi ancora, l’Italia è in assoluto uno dei miei paesi preferiti. Adoro il cibo (molto importante) e le moto italiane.”

Per noi di Metallus è tutto! Come di consueto, a te l’ultima parola.

“Grazie a tutti i nostri fan e grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso. Se state cercando qualcosa di innovativo non lasciatevi sfuggire il nostro nuovo album! Spero di vedervi in tour, nel frattempo venite a farci visita, ecco i nostri contatti: http://www.callenish-circle.com e http://www.myspace.com/callenishcircle.

Un saluto, Gav.”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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