Sound Storm: “Metal Di Classe” – Intervista

È a firma di una band italiana uno degli album di debutto migliori di questa annata. “Twilight Opera” è un concentrato di sonorità power metal sinfoniche, ricco di splendide orchestrazioni operistiche e suonato da una band che ha il potenziale per risollevare le quotazioni di un genere, il power sinfonico, consolidato ma a forte rischio di mancanza di rinnovamento.

Ciao Ragazzi, vorrei iniziare prendendo una citazione dalla mia recensione: “Rondò Veneziano…Metal!”. Nel vostro suono la componente classica ha un ruolo importante, trovate sia azzardato e fuorviante il riferimento al Rondò Veneziano?

A proposito degli arrangiamenti classici e sinfonici, avete alle spalle studi specifici e come nasce la vostra passione per il metal sinfonico?

Siete un gruppo alle prime armi, eppure dimostrate di avere un solido background musicale ed una maturazione non indifferente. Come e quando nascono i Sound Storm?

Come siete entrati in contatto con la Rising Records? L’etichetta inglese gode della distribuzione della Gordeon Music, un distributore che può garantire ampia visibilità, almeno sul mercato europeo.

Quanto tempo è durata la fase di registrazione presso i Finnvox Studios?

Dusk: direi che finora abbiamo avuto davvero ottimi risultati. Anche in Germania dove è difficilissimo affermarsi data la concorrenza spietata e, diciamolo pure, una certa diffidenza verso i gruppi italiani – per di più al debutto – ci sono state ottime recensioni e critiche. In Giappone abbiamo avuto un impatto incredibile, poco prima della release siamo stati parecchi giorni nella top 10 delle classifiche per quanto riguarda l’heavy metal, solo dopo gruppi come Metallica, Tool, Dream Theater, ecc. Ma forse la soddisfazione più grande è stata quando Bruce Dickinson ha parlato di noi durante la sua trasmissione in radio: ci ha definiti “conceptual European power metal”, e ha espresso forte apprezzamento per il nostro lavoro. Non possiamo che esserne orgogliosi.

Letstat: Grazie per il complimento, devo dire che non sono proprio un fan di “Steve”, ma l’ho apprezzato con i Lionsheart. Come stile di canto diciamo che adotto, come si può sentire dall’album, una sorta di heavy power style che tende a dare stile ed aggressività . Ho provato così nel tempo ad inserire vari elementi, dallo scream al thrash, anche perché il cantato power classico non mi ha mai soddisfatto appieno, anzi, secondo me, tende a dare meno potenza ai pezzi. I miei frontman di riferimento sono sempre stati i classici, Eric Adams su tutti, Rob Halford, Bruce Dickinson, Michael Kiske, da tutti questi ho preso un po’ della loro arte . Ad ogni modo la mia idea fondamentale è che penso sia più importante trasmettere emozioni che non essere un’anonima macchina vocale. Ringrazio ancora lo staff di Metallus.

Max “The Hammer”: Certo,innanzitutto fin da gennaio scorso, in occasione dalla prima vera uscita live a Roma con il nuovo tastierista Alexandros e la soprano Ilaria Lucille, ci siamo impegnati al massimo in maniera che i pezzi rendessero al meglio anche dal vivo! Amalgamare tutte le parti orchestrali e i cori non é stato semplice, ma alla fine ci riteniamo decisamente soddisfatti del risultato ottenuto, ma soprattutto tutto cio’ che si puo’ ascoltare ad un concerto dei Sound Storm è senza basi pre-registrate. I brani scorrono via fluidi e non perdono mai in potenza, l’attenzione per i dettagli, anche per quelli piu’ piccoli, è maniacale. In occasione della presentazione di Twilight Opera abbiamo partecipato alla manifestazione metal piu’ importante che si svolge ogni anno in Portogallo, l’Ilha Do Ermal Metal Fest, al quale quest’anno hanno preso parte anche band di fama internazionale quali Angra, Firewind, Blind Guardian, Dark Moor tanto per citarne alcune…. e con nostra grande sorpresa, abbiamo ricevuto un consenso notevole da parte del pubblico presente. Davvero gratificante! Ad ogni modo, ora ci aspetta un altro importante banco di prova, il concerto al Motorockas di Mozzate (CO) l’8 Ottobre in compagnia dei Vision Divine, una vetrina sicuramente importante. Letstat: Sì, a fine agosto abbiamo partecipato all’ Ilha Do Ermal dove, anche se l’ora non ci è stata propizia, abbiamo fatto un ottimo show. A dirlo, oltre al pubblico presente (a fine concerto la gente chiedeva ancora pezzi!), si è unita anche la stampa specializzata. Oltretutto suonare alle due del pomeriggio, vestiti in pelle e con quaranta gradi non è una cosa così semplice.

Dusk: come già diceva prima The Hammer, abbiamo un’attenzione maniacale per ogni aspetto del nostro lavoro, compresi i live. Non ci sono mai piaciute le band che utilizzano campionamenti in quanto crediamo che si perda tutto il “calore” del concerto dal vivo. Per questo motivo ci siamo fatti in quattro per riprodurre “umanamente” tutto ciò che si trova sull’album: un lavoro enorme lo fa Alexandros con le tastiere, abbiamo poi quattro voci per riprodurre in maniera più fedele possibile le parti corali (dal vivo siamo in sei per la presenza di Ilaria Lucille che ha la funzione di corista e cantante nella parti da soprano). Il tutto condito da uno spettacolo teatrale che mira al coinvolgimento del pubblico, cosa che finora sembra essere riuscita appieno. Non è escluso che in futuro avremo anche dal vivo più special guest, come strumentisti classici ed un coro vero e proprio.

Nel libretto vi sono riportati i nominativi di tutti i musicisti che hanno collaborato con voi, tra cui un coro ben 8 voci ed un quartetto d’archi, diretto dal Direttore Marco Tomei. Come siete entrati in contatto con questi musicisti? Avete qualche aneddoto particolare che volete svelarci, legato alla lavorazione di “Twilight Opera”? Dusk: siamo entrati in contatto con loro tramite il nostro produttore a Lucca, Frank Andiver. Sul nostro myspace ufficiale ci sono gli studio reports con le fasi delle registrazioni, compresa la parte degli archi e del coro. Ci sarebbero chiaramente molti aneddoti da raccontare, siamo stati all’incirca un mese e mezzo a Lucca per completare i lavori. Mi sento di ringraziare particolarmente il Maestro Tomei e il “Twilight Choir” (creato appositamente per noi!), con i quali abbiamo instaurato un ottimo rapporto. Un anedotto carino riguarda la cena di fine lavori col produttore, il coro e lo staff, dove il produttore si è palesemente ubriacato dopo mezzo bicchiere di vino! Ed è stato deriso da noi, ovviamente scherzandoci su (dato che anche noi eravamo un po’ allegri…) Ci siamo divertiti molto, oltre ad aver lavorato sodo!

Il power sinfonico ha vissuto la sua stagione con i Rhapsody Of Fire e Kamelot, a vostro avviso potrebbe esserci ancora dell’interesse verso questo genere?

Sadwise: Credo che un genere come il power sinfonico sia molto versatile, basta aggiungere un tocco personale alla “ricetta” ed è possibile incuriosire e suscitare ancora interesse nei confronti di questa musica. Tu citi i Rhapsody Of Fire e i Kamelot, sono band delle quali abbiamo un’altissima stima. Eppure ritengo che i Sound Storm si siano scostati da questo tipo di musica, non in maniera radicale, ma aggiungendo appunto alcuni “dettagli” che hanno reso il sound piuttosto unico. Mi riferisco all’utilizzo costante della voce growl che si incastra doppiando il canto pulito di Letstat, le sezioni ritmiche più “prog” rispetto alle classiche cavalcate power, i temi trattati, non epici bensì romantici, e così via. La buona musica rimane sempre buona musica, dubito che il pubblico si stancherà di ascoltare del sano heavy metal, power sinfonico, gothic teatrale che dir si voglia…chiunque non abbia un predefinito risentimento nei confronti di un genere musicale dovrebbe ascoltare “Twilight Opera”, vi troverà all’interno un mix, una “tempesta” appunto, di sonorità che attingono da fonti diametralmente opposte. Per cui sì, esiste certamente ancora interesse verso il nostro genere.

Per concludere, sogni nel cassetto?

Dusk: sono tanti i sogni nel cassetto. Il più grande è sicuramente quello di poter vivere solo facendo musica, ci stiamo lavorando da anni per poterlo realizzare! Colgo l’occasione per ringraziare lo staff di Metallus per lo spazio che ci è stato concesso e invito tutti coloro che ancora non ci conoscono ad ascoltare “Twilight Opera”, potrebbero trovarlo molto interessante. See you on stage!

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