Metal Allegiance: “Metal is a lifestyle” – Intervista a Mark Menghi

Avevamo parlato con Mark Menghi, mente principale e mastermind dell’imponente progetto Metal Allegiance, tre anni fa, in occasione dell’uscita del primo full length. Ora è tempo di tornare a parlare con Menghi e di approfondire anche in parte alcuni aspetti della sua vita professionale, dato che abbiamo a che fare non solo un ottimo bassista, ma anche con una mente creativa e da sempre attiva all’interno del music business sotto vari fronti. Nonostante sia nato negli USA, il progetto è tra l’altro in calendario tra le band che si esibiranno in diversi festival estivi europei.

Ciao Mark e grazie per l’opportunità che abbiamo di parlare con te. Prima di tutto, come ti presenteresti a chi ancora non ti conosce?

Sono semplicemente un ragazzo che è stato abbastanza fortunato da poter suonare insieme ad alcune leggende dell metal, ahahah! Per quanto riguarda la musica, le mie influenze principali sono state Cliff Burton, Steve Harris e Geezer Butler. Cerco di fare del mio meglio per incorporare ognuna di queste influenze nel mio stile musicale…ma non credo di esserci ancora riuscito. Yeah.

Quali sono stati i momenti più significativi della tua carriera musica e e personale?

Il momento più significativo per me è stato quando Mike (Portnoy ndr), Alex (Skolnick ndr) e dave (Ellefson ndr) mi hanno chiesto di diventare un elemento creativo per la Metal Allegiance. Il progetto Metal Allegiance è nato nel 2011 e fino a quel momento io ero stato sempre dietro le quinte…come diceva Mike, ero quello che muoveva i pezzi degli scacchi per fare in modo che la Metal Allegiance funzionasse bene, ma alla fine del 2014, quando decidemmo di iniziare a lavorare su pezzi nostri, furono Mike e Dave a spingermi ad unirmi all’aspetto creativo. Loro sapevano che so suonare e sapevano che avevo un sacco di testi messi da parte. Questo è successo prima che ci fosse interesse da parte di un’etichetta discografica o prima che chiunque sapesse che stavamo scrivendo musica assieme. Andando velocemente al giorno d’oggi…abbiamo un contratto globale con Nuclear Blast, abbiamo suonato molti show assieme, abbiamo pubblicato un album e un EP con il nome di Metal Allegiance. Sto imparando costantemente e sto crescendo come compositore. Non capita a tutti di avere la possibilità di condividere uno spazio compositivo o un palco con musicisti come Alex, Dave o Mike, oltre a persone come Gary Holt, Charlie Benante, Steve Vai, Phil Demmel, Andreas Kisser, Philip Anselmo, Corey Taylor, Dave Lombardo, Kerry King, Mikkey Dee ecc. I roster dei concerti della MA e le setlist sono molto lunghe e impressionanti. Mi stupisco sempre di come io sia inserito in un gruppo di musicisti insieme e loro, che sono tutti miei eroi. Sarò sempre grato al fatto che i migliori musicisti del pianeta mi abbiano chiesto, a me, uno sconosciuto ragazzo di New York, di far parte del processo creativo e del palco insieme a loro. Questo, per me, è la mia più importante realizzazione personale.

Tu non sei solo un musicista, ma hai anche un background più complesso e hai lavorato nel music business, hai avuto a che fare con aspetti legati al marketing e ricoperto posisioni esecutive. Come pensi che sia cambiato il music business da quando hai iniziato la tua carriera fino ad ora, e che cosa potrebbe essere fatto secondo te per migliorare il sistema e aiutarlo a crescere?

Il music business è cambiato completamente oggi da quando ho iniziato a lavorare. Erano tempi in cui le vendite dei dischi erano molto alte…non c’erano i social media, non erano nemmeno stati inventati gli smartphones, il download musicale non era stato nemmeno pensato e la gente andava ancora ai negozi di dischi per comprare album di tutti i generi. Inoltre, penso che fosse maggiore anche il numero di persone che andavano ai concerti. Vorrei che i ragazzi di oggi avessero potuto sperimentare che cosa significhi essere fan di un genere musicale, come succedeva in passato.

Vuoi parlarci meglio del progetto Metal Allegiance, di come è nato e di come sono stati coinvolti i musicisti che ne fanno parte?

MA è nata con un nome differente nel 2011…da allora abbiamo lasciato crescere il progetto e gli abbiamo fatto prendere forma grazie a molte idee diverse. Come dicevo prima, è stato solo alla fine del 2014 che abbiamo deciso di provare a scrivere musica originale. I Motorhead ci hanno dato la prima grande occasione di esibirci sotto il nome di Metal Allegiance quando fummo invitati ad esibirci sulla loro crociera, Motorboat. E’ stato su quella nave che abbiamo detto: “Dovremmo scrivere musica insieme”, e da quella conversazione di cinque minuti a bordo di una barca, la mia vita si è trasformata completamente. Scegliere i musicisti è stata una cosa molto naturale…il cuore del progetto è composto da noi quattro: io, Mike Portnoy, David Ellefson ed Alex Skolnick. Mike, Dave e io eravamo a bordo di quella barca…abbiamo fatto i primi concerti quella settimana, senza Alex, poi, durante un day off, gli abbiamo chiesto di suonare con noi in occasione del nostro secondo show, e così il nucleo si è creato. Mike, Dave e io stavamo parlando di questa possibilità di scrivere musica insieme, e quando ci siamo chiesti: “Chi potrebbe essere il chitarrista?”, abbiamo risposto tutti insieme: “Alex!”. Per quanto riguarda invece i musicisti a cui abbiamo chiesto di salire sul palco e suonare insieme a noi, per registrare il disco, è dipeso molto delle singole disponibilità, dai nostri rapporti di amicizia e da chi riteniamo siano persone in gamba. Per noi è più importante la persona del musicista.

Il termine “Allegiance” suscita inevitabilmente un’idea di fratellanza. In molti però pensano che la fratellanza tra musicisti metal stia andando scomparendo nel corso degli anni, o forse che non sia mai esistita. Come potresti convincere chi ha questi pensieri che non è così?

Venite a vedere un concerto della Metal Allegiance con le sue diverse line-up e dimostreremo a queste persone che hanno torto. MA è basata sulla fedeltà e sul concetto di fratellanza. Possiamo dimostrare che questa band è una grande, gigantesca, famiglia. Abbiamo musicisti provenienti da band prog, death metal, thrash, da band di metal commerciale, ecc…tutti suonano insieme nello stesso momento…sicuramente la fratellanza non è scomparsa nel mondo della Metal Allegiance.

Ci sono musicisti con i quali non hai ancora collaborato e che vorresti facessero parte del progetto?

James Hetfield e Steve Harris! Sarebbe magnifico! Tuttavia non glielo abbiamo mai chiesto, penso che siano troppo impegnati per dedicarci del tempo! Sono molto orgoglioso di ogni singolo musicista che ha fatto parte della MA, sia sul palco che su disco! Ripeto, ogni singola persona che ha suonato con noi è una persona magnifica, ciascuna a modo suo. Non ci sono mai state liti o lotte…sempre gran divertimento e musica!

Per finire, quali sono i progetti futuri per la Metal Allegiance?

Beh, il nostro nuovo disco uscirà nel corso di quest’anno, inoltre ci esibiremo in alcuni festival estivi. Suoneremo al Metal Days Festival in Slovenia, al Fezen Festival in Ungheria e al Rockstadt Festival in Transly-fucking-Vania (Romania)! E poi ci sarà anche qualche concerto a sorpresa sempre nel corso dell’anno.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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