Metallica: Men On a Mission - Intervista

Metallica: Men On a Mission – Intervista

Metallica

E’ il ritratto della salute: James Alan Hetfield, 45 anni, tre figli, chitarra ritmica e (inizialmente non per scelta) cantante ormai dalla fine degli anni 70 dell’ istituzione proveniente dalla Bay Area, entra nella sala stampa della Easy Credit arena di Nürnberg. Un ragazzone con l’aspetto di un boscaiolo, una stretta di mano decisa, una voce profonda e un completo da rock star in pausa consistente in t-shirt e jeans che lo fanno apparire vigile e rilassato come non mai. Sul suo volto dimagrito non ci sono più l’acne o il pallore di un tempo. “So che suona già sentito, ma ho smesso di bere, mangio cose sane, e funziona – mi sento meglio che mai. Datemi della fighetta, ma è la pura verità!” , dice, con una risata, che si interrompe non appena viene fuori il nome di “Some Kind Of Monster”, il film documentario sulla band girato nel 2004 – che rimanda al periodo di disintossicazione… “Merda, non riesco più a guardarlo in questo momento, ci sono troppo brutti ricordi – quello che si vede lì non sono io come mi sento oggi. E’ tutto diverso adesso e a mi fa male vedere quanto sono stato stupido e come mi sono comportato da bambino” . Perché i Metallica, e lui ci toglie ogni dubbio a proposito, sono molto cambiati negli ultimi quattro anni – e non solo James, ma anche gli altro quattro membri, il batterista Lars Ulrich, il chitarrista Kirk Hammett e il nuovo bassista Robert Trujillo. Hanno tutti nuove relazioni sentimentali, con tanto di figli, sono fisicamente e mentalmente al massimo della forma – e sono tornati in sella a quel mostro chiamato Metallica, che ha inciso 8 album a partire dal 1981, venduto 96 milioni di copie e riempito le più grandi arena di questo pianete durante tour mastodontici. Posti che riempono agevolmente anche oggi – con o senza un nuovo album sul mercato. Come si è visto al Rock Am Ring/Rock Im Park Open Air: il quartetto ha messo in fila un classico dopo l’altro, suonando davanti ad una platea di headbanger scatenati. “Penso di poter dire che i nostri fan sono i più fedeli e i migliori in assoluto” , sostiene Hetfield con gli occhi lucidi. “Sai, è una sensazione incredibile suonare davanti ad 85 mila persone che ti apprezzano così tanto. E’ quasi meglio del sesso. E’ il più lungo orgasmo possibile – non ti abitui mai ad una cosa del genere. E’ per quello che lo facciamo ancora. Il che non vuol dire che a casa noi non si faccia più del sesso” . Detto questo, si lascia andare ad una fragorosa risata – ma subito dopo si ritorna alla motivazione di questa intervista: il nuovo album della band, il nono della serie che sarà realizzato quest’autunno a settembre, dal titolo di “Death Magnetic”. “Che posso dire, ci stiamo prendendo il tempo che ci serve, anche se tutto è ormai terminato dal punto di vista musicale e le tracce hanno titoli provvisori come . ‘The song”, ‘The new song’, ‘The other new song’ o ‘German soup’. Non so esattamente cosa voglia dire, ma è solo un modo per fare tutto con calma, passo dopo passo” . La situazione attuale permette alcune conclusioni, ad ogni modo – le sei canzoni presentate dal management dei Metallica senza titoli o commenti rappresentano un ritorno al loro suono degli anni 80 – a pietre miliari come “Master of puppets”, “And justice for all” o il “Black album”: epici inni di arena rock che superano agilmente i sette minuti di durata e comprendono lunghi assoli di chitarra, aggressivi, ma senza quelle disarmonie e l’approccio grezzo di “St. Anger”. A distanza di 5 anni dall’uscito del disco, Hetfield non prende le distanze da quel lavoro, almeno non totalmente, ma dimostra di non esserne più tanto entusiasta. “Nei momenti appena successivi avrei detto che era esattamente quello che dovevamo fare, come per “S&M”, “Load” o “Reload”. Sono stati tutti passaggi fondamentali, miglioramenti necessari nella direzione di quello che la band è oggi. Abbiamo avuto bisogno di moltissimo tempo per fare davvero i conti con il successo incredibile del “Black album”. Non è stato facile, non puoi confrontarti con una cosa del genere, e nemmeno pensare di ripeterlo.” Beh, in questo momento sono sorprendentemente vicini a quello che è stato il loro periodo d’Oro e a quel suono specifico. Due uomini si possono prendere il merito di questo prima di tutti gli altri: il bassista Robert Trujillo che ha saputo riportare nella band la serenità e il divertimento ( “E’ uno che scherza sempre – basta una sua smorfia e mi metto a ridere” ) e poi Mr. Barbuto, Rick Rubin, che ha preso le distanze da Rob Rock, introducendo alcuni cambiamenti radicali nelle metodologie di registrazione. “Non abbiamo jammato in studio per mesi e poi assemblato le parti più riuscite, come facciamo da sempre – abbiamo scritto canzone per canzone per conto nostro e poi registrato tutto in pochi giorni in uno studio a Los Angeles” . Il risultato sprizza potenza e vitalità da ogni poro. “Questo è Rick, riesce a far suonare una band in studio come se fosse su di un palco. E noi siamo nati per suonare live, così ci siamo subito sentiti a nostro agio con questo approccio. E’ stato un abbinamento perfetto e si sente. Penso sia la cosa migliore che abbiamo fatto da tempo… Suona incredibilmente saporito, davvero! Ma lo potrete giudicare direttamente voi tra poco tempo” , dichiara Hetfiled e si liscia la lunga barba che ricorda Abe Lincoln o un membro dei Talebani… “Non cominciamo con queste cose” , ride ancora Hetfield. “Da quando il nostro fotografo ufficiale, Ross Halfin, ha messo in giro questa storia che mi hanno arrestato a Luton Airport per via di questa barba, la gente me lo chiede tutte le volte. E’ stato uno scherzo. A me piace la barba. Mi sta bene – sono un felice uomo anziano.” Che sarà nuovamente in tour a partire da questo mese di settembre.

L’intervista è pubblicata su gentile concessione di EMP Mailorder Italia http://www.emp-online.it

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