Jon Oliva: Meglio di così… – Intervista

1) Sei orami arrivato al terzo capitolo della tua carriera con i Jon Oliva’s Pain. Non è più da ritenere solo un progetto, giusto?

Noi siamo una band a tutti gli effetti! Sono diversi anni che lavoriamo insieme e sono molto felice di continuare a suonare la mia musica con questi ragazzi. Abbiamo lavorato sodo per la composizione di “Global Warning”, tutti insieme, e ne è venuto fuori un ottimo lavoro. Ci sono attinenze con “Tage Mahal” e “Mechanical Renderigns”, ma è inevitabile, perché c’è tanto Jon Oliva in queste canzoni.

2) L’album è un concentrato di song tirate ed altre più emozionali e pianistiche. Si tratta di una scelta o tutto è nato spontaneamente?

Non ci ho pensato troppo quando è iniziata la prima stesura dei brani di “Global Warning”. Le canzoni sono venute fuori così e sono subito piaciute a me e agli altri ragazzi, perché possiedono una grande feeling e pathos, sono veramente heavy metal, ma hanno quel tocco che ha da sempre contraddistinto anche il Savatage-sound. Se si pensa troppo quando si compone, tutto perde naturalezza ed è ciò che io non voglio dalla mia musica.

3) Ci sono influenze del passato (come l’organo hammond della title track) ed altre più moderne (le vocals filtrate di “Monster”). Come sei riuscito a farle coesistere?

Non lo so (ride, nda). Come ho detto precedentemente non c’è nulla di costruito a tavolino in questo disco, ciò che sentirà il pubblico è quello che è venuto fuori dalle nostre teste, dai nostri cuori e dai nostri strumenti. E poi c’è tanto dei Savatage nelle song di “Global Warning”, perché in tutto quello che scrivo c’è Criss, il nostro passato, la nostra musica.

4) Ho trovato la tua prova dietro al microfono davvero grande. Ormai sei tornato perfettamente a tuo agio nelle vesti di cantante solista.

Non ci crederai, ma ho imparato a prendermi cura della mia voce. Ho preso lezioni, ho studiato la respirazione e credo di essere migliorato molto. Cantare è sempre stato importante per me ed ora che nei Jon Oliva’s Pain sono l’unica voce solista è giusto che io renda al massimo.

5) Sei ancora legato al metal degli anni ’80? Credo che la nuova song “Stories” sia strettamente collegata alla mitica “Sirens”.

Questa è musica per le mie orecchie, ahahahah. I riferimenti ai Savatage, come ho già detto, sono inevitabili, soprattutto a quei dischi che io considero ancora mitici. “Stories” è una delle top song di questo album per me e dal vivo sarà sicuramente apprezzata anche dal pubblico.

6) A proposito di live show, a maggio sarete in Italia. Cosa ci state preparando per l’occasione?

Suoneremo pezzi tratti dall’ultimo album e ovviamente ciò che i fans si aspettano: tante song dei Savatage. La dimensione live mi è sempre piaciuta, amo girare il mondo e proporre la mia musica, perché il contatto con i fan è fondamentale. Saremo ancora in Italia e spero di vedere tanto pubblico, perché spaccheremo tutto!

7) Quanto è importante per te suonare ancora canzoni come “Believe”, “A little to far”, “Edge Of Thorns”?

(La voce di Jon si fa più seria e le sue parole toccano davvero il cuore, nda) Mio fratello Criss è sempre con me, in ogni momento della mia vita. E quando salgo su un palco lui è lì con me, a suonare al mio fianco. Riproporre queste canzoni mi rende felice e lo farò per sempre.

8) Tra pochi giorno uscirà nei negozi anche il nuovo album di Zac Stevens con i Circle II Circle. Le vostre carriere soliste vi hanno separato definitivamente?

Con Zac siamo ottimi amici, ci siamo visti anche poche settimane fa. Abbiamo intrapreso strade differenti, per il momento, ma non è detto che prima o poi non ci ricongiungeremo. Lui è molto soddisfatto con i Circle II Circle ed il sottoscritto lo è ancora di più con i Jon Oliva’s Pain, quindi per ora credo sia giusto per entrambi continuare così.

9) Come vanno le cose con la Transiberian Orchestra?

Stiamo terminando proprio in questi giorni gli ultimi ritocchi all’album, tra due mesi sarà completo e pronto per uscire. Ovviamente a Natale! Come molti sanno questo progetto ci ha portato grandi guadagni e popolarità, oltre che successo nelle chart americane, quindi perché abbandonarlo? Inoltre fanno parte della Transiberian Orchestra tutti i membri dei Savatage e questo è anche un modo per portare avanti la collaborazione con Paul O’Neill e gli altri ragazzi. Sono i Savatage, solo con un nome differente.

10) Come ti trovi on stage con i membri dei Pain?

Oltre ad essere buoni amici ci divertiamo alla grande in sede live. Lavorare con loro è molto facile per me e ogni concerto è qualcosa di grande. Ma ve ne renderete conto con i vostri occhi in Italia.

11) Vuoi salutare i fans italiani?

I love you guys, have a good time! I’m Italian, I’m “paisà”. Ciao.

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