Dragonhammer: Intervista a Max Aguzzi

Dragonhammer: Intervista a Max Aguzzi

Dragonhammer

Innanzitutto, volete presentare il gruppo ai lettori di Metallus e accennare all’inusuale concept alla base di ‘Time for Expiation’?

“Siamo i Dragonhammer e abbiamo pubblicato il nostro secondo lavoro intitolato ‘Time For Expiation’, il primo con Scarlet: è il risultato di un nostro percorso musicale che ha prodotto un lavoro più maturo e articolato rispetto al nostro debutto, sia nella musica che nei testi. Abbiamo trattato tematiche più terrene, ma in un contesto sempre riferito in qualche modo alla fantasia.”

‘Time for Expiation’ è un buon esempio di power melodico dai ritornelli accattivanti e dalle efficaci trame strumentali ma con un’aggiunta importante di progressive metal. Cosa pensate della scena power attuale e in che cosa vi distinguete dai tanti gruppi che l’affollano?

“Oggi sembra andar di moda criticare i gruppi power a priori, evidenziando i limiti del genere e di conseguenza delle bands stesse. La mia riflessione non riguarda solo il power ma la musica in generale: il mondo della musica è pieno di esibizionisti e di poveracci (nel senso di poco talento e tanta presunzione) che si sentono dei divi, ma nello stesso tempo c’è un sacco di gente che “si fa il culo” e non riesce ad uscire dalla sala prove, indipendentemente dal livello tecnico musicale o di bravura… se poi qualcuno di questi ultimi riesce a fare un disco, magari anche brutto o poco valido, grazie a labels che tentano di cavalcare l’onda della moda, non mi sento di criticarlo più di tanto. Poi è tutto relativo poiché a qualcuno piacerai sempre e a qualcuno no. Per quanto ci riguarda abbiamo cercato di non assomigliare volutamente a qualcuno in particolare, curando molto i suoni e gli arrangiamenti senza rifarci troppo a modelli in modo spudorato. Abbiamo cercato di essere il più personali possibili.”

Chi è l’autore della cover? L’episodio riportato rappresenta un momento particolare del concept?

“La copertina ci è stata proposta dalla Scarlet e non si riferisce ad una situazione particolare dell’album. Il disegno era già esistente e sia a loro che a noi sembrava adattarsi alla perfezione.”

‘Fear Of A Child’ è uno dei brani più accessibili e diretti dell’album. I brani di questo tipo ora scarseggiano nel vostro stile e prevalgono quelli più complessi. Questa differenza è legata al periodo in cui i pezzi sono stati concepiti e realizzati?

“No, direi piuttosto dall’atmosfera che volevo rendere con quel determinato pezzo. La canzone che menzioni ad esempio affronta il tema della pedofilia raccontando gli incubi di un bambino che ha subito violenze: immaginatevi porte che non si aprono e che impediscono la fuga, corridoi bui e corse disperate… quindi riff serrati e dinamici, ritmo ora sincopato ora in doppia cassa. Diciamo una visione quasi cinematografica della musica. Molte volte per aiutarmi a trovare delle soluzioni originali immagino il possibile videoclip per il pezzo su cui sto lavorando. Spero di essere riuscito a rendere un’idea del processo creativo che ci ha riguardato per questo album.”

Come avete lavorato in sala di registrazione? Avete ritrovato subito lo smalto oppure c’era un po’ di ruggine da rimuovere?

“La ruggine la stiamo rimuovendo adesso! La fase di registrazione è stata lunga e travagliata ed abbiamo suonato pochissimo tutti insieme. Mi sono occupato della produzione in prima persona trovando non poche difficoltà. Abbiamo avuto un sacco di problemi che hanno fatto prolungare di parecchio i tempi di registrazione. Io poi per il missaggio mi sono completamente estraniato dal resto del gruppo per un bel po’ di tempo. Ne è valsa sicuramente la pena visto che non abbiamo dovuto affidarci a nessuno e sottostare a compromessi. Oggi stiamo letteralmente “ristudiando” i nuovi pezzi per renderli perfetti dal vivo e ritrovare il sound giusto. E’ un processo difficile ma indispensabile.”

Nonostante ‘Time For Expiation’ sia già il vostro secondo album, noto che ad esempio al nord non avete ancora effettuato delle tournee (correggimi se sbaglio). Questa scelta di non suonare dal vivo da cosa è motivata? Con il nuovo album uscirete più spesso per delle gigs?

“Hai pienamente ragione e ce ne scusiamo con chi ci aspettava a braccia aperte! Non è stata una scelta a tavolino del gruppo. Il fatto e che non abbiamo avuto nessun appoggio per i live da parte della precedente casa discografica e nell’attesa di fantomatiche date abbiamo perso un sacco di tempo. Poi ci siamo buttati a capofitto per scrivere il secondo album e trovare un’etichetta più seria ed ora eccoci qua. Abbiamo intenzione di suonare appena pronti. Speriamo di rifarci questa volta!”

Non credete che la produzione dell’album, così pulita e glaciale, tenda un po’ ad "uccidere" l’immediatezza dei brani?

“La ricerca della pulizia del suono è stata una mia priorità e per tutti i suoni ho cercato di ottenere la massima definizione rispetto alle nostre possibilità e strutture di registrazione. Il processo di masterizzazione ai Mastering Room in Svezia (famoso per produzioni death) poi ha accentuato la freddezza e “cattiveria” di alcuni suoni, ma lo scopo era quello di ottenere qualcosa di diverso dalla massa. Secondo me questa pulizia ha dato un taglio elegante ma nello stesso tempo oscuro all’album, che si sposa perfettamente con le liriche. Sono molto soddisfatto visto che abbiamo fatto quasi tutto da soli!Ne approfitto per ringraziare Christian Ice (Temple Of Noise Studio) per l’aiuto sul mixaggio voci e su vari consigli preziosi.”

Ottimo lavoro quello effettuato da Alex alle tastiere e da te, Max, alla voce. Chi sono i rispettivi artisti a cui vi siete ispirati nel corso degli anni?

“Io sono cresciuto con i vecchi Metallica e Megadeth per poi passare a cose più tecniche ed oggi ascolto praticamente tutto ciò che sembra buona musica mentre Alex anche se aperto a tutto, sicuramente ha un bagaglio differente riferendosi ad artisti come Dream Theater, Pink Floyd, King Crimson ed ha fatto un ottimo lavoro sull’album cercando suoni e soluzioni molto personali.”

Per concludere, cosa vi aspettate dall’anno in corso e cosa devono attendersi i fans dai Dragonhammer?

“Speriamo che l’album venga accolto bene .Finora le critiche sono state più che buone… speriamo di non deludere i nostri fan e di trovarne dei nuovi. Un saluto a te e a tutti i lettori e grazie per la disponibilità.”

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