Mameli Rock: “Never Surrender” – Intervista a Marco D’Andrea

Quando capitano situazioni drammatiche e di emergenza, ci sono tanti modi di reagire. Alcuni si lasciano andare e cedono al pessimismo, altri tirano fuori la parte più aggressiva di loro, la più istintiva, e poi ci sono quelli che, a modo loro, si danno da fare per contribuire in modo positivo alla situazione. Marco D’Andrea, chitarrista e produttore, è una di queste persone. Lasciati un attimo da parte i suoi Planethard, il musicista milanese ha portato a termine in pochissimo tempo un progetto come il Mameli Rock, che sta avendo una risonanza notevole e sta riportando positività fra il mondo dei musicisti metal e non solo. 
Ciao Marco e ben ritrovato. Per iniziare, vorresti raccontare il motivo per cui hai scelto di dare vita a questo progetto?
Perchè volevo dare attivamente il mio contributo alla situazione che tutti quanti noi stiamo vivendo. Non volevo esserne spettatore, ma contribuire in qualche modo ad aiutare chi è in prima linea in questa paradossale situazione che sembra cinematografica, ma invece è esattamente reale! Ho deciso quindi di riarrangiare l’inno Italiano, che appunto è quel qualcosa che rappresenta tutti gli Italiani nel mondo. In questo senso, è stato poi un work in progress, nel senso che sono partito inizialmente a scrivere le parti e ad arrangiarle, poi ho deciso che avrei potuto coinvolgere anche alcuni miei colleghi. Infatti, nel progetto ho coinvolto: ANDREA BRAIDO (V. Rossi, Zucchero, M. Miller, F. Gambale) GIACOMO VOLI (Rhapsody of Fire, The Voice of Rock), MASHA MYSMANE (Exilia), Dj TOKY (Virgin Radio), TOMMY MASSARA (Extrema), MARCO PASTORINO (Temperance), RALPH SALATI (Destrage), STEFANO ARRIGONI (Planethard), ANTONIO CORDARO (Solo Artist), ANNA PORTALUPI (Tarja Turunen, Hardline), GIANLUCA FERRO (Solo Artist), AXEL CAPURRO (A New Rage), GIACOMO “GIGA” GIGANTELLI (Danger Zone), ALESSANDRA SANCIO (LALE), KLOD BROLIS (The Stone Garden), STEVE MICHENSIA (Wings Along Road), con il supporto di MATTEO MAGNI (Magnitude Recording Studio), ANNALISA FORCELLA (Alf Project, Grafiche), FEDERICO PICCHI (Social), JACOPO BOSCAINI (Video Editing & Montaggio), ed ovviamente RNC Music, per la quale il brano è uscito. Il videoclip, registrato in casa, è una foto del momento storico che stiamo tutti quanti noi vivendo.
Per quanto riguarda i musicisti che hai coinvolto, che sono davvero tanti, si trattava di artisti che conoscevi già e con cui avevi contatti personali, oppure c’è stata una sorta di passaparola?
No, li ho coinvolti tutti uno ad uno. In molti altri avrebbero voluto partecipare, ma con il lockdown forzato non si poteva entrare in studio a registrare, quindi alcuni purtroppo sono rimasti fuori, appunto perchè non hanno potuto dare praticamente il loro contributo.
I musicisti hanno aderito tutti subito, oppure, a parte le difficoltà tecniche di cui parlavi, c’è stato anche qualcuno inizialmente scettico che poi si è ricreduto?
No, in realtà chi ha aderito, ha partecipato subito con molto entusiasmo.  La cosa bella è che gli interventi dei chitarristi solisti, ad esempio, si sono incastrati al meglio l’uno con l’altro, senza troppi sforzi, è stato tutto assolutamente naturale. Anche la parte finale in cui i cantanti cantano all’unisono l’incipit dell’Inno è stato pensato in modo tale da avere l’unità, una sorta di fratellanza di cui, ora più che mai, noi tutti abbiamo bisogno. Ad ogni modo, sebbene mi sia occupato io di tutto quello che riguardava la scrittura dell’arrangiamento e la produzione musicale, i musicisti e i cantanti hanno avuto un certo margine di libertà nella loro interpretazione. Agli artisti che ho coinvolto ho chiesto degli interventi, nel loro stile per i chitarristi, e per i cantanti, di cantare la parte, come se la sentivano. Ad esempio, l’acuto finale di Marco Pastorino dei Temperance non era previsto nella partitura iniziale, ma quando lo ha fatto, era perfetto, in linea con il resto del brano.
La rassegna stampa che curi sulla pagina Facebook del progetto ( https://www.facebook.com/MameliRock/ ) mostra che state ottenendo una buona risonanza, sia sul web che sulla carta stampata.
E’ vero, c’è stata una bella risposta! Ho fatto una stima delle visualizzazioni totali tra i vari social e siamo sopra le 150.000: un ottimo risultato, direi. Se poi pensi che il costo dell’acquisto del brano è di 1€, equivale al costo di un caffè, e che il ricavato va devoluto al Policlinico di Milano…A proposito, questi sono i link ai vari store digitali per l’acquisto del brano: http://www.rncmusic.it/index.php?id=775&fbclid=IwAR0x6ICPwXE5l4-6ElPRqrbaI6h-tQ6zv32m-kfqSK5QH3jNBFGySbi_DVg
Andando più nello specifico, quale è stato il commento o la risposta, da parte di un fan, di qualcuno della stampa o di qualche partecipante al progetto, che ti ha colpito di più?
Ho letto tantissimi commenti positivi, e mi ha ovviamente fatto molto piacere. Alcuni hanno detto che questa versione dell’Inno è molto più bella dell’originale, secondo loro; in molti invece hanno usato l’aggettivo “Emozionante”. Guardando il video, immagini che arrivi questo, la voglia di dare una mano, e tutti gli artisti coinvolti ed anche chi ha contribuito da dietro le quinte, avevano questo mood. Spero che si esca al più presto da questo periodo storico, e soprattutto che se ne esca persone migliori. Questo periodo ci ha obbligato a stare in casa, chi da solo, chi con i propri affetti, però ci siamo dovuti tutti confrontare con noi stessi, e non è sempre facile. Spero davvero che se ne esca il prima possibile.
Questo progetto è stata anche l’occasione per te di mettere le basi per nuove collaborazioni, anche se sono tutte persone che conoscevi già?
Per il momento no, ma perchè no? Mai dire mai! E’ anche vero che ho già collaborato con alcuni degli artisti coinvolti. Ad esempio, con Masha degli Exilia: nel secondo album dei Planethard c’è la canzone “Abuse” con un suo featuring, mentre con Tommy Massara degli Extrema è capitato diverse volte di suonare insieme, quindi perchè no? Mi farebbe molto piacere.  Magari sarebbe bello suonare l’Inno riarrangiato, il Mameli Rock, in qualche manifestazione pubblica, sai, come fanno negli USA, prima delle partite importanti. La chitarra elettrica ovviamente ha sempre il suo fascino e soprattutto dà energia, quello che volevo arrivasse al pubblico.
Alla luce di quello che hai detto, quale significato dai al progetto, a livello personale, che impatto psicologico ha avuto su di te e sulle persone che hai attorno a te?
Il messaggio principale è che non bisogna mai arrendersi, che c’è sempre un modo per poter dare una mano. Io, essendo musicista, l’ho fatto in questo modo. Oltre a questo, ho tenuto anche ogni settimana delle dirette su Facebook, in cui spiegavo alcune tecniche sulla chitarra, per fare compagnia a chi era a casa e non potendo uscire, almeno poteva suonare. Le persone intorno a me, sono rimaste molto colpite da questa mia idea, così come Nico Spinosa di RNC Music, anche, fu il primo col quale ne parlai ed ha subito accettato di pubblicare il brano.
Esulando un attimo dal Mameli Rock, mi vuoi dire di che cosa ti stavi occupando a livello musicale prima che scattassero l’emergenza sanitaria e il lockdown?
Prima che scattasse il lockdown ero in studio di registrazione, presso il Nipa Music Village a Monza, studio dove seguo molti lavori come produttore artistico, e stavamo iniziando a sistemare i sintetizzatori presenti nell’album di una artista che sto seguendo, appunto, come produttore artistico, NIna. Contemporaneamente, da li a pochi giorni, avrei dovuto iniziare le registrazioni del nuovo album dei Planethard, che è stato ovviamente al momento, solo rimandato. Poi, avrei dovuto esibirmi, con il mio progetto solista, in apertura alla data italiana di Andy Timmons al Legend Club di Milano; ovviamente, anche questo appuntamento è stato rimandato [nel frattempo il locale è stato anche vittima di un atto vandalico, ndr], ma sono in attesa di avere conferma della nuova data!
Allora speriamo che presto si possa tornare alla normalità e che tu possa ripartire anche con questi progetti! Grazie del tuo tempo e a presto. 
Grazie a te e a tutto lo staff per questa vetrina!
 

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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  1. Intervista per Metallus.it – Marco D'Andrea

    […] Pubblicata sul sito Metallus.it – dove il metal clicca l’intervista che mi ha fatto Anna Minguzzi per il progetto Mameli Rock: http://www.metallus.it/interviste/ […]

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