Magnum: “Divine Lies” – Intervista a Tony Clarkin

Tony Clarkin, insieme al suo “partner in crime” Bob Catley, è una delle anime dei Magnum: band inglese che ormai da tempo immemore regala gemme di hard rock a fan sparsi in giro per il mondo. Ed è proprio con Tony Clarkin che abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere per raccontare i segreti di uno degli autori hard-rock più apprezzati degli ultimi 30 anni e più anni. Senza dimenticare, ovviamente la genesi e qualche chicca nascosta dietro la lavorazione del nuovo album della band “Sacred Blood, Divine Lies”.

Tony, un nuovo album dei Magnum, racconta ai lettori di metallus.it questo nuovo capitolo nella storia della tua band e raccontaci qualcosa per quanto riguarda il processo di creazione di questo nuovo album.

È il nostro diciannovesimo album da studio e ci sono voluti circa 14 mesi per mettere in ordine tutte le idee che avevamo raccolto. Ci sono voluti invece 3 mesi per registrare tutte le canzoni che poi sono contenute all’interno del nuovo album. Inoltre vorrei sottolineare il bellissimo artwork: davvero un lavoro magnifico che racchiude lo spirito del nuovo album. Nella versione digipack, cd più dvd, sono contenute tre canzoni bonus e 2 video. Siamo molto soddisfatti di quanto abbiamo fatto per questo nuovo album. Le canzoni ci soddisfano davvero molto e siamo convinti che piaceranno anche ai nostri fan.

Entriamo più nello specifico di “Sacred Blood, Divine Lies”, quale canzone è la tua preferita?

È piuttosto divertente e difficile scegliere una tra le canzoni dell’album, visto che in tutte c’è la mia firma (ride nda.), e mi sento piuttosto in imbarazzo nel dover scegliere quale della dieci sia la ma canzone preferita anche perché credi che le nuove canzoni siano le migliori che tu abbia composto nella tua carriera. Penso che ogni canzone abbia un significato diverso per il sottoscritto, però ti posso dire che l’interpretazione di Bob (Catley nda.) nella title track sia stata davvero incredibile. Sono stato ispirato da un concerto a San Pietroburgo per quanto riguarda la scrittura di “Gypsy Queen” ma penso che sia ancora davvero troppo presto per dire quale delle dieci nuove canzoni sia la migliore dell’album.

Il tuo processo creativo si è svolto come di consueto? Ovvero hai composto tutte le canzoni del nuovo album subito dopo la release di “When Escape From the Shadow Garden”?

Sì. Sin dopo l’uscita del precedente album mi sono immediatamente immerso e concentrato nella scrittura del nuovo materiale. Mi sono rinchiuso nel mio studio privato subito dopo l’uscita nel 2014 di “When Escape…” e ne sono uscite fuori circa 25 canzoni. Quelle che ho considerato più valide le abbiamo poi scelte per essere parte integrante del nuovo album.

Hai recentemente dichiarato che la title track dell’album è in grado di entrare tra i classici dei Magnum, a distanza di diverso tempo dalla composizione e dalla registrazione della canzone…ne sei ancora convinto e pensi che questa canzone possa essere già da subito considerata un classico dai vostri fan?

Bhe, certamente mi auguro che “Sacred Blood…” venga considerata da subito come uno dei nostri grandi classici, così come credo che altre canzoni dell’album abbiano le carte in regola per diventare punti importanti dei nostri concerti. Mi sto riferendo a “Princess In Rags (The Cult)” e a “Gypsy Queen”, senza dimenticare “Your Dreams Won’t Die”. E sono proprio queste quattro canzoni ad essere presenti nei nostri live di supporto all’album.

Spiegaci meglio cosa può trovare il fan dei Magnum all’interno dell’edizione con il bonus – dvd

Come ho accennato prima abbiamo il video della title track e quello di “Crazy Old Mother”. Non dimentichiamo che questa volta abbiamo inserito in una delle versioni dell’album anche 3 canzoni bonus. Sarebbe stato davvero un peccato perderle per strada, dato che i nostri fan ci chiedono sempre cosa è accaduto al resto delle canzoni che avevamo preparato per il disco.

Cos’è per Tony Clarkin una “divine lie”? Cos’è per te una “bugia divina”, letteralmente?

Potrebbe essere una bugia detta da chi ci governa, potrebbe essere credere in falsi dei. Potrebbe essere quello che crediamo per comodità. Ecco cosa potrebbe voler dire per me una “divine lie”.

Negli ultimi periodi sono morti due tra i più influenti artisti britannici (l’intervista è stata fatta il 20 gennaio nda.): mi sto riferendo a Lemmy e a David Bowie. Puoi raccontarci di questi due musicisti?

Ho amato la musica di David Bowie davvero molto, ed è stata davvero una perdita unica. È stata una perdita davvero grande per tutto il mondo della musica rock, non solo per il rock britannico o per la musica britannica in generale. Per quanto riguarda Lemmy, ho avuto il piacere di incontrarlo diverse volte ed era davvero una grande persona. Lemmy incarnava il rock, certamente una della figure di riferimento della musica tutta.

Chi è Tony Clarkin al di fuori dal palco e dal music business?

Non ce la faccio a vedermi fuori da questo mondo per troppo tempo (ride nda). Perché sono spesso in tour, oppure perché siamo in sala di registrazione, senza dimenticare l’opportunità di trovarmi a lavoro del mio studio. Ovviamente con la chitarra.

C’è qualcosa che vuoi dire a tutti i fan italiani dei Magnum?

Certamente! Intanto sappi che vorremmo davvero suonare in Italia. Speriamo che ci sia modo di suonare prima o poi da voi, visto che quando suoniamo nei pressi del vostro paese, e mi riferisco alla date in Germania o Svizzera, abbiamo sempre molti fa italiani “nascosti” tra gli altri. Speriamo di poter superare il “confine” per così, dire. Spero davvero che possa succedere al più presto, ne sarei molto felice. Ne saremmo molto felici.

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Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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