Theatre Of Tragedy: Intervista a Lorenz

Continuano imperterriti sulla strada del rinnovamento continuo, i Theatre Of Tragedy: distanti ormai anni luce dalle origini death e allontanatisi definitivamente anche dalle sonorità gothic, i norvegesi lasciano libero sfogo alla componente elettronica, a suoni sintetici e a melodie più smaccatamente pop. Il chitarrista Lorenz ci spiega come stanno le cose…

Siete partiti da sonorità death per passare al gotic ed arrivare progressivamente a questo nuovo disco che si potrebbe definire rock con forti influenze elettroniche. Come mi spieghi questi cambiamenti? Sono conseguenza di qualcosa?

”Certo sono d’accordo con te ma quello che vogliamo seguire sono le nostre idee e le nostre influenze che ci hanno portato a questi cambiamenti impetuosi. Tra le altre cose noi non desideriamo arenarci su un solo genere ma variare il più possibile cercando di non cadere nella trappola delle leggi dettate dalle case discografiche.”

Nell’addolcimento della vostra musica hanno influito molto i gusti musicali di Liv per caso (cantante, ndr)?

”Certo, il suo approccio alla musica ha influito molto nella creazione di questo nostro stile. D’altronde anche la sua voce si adatta perfettamente alla nostra nuova proposta di musica. Ovviamente non si tratta solo di lei ma di una scelta complessiva del gruppo.”

Siete consapevoli del fatto che dandovi così tanto all’elettronica rischiate di perdere molti dei vostri fan legati alle vostre origini gotic death?

”Si ne sono consapevole ed è una cosa che mi dispiace moltissimo. Quando abbiamo intrapreso questa strada abbiamo messo in conto anche questo. Mi rendo conto che chi ascolta maggiormente metal e si aspettava da noi una determinata musica si troverà un po’ spiazzato e magari non apprezzerà il nostro lavoro. Ma mi auguro che in futuro potremmo avere anche nuovi fan che ascoltano musica diversa.”

Cosa vi aspettate da questo disco sia a livello di vendite che di critica?

”Spero che possa avere molto successo in entrambi i campi ma mi rendo conto che non tutti possano capire. Come ho detto prima, non tutti i critici accetteranno con piacere questo nostro cambiamento ma ce ne saranno altri che, invece, apprezzeranno. Obiettivamente non si potrà dire che dal punto di vista musicale sia un lavoro scadente.”

Cosa volete esprimere nelle vostre canzoni?

”Per noi questo è molto importante. Vogliamo esprimere le nostre emozioni e passioni che sono conseguenti a situazioni di vita che ognuno di noi potrà avere. Ogni canzone parla di noi e anche il nostro look esprime questo. A livello tematico si parla dei rapporti interpersonali uomo – donna nelle accezioni della sessualità, della comunicazione e del linguaggio.”

Come ha accettato Raymond di perdere la sua componente death nella voce e affacciarsi su tonalità più melodiche?

”Ah Ah… Lui non si sentiva a suo agio e neanche utile e quindi ha deciso da solo di adattarsi al nostro nuovo stile riuscendoci perfettamente.”

Come si gestiscono i rapporti tra i vari componenti di un gruppo numeroso come il vostro nel corso degli anni? Come avete conciliato le numerose preferenze musicali dei singoli componenti?

”Non è stato per niente facile ma quando ci chiudiamo in studio ognuno di noi da il contributo necessario al lavoro mettendo da parte le proprie preferenze ma collaborando per un unico interesse facendo un lavoro di equipe. Ovviamente ciascuno di noi è libero di intraprendere nuove strade con progetti paralleli qualora lo volesse.”

Cosa offre il panorama norvegese per gruppi norvegesi emergenti?

”Guarda ti devo dire niente di particolare. A parte i soliti gruppi black e death metal solo qualcosa nel campo del brit pop ma come potrai immaginare non è un genere che può interessarmi. L’altra sera ho seguito un gruppo indie in un locale non male.”

Come farete a rendere dal vivo tutti gli effetti che ci sono nelle vostre canzoni?

”Adottiamo questa politica: faremo solo le canzoni che tecnicamente siamo in grado di fare. Ci vorrebbero tre chitarristi, due batteristi e dieci tastiere!! L’unico che non avrebbe problemi è il bassista!”

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