Leather: “Shock Waves: 30 Years Heavy”, intervista a Leather Leone

Negli anni Ottanta, Leather Leone era un’aspirante cantante che si fece le ossa suonando nei dischi dei Chastain, noto gruppo che includeva lo shredder David Chastain. In seguito, Leather decise di intraprendere una carriera solista, ma il progetto si fermò dopo aver registrato un solo album in studio. Dopo quasi 30 anni, il gruppo ha pubblicato un secondo album ed iniziato una tournée fra i continenti americani con i Raven. Quest’anno è stato anche ristampato l’album di debutto, “Shock Waves”, in vinile per l’anniversario di 30 anni dalla fondazione del gruppo. Con l’occasione, abbiamo deciso di intervistare Leather riguardo la sua carriera e l’attuale tour dei Leather.

Ciao, Leather, e benvenuta su Metallus. L’ultimo album dei Leather, II, fu pubblicato nel 2018, e fu solo il secondo, seguendo il debutto Shock Waves di quasi 30 anni. Com’è stato accolto? Come va il tour in supporto dell’album? Da quel che so, avrete alcuni concerti a giugno con i Raven in Sud America.

Sì, è passato un bel po’ da quando ho pubblicato un album come Leather. L’album è stato accolto molto bene. Sono grata di avere un fulcro di amici metallici che mi hanno conosciuta. Fu una strana situazione ritrovare il mio gruppo in Brasile. Le cose in vita non accadono sempre nel tuo tempo personale. Abbiamo cercato di pubblicare “Leather II” nel frattempo… e abbiamo avuto il privilegio di fare un tour in Sud America a giugno. Siamo più che pronti…

Prima dei Leather, cominciasti la tua carriera come cantante dei Chastain: hai anche avuto una carriera solista e registrato un album con i Sledge Leather. Com’è stata la tua esperienza con i Chastain? Sei ancora in contatto con David, il chitarrista?

La mia relazione con Chastain è stata e rimarrà sempre con rispetto e amicizia. Mi ha sempre supportata e ci sentiamo costantemente. Fu l’unico che mi notò e si fidò del mio talento per esprimere la sua visione metal… Chastain è il motivo per cui ho queste opportunità oggi. Gli sono estremamente grata.

Ho ascoltato entrambi gli album in studio dei Leather (sfortunatamente, ancora niente dei Chastain): entrambi sono buoni esempi di metal classico/tradizionale tipico di quel tempo. Ascoltando la tua voce, riconosco che i Warlock e Doro Pesch ebbero una forte influenza sulla tua musica. Vorresti citare altri artisti che ti influenzarono o che vedesti in concerto?

Le mie sole influenze vocalmente furono Dio, Dickinson e Tate. Doro e io venimmo fuori allo stesso tempo, e non conoscevamo abbastanza a vicenda i nostri stili.

 Anche se è una domanda retorica, ci furono pochi musicisti metal donne negli anni 80, anche perché l’attitudine macho del genere spingeva lo stereotipo di due categorie: che le ragazze erano troppo dolci per il metal o erano viste come giocattoli per il sesso (più notoriamente, considerando Wendy O. Williams e il suo gruppo Plasmatics). Cosa ti convinse che il rock/metal era la tua musa volevi concentrare la tua carriera in quello?

Sapevo che volevo cantare rock in un modo o nell’altro. Quando mi trasferii a San Francisco, mi presentai per un gruppo che mi chiedeva di cantare come Bon Scott. Poi conobbi Dio personalmente e, musicalmente… mi colpì. Era quello che provavo nella mia anima… poi feci delle prove finché ottenni la mia forza e il mio sound.

I Chastain e i Leather pubblicarono album negli anni 80, in un tempo in cui il business musicale era totalmente differente da adesso: non c’era internet, non c’era lo streaming/download di MP3, le copie fisiche erano ancora vendute e la musica rock era vista in modo indifferente. Cosa pensi sulle differenze e su come la musica rock è ascoltata in tempi recenti?

È sia un pregio che un difetto. Chiunque oggi può creare musica ed essere ascoltato… e questo può rendere più difficile avere successo e progredire con tutta la saturazione… però mi rende possibile scrivere [musica] con i ragazzi dal Brasile senza trovarmi lì. E tutta la gente che puoi raggiungere è straordinaria… mi affascina ogni giorno.

L’attuale formazione dei Leather fu assemblata nel 2016. Come contattasti i musicisti? Alcuni di loro sono attivi in multipli progetti musicali: come organizzate il vostro tempo per suonare con i Leather?

Conobbi il gruppo mentre ero in tour con Bob Rock. Trascorsi del tempo con loro e capii immediatamente che eravamo connessi. Fare tour è un vero indice di relazioni con la gente. Può essere duro e faticoso… Dopo la conversazione, decisi che insieme avremmo cercato di scrivere musica, e così nacque “Leather II”. Non si può più tornare indietro ora!!!

Il secondo album dei Leather fu pubblicato dalla High Roller Records, che pubblicò e distribuì anche edizioni di album dei Cloven Hoof, Destruction e Razor e include, nel proprio roster, anche Air Raids, Ambush, Armory e Messiah. Com’è stata la vostra affiliazione con l’etichetta? Pensi valga la pena di lavorare con il loro supporto?

Allora, era quella che lavorava meglio per il gruppo. Hanno fatto un gran lavoro, e il loro supporto è apprezzato.

Avete mai suonato concerti in Italia? Cosa pensi del nostro paese? Progettate di suonare qui prima o poi?

Suonammo a Milano nel 2016. Fu incredibile. Non trascorremmo molto tempo, poiché ce ne andammo subito. Incontrai gente fantastica. Spero di tornarci presto.

Da alcuni post su Facebook, ho letto che non vivete come musicisti. Sappiamo che avere successo nella musica, specie quella dura, è difficile. Quali sono i principali problemi che dovete combattere, oltre ai lunghi viaggi? Che consiglio dareste ai musicisti e ai gruppi che aspirano a formare un gruppo o ad avere successo?

Il mio consiglio è di farlo se lo amate. Forse potrete essere i fortunati che potranno viverci, ma il privilegio di poter creare musica da condividere fra di voi vale il sacrificio. E comunque, sono fortunata di avere un following dai tempi di Chastain che mi permette di andare avanti.

Grazie per l’intervista. Vuoi aggiungere qualcos’altro alla comunità metal?

Grazie ai miei amici metal… rimanete aggiornati nelle mie pagine per I prossimi tour.

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