Macbeth: Intervista – Le Arti Infernali

Per prima cosa ti chiedo di presentare ai nostri lettori ‘Malae Artes’, un disco che a nostro parere segna una notevole maturazione per la band. Cosa a tuo avviso lo distingue dalle passate release?

“Grazie per l’apprezzamento.

‘Malae Artes’ ha un sound fresco e potente, i pezzi sono molto diretti e la produzione ha ulteriormente accentuato il nostro sound rinnovato.

Siamo pienamente soddisfatti di questo lavoro sia per il risultato ottenuto in termini di suono che per i primi riscontri in fatto di critica.

Sicuramente questo album segna un momento di svolta nella storia della band poiché la proposta artistica, sebbene sia frutto dell’evoluzione naturale di noi compositori, ha imboccato una nuova strada generando questo sound dal taglio decisamente più moderno.

Nessuno dei nostri vecchi fans si deve comunque preoccupare, perché mi sento tranquillamente di dire che il “MACBETH sound” sia sempre presente e in pezzi come per esempio ‘Henceforth’ oppure ‘Good Mourning’ si presenta addirittura come più heavy rispetto al passato.”

Perché un titolo come ‘Malae Artes’? Ci sono significati particolari dietro ad esso?

“‘Malae Artes’ significa “arti infernali”, il tema portante viene svelato nelle tracks del CD.

Come dicevo, i pezzi sono molto diretti e questo vale anche per i testi che sono molto semplici e sintetici.

Solitamente diamo molta importanza anche all’artwork dell’album, infatti nel booklet troverete molti riferimenti che vi aiuteranno a comprendere meglio il nuovo lavoro.”

Da ‘Vanitas’ al nuovo album sono passati quattro anni. Cosa vi è successo durante questo lasso di tempo?

“Problemi che come vedi abbiamo risolto alla grande.

Live e songwriting a manetta ci hanno impegnato per il resto del tempo.”

Ci sono stati cambi di line-up in questo periodo? Ci vuoi presentare i nuovi entrati?

“Già. Il chitarrista solista ha lasciato la band e per questo siamo stati costretti a cercare un sostituto all’altezza della situazione.

La scelta è ricaduta su Max, un amico di vecchia data, che penso sia uno dei migliori chitarristi con cui abbia mai lavorato.

Ha accettato immediatamente la proposta e da allora lavora con molto impegno per ogni aspetto riguardante i MACBETH.”

Ora vorrei discutere di alcuni brani che mi hanno colpito particolarmente. Il primo è ‘Miss Murderess’ che rispetto agli altri pezzi appare decisamente più “easy-listening”. L’utilizzo delle componenti elettroniche e il cantato di Andreas, a volte quasi “rappato”, mi hanno fatto ricordare gli Evanescence. Tu cosa ne pensi?

“Sì, effettivamente ‘Miss Murderess’ è la più catchy, quella che attualmente passano di più le radio e quella più spesso inserita nelle playlists o nelle compilation allegate ai magazines.

Il cantato di Morena e Andreas è notevole e l’elettronica inserita amalgama il tutto perfettamente.

Purtroppo i distributori obbligano le case discografiche a trovare un’etichetta per le band, nel nostro caso tra i gruppi che vagamente potrebbero ricordare il nostro sound ci sono anche gli Evanescence.

Ora, qualcuno di veramente potente dovrebbe spiegare al mondo intero, che quello che stanno facendo questi americani, noi europei lo facevamo già più di 10 anni fa!!!

Che poi loro abbiano una gran produzione e una valanga di soldi da spenderci dietro per diffonderla e pubblicizzarla è un altro discorso.”

Come mai la scelta della cover è ricaduta su ‘How Can Heaven Love Me’, un brano di una musicista new age? Avete molti ascolti al di fuori del metal?

“Il brano ci piace molto e direi che è perfetto per il nostro sound.

Si, ascoltiamo molte cose lontane dal metal.

Personalmente ascolto di tutto perché penso che un buon musicista debba ascoltare buona musica indipendentemente dal genere o dalle etichette.

Amo tutte le sfumature del metal, mi piacciono: Slayer, King Diamond, Death, Carcass, Anathema e molti altri.

Fuori dal metal gli ascolti sono molteplici, ti cito solo alcuni nomi: Enya, Porcupine Tree, Placebo, Muse, Madonna, Queen.”

Vi capita spesso di eseguire cover dal vivo? Quali musicisti siete soliti omaggiare?

“Dal vivo proponiamo un’altra cover: ‘In The Heat Of The Night’ di Sandra.”

‘Good Mourning’, con le sue maestose componenti sinfoniche e le vocals sofferte di Andreas, mi ha portato in mente i Lacrimosa. Sei d’accordo?

“Sì, ‘Good Mourning’ è un gran bel pezzo! I Lacrimosa sono molto in gamba ma non sono tra i nostri ascolti. Può essere che tu abbia associato qualche suono o tipo di voce.”

Il background lirico segue un filo conduttore? Vuoi illustrarci il contenuto dei testi?

“Sì, i testi di ‘Malae Artes’ sono legati da un filo conduttore che poi è appunto il titolo stesso.

Le liriche fanno riferimento alla quotidianità, fatti, eventi che possono accaderti o a cui puoi pensare.

Sono molto soddisfatto dei testi scritti per questo album perché sono immediati e ti potrebbero veramente “toccare” poiché sono reali.

Si parla di tutto, bugie, amore, speranza.

L’ascoltatore può associare ciò che ne deduce ad eventi della propria vita.

L’intenzione è quella di insegnare ad aprire gli occhi, a cercare l’altra faccia di ogni cosa.

La frase slogan potrebbe essere “tutto quello che sai è falso”, frase che detta per esempio in Italia e proprio in questi giorni fa riflettere, e molto.”

Come siete soliti dividervi i compiti in fase di composizione?

“Dunque, solitamente lavoriamo io e Max sul primo prodotto che spesso parte da una melodia o una ritmica. Nel caso del nuovo album c’è stato anche il supporto del tastierista in fase compositiva, seguito dagli arrangiamenti fatti in sala con gli altri della band.

Io scrivo i testi (in realtà l’idea si sviluppa in fase compositiva) e poi Morena e Andreas lavorano alle linee vocali.”

Secondo alcuni un genere come il gothic metal può avere un potenziale di “commerciabilità” enorme, vedi il recente successo di acts quali Evanescence, Lacuna Coil, Nightwish. Secondo altri deve invece rimanere una scena musicale di nicchia. Voi come vedete la cosa e dove vi collochereste lungo questo asse?

“Ogni cosa mediamente viene “corrotta” dal denaro, questo non significa che necessariamente debba trasformarsi in qualcosa di peggiore ma significa che inevitabilmente subirà un cambiamento.

Il gothic metal si è legato molto, negli anni, al look e ad altre cose pratiche, era quindi inevitabile che questo “mondo” venisse in qualche modo sfruttato per scopi commerciali.

Sinceramente non vedo il gothic come una setta, non è la massoneria, si sta allargando perché piace e a me ed ai MACBETH la cosa sta più che bene.”

Sono in previsione esibizioni live dopo l’uscita dell’album? Come riproporrete on stage le varie sfumature sinfoniche ed elettroniche del vostro sound?

“Con ‘Malae Artes’ abbiamo rivalutato la dimensione live della band poiché abbiamo constatato che il pubblico apprezza molto i nuovi pezzi dal vivo.

Lo show risulta molto dinamico e guadagna soprattutto in fatto di aggressività.

Suoneremo nelle principali città italiane, quindi tenetevi aggiornati guardando ogni tanto il sito ufficiale della band.

Molti altri live sono ancora in fase di organizzazione.”

Come di consueto, a voi le ultime parole.

“Grazie Andrea e Metallus per lo spazio concesso, grazie a tutti i ragazzi che ci supportano! Non saremmo nulla senza di voi.

Visitate il sito ufficiale http://www.macbeth.it e mettetelo tra i preferiti, presto ci troverete delle sorprese.”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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