Ufomammut: Lava Spaziale – Intervista

“Ufomammut nasce nel 2000 dalle ceneri di una band avveniristica, un trio che avrebbe potuto cambiare molto nel panorama musicale attuale, peccato che fosse in anticipo sui tempi… i Judy Corda".

Ufomammut, senza articolo, come un entità a sé stante dotata di vita propria, nasce così, nelle parole di Urlo, bassista e cantante di questo meraviglioso prodotto del Made In Italy che, dopo diverse collaborazioni all’attivo e due album saliti meritatamente agli onori della cronaca, in Italia e’ ancora troppo poco conosciuto.

“Poia e Urlo cominciarono poi a lavorare su improvvisazioni, alla ricerca di un batterista che sarebbe arrivato poco tempo dopo, Vita. Dopo alcuni mesi si parlava già di questo gruppo, Ufomammut, uno strano essere spaziale che riusciva a impastare suoni siderali e a convogliarli in amplificatori mastodontici. Così nel giro di un anno la band si trovò a partecipare a quattro compilations e a realizzare il primo cd ‘Godlike Snake’ per la Beard of Stars. L’ottimo riscontro ci portò a firmare un contratto con l’americana The Music Cartel dell’ex Earache Eric Lemasters.

Dopo alcuni anni, la ricerca del perfetto mooghista, LeGof, quest’anno è finalmente uscito il secondo capitolo della bibbia sonica della band: ‘Snailking’, album a mio avviso decisamente più scuro e vorticoso del precedente”.

Nella recensione ho parlato della naturalezza con cui riuscite a unire le vostre differenti radici ottenendo effetti sicuramente notevoli. Come nasce una canzone degli Ufomammut?

“Solitamente dall’improvvisazione. Siamo soliti suonare a volumi deflagranti – saremo presto sordi… – e le vibrazioni che i nostri ampli producono sono come droghe che si impossessano di ogni nostro neurone, basta un riff di partenza e poco alla volta, come una montagna che esce all’improvviso dal terreno, i nostri brani nascono. Siamo gente pigra e non certo virtuosi dei nostri strumenti, anzi, siamo parecchio ignoranti in materia, preferiamo cercare emozioni in quello che possiamo trasmettere con un feedback piuttosto che in un assolo struggente…

Per questo ogni brano nasce da quello che riusciamo a sentire una volta che siamo tutti assieme, mai nessuno è arrivato con un riff portato da casa… Una volta strutturato un brano si farcisce il tutto con tappeti di voci ultra effettate che noi consideriamo uno strumento come gli altri, niente più.

Nel disco c’è anche un riadattamento di un brano dei JudyCorda, Odio. Un pezzo a cui siamo molto legati”.

Un riferimento che ricorre spesso nelle recensioni di Snailking e’ al magma, alla lava. A materia calda e in movimento. Secondo te e’ l’espressione giusta per definire la vostra musica o pensi che ce ne siano di migliori?

“Ma no, va bene. Anche perchè la lava copre e cancella tutto e spero che anche la nostra musica sia in grado di annullare almeno per un poco chi ascolta per trasportarlo in un universo di emozioni e vibrazioni siderali (ride, ndr)”.

Ovunque, accanto al vostro nome, si sente parlare di Kyuss e Monster Magnet. Ma, oltre a queste influenze, se ne scorgono altre piu’ "lontane" nel tempo, in primo luogo i Blue Cheer ma anche tutta la psichedelia a cavallo dei ’60 e ’70. E’ solo una mia impressione? Quali altri band hanno inciso in modo pesante sulla vostra musica?

“Siamo stati considerati come the "next big thing" dopo i Kyuss e Monster Magnet da parecchia stampa oltre che una evoluzione dei Neurosis e la cosa ci rende felici. Anche Tim Cronin (la montagna della saggezza dei MM) è entusiasta di Snailking. Ma non credo che siano le nostre influenze. Sicuramente sono bands che abbiamo amato, ma altre hanno dato spinte maggiori, bands come appunto Blue Cheer, Sleep, Pink Floyd e i Beatles.

E poi non saprei, ognuno di noi ascolta cose diverse, Vita è il metallaro della band, patito di Motorhead e Kiss come anche di Cementano; Poia è il più fermo su bands come Black Sabbath e Sleep, Beatles e Pink Floyd con una passione per Battiato; Urlo è più legato al punk primordiale degli Stooges, Sex Pistols e Clash, adora le atmosfere dei Sigur Ros e i Beatles; Legof è un dj e adora l’elettronica… insomma, penso che le influenze siano troppe…”

A proposito dei Blue Cheer, ho molto apprezzato la vostra presenza sul loro tributo della Black Widow. Avete intenzione di partecipare ad altre iniziative del genere o preferite concentrarvi solo sui "vostri" album?

“Mah… a dire il vero nessuno ci ha più proposto nulla… stiamo a vedere”.

Ufomammut e Malleus. Due entita’ distinte ma inseparabili, tanto che anche il booklet del tributo dei Blue Cheer di cui sopra e’ curato da Malleus.

“Malleus cura tutto l’immaginario degli Ufomammut anche perché non potrebbe essere altrimenti, 2/3 di uno sono i 2/4 dell’altro… E poi chiedere a Mignola di farci una copertina costerebbe troppo…(nuova risata, ndr)”.

Come giudichi questo binomio, penso unico nel mondo della musica pesante, fra due forme d’arte spesso cosi’ distanti?

“Un gran bel binomio!! Non saprei, credo che siano inscindibili, molta gente fugge da Ufomammut perché ascolta le prime note e ci cataloga come metallari, allo stesso modo in molti guardano malleus e scappano perché "psichedelici"… forse ci accomuna l’ignoranza di molta gente?

Per finire, come sta andando l’attività live? Non ho ancora avuto la fortuna di vedervi dal vivo, ma non credo che ne rimarrei deluso.

“Stiamo definendo le date per un piccolo tour europeo a cui seguiranno date in Italia. Seguite sul nostro sito http://www.ufomammut.com l’evolversi dei nostri Live. Inoltre con Malleus stiamo lavorando ad un videoclip che sarà presto finito e speriamo di riuscire a trasmettere su qualche TV e ad un live con vjset che renderà i concerti un po’ meno noiosi (non siamo così belli da passare 2 ore a fissarci…) “

Con quest’ultima risata di Urlo si conclude l’intervista, e a noi non resta che ringraziare Ufomammut (senza articolo…) e augurargli le migliori fortune.

“Grazie a Metallus e a presto!!!”

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