Lacuna Coil: Cristiano "Pizza" Migliore

Lacuna Coil: Cristiano “Pizza” Migliore

Lacuna Coil

Quando si parla dei Lacuna Coil è ormai scontato nominare il respiro internazionale guadagnato dalla band italiana e la sua presenza in eventi musicali di grande spessore, come il Gigantour ideato da Dave Mustaine. I milanesi sono da poco tornati sul mercato discografico con “Dark Adrenaline” un disco che conferma le doti di un ensemble che ormai possiede un marchio di fabbrica inconfondibile. Per l’occasione, abbiamo intervistato il chitarrista Cristiano Migliore.

 Innanzitutto come mai la scelta di un titolo come “Dark Adrenaline”?

“Volevamo un titolo che rispecchiasse le atmosfere cupe che si respirano ascoltando l’album e “Dark Adrenaline” sintetizza perfettamente la dualità della musica che è sia oscura che heavy ed incalzante.”

 In alcune anticipazioni il nuovo album è stato definito come il più cupo della vostra carriera, da cosa è motivata questa affermazione? Eventi personali, esperienze o più semplicemente ciò che ci circonda?

“Sicuramente per alcuni di noi ci sono stati momenti particolarmente intensi nel corso dello scorso anno. Niente di grave, cose che nella vita capitano normalmente ma che ci hanno sicuramente influenzato durante la stesura dei brani per l’album. Non è stata una cosa che abbiamo deciso a priori o studiato a tavolino ma, invece, piuttosto spontanea. Le prime canzoni scritte sono venute fuori in un certo modo ed abbiamo semplicemente continuato sulla stessa linea anche per le successive.”

 A questo proposito, le liriche del nuovo disco sono legate tra loro da un filo rosso o toccate argomenti disparati?

“Diciamo che non c’è un vero e proprio filo conduttore e le tematiche toccate sono anche diverse tra loro. L’unica cosa in comune è forse il tono oscuro che si respira sia nella musica che nei testi…”

 Se mai doveste comporre un concept, a cosa in particolare vorreste ispirarvi?

“E’ una domanda difficile alla quale rispondere anche perchè, dato il modo in cui componiamo, le canzoni vengono di solito scritte in maniera piuttosto naturale e spontaneo e non ci siamo mai posti il problema di dover seguire un concetto particolare. Ci sono varie cose che ci interessano e su cui potremmo basarci ma deve essere anche il momento giusto e non deve essere una cosa forzata. Oltretutto, essendo i testi di solito basati su episodi di vita è forse più difficile mettere insieme un concept.”

 Ancora una volta avete lavorato con Don Gilmore, possiamo dunque parlare di un sodalizio ormai saldo? Non trovate che la sua mano renda il sound per certi versi molto “americano”, cioè enfatico e moderno?

“Certamente ed è proprio questo il motivo per  cui ci siamo trovati molto bene lavorando con lui. Siamo sempre stati grandi fan dell’American Sound e fin dai tempi di “Karmacode” abbiamo sperimentato sempre di più con suoni americani, nonostante non avessimo ancora incontrato Don. C’è anche da dire che Don non ha mai influenzato il nostro modo di comporre musica e ci da solitamente piccoli consigli per rendere le canzoni più scorrevoli più che scrivere parti intere.”

 “Dark Adrenaline” è stato completamente disponibile in streaming prima della sua uscita. Come mai questa scelta? Non pensate possa essere anche un’arma a doppio taglio?

“Onestamente, al giorno d’oggi, non credo faccia una grande differenza. Nel momento in cui un album viene distribuito ai vari negozi o radio/giornali, c’è una forte probabilità che venga messo online e scaricato illegalmente. Non c’è niente da fare ed è il modo in cui vanno le cose. Rendere l’album disponibile in streaming da la possibilità alla gente di farsi un’idea di come suoneranno le canzoni ed ha dato ottimi risultati a giudicare dai commenti che abbiamo ricevuto fino ad ora. La stragrande maggioranza è stata eccezionale e, sinceramente, non ci aspettavamo un’accoglienza talmente buona!”

 Più in generale cosa ne pensate della possibilità che ormai tutti hanno, di accedere a internet e condividere musica gratuitamente? Porreste delle regole a questo o siete per la più assoluta libertà di download?

“Come ho detto nella precedente risposta, credo sia molto difficile evitare che un’album venga condiviso gratuitamente. Si tratta forse più di cambiare la mentalità della gente (cosa estremamente difficile) più che di porre divieti e regole. Molti ci hanno provato negli ultimi anni ed hanno fallito miseramente. Non è dando multe di milioni di dollari ad un ragazzino quindicenne che si intimoriscono i pirati più accaniti. Si dovrebbe piuttosto cercare di fare capire alla gente che scaricare illegalmente arreca un danno effettivo a band di livello medio, o anche piccolo, che non guadagnano granché dalle vendite di un CD. Ci tengo ad aggiungere che anche che noi facciamo parte della categoria ed è estremamente difficile sopravvivere esclusivamente facendo musica al giorno d’oggi e prima di scaricare qualcosa illegalmente bisognerebbe pensare al fatto che se si vuole continuare ad ascoltare un gruppo bisogna anche supportarlo. E’ vero che il costo attuale di un CD non è esattamente economico ma questo è un discorso ancora diverso…”

 “Shallow Life” entrò nella Top 20 americana. Cosa vi aspettate da “Dark Adrenaline”?

“Di entrare almeno nella Top 10!!! Ovviamente si spera sempre di fare meglio con il nuovo album. Sicuramente finora tutte le recensioni sono state veramente molto positive, perfino più di quanto accaduto con “Shallow Life”. Speriamo bene…”

 A questo proposito, pensate anche voi che la band sia stata molto ben accolta oltreoceano, mentre in Italia, le soddisfazioni rimangono piuttosto avare?

“Inizialmente si. C’è stato un lungo periodo in cui la band ha avuto svariati riconoscimenti all’estero mentre l’Italia è stata più lenta nell’accoglierci come “patrimonio nazionale”… Hahaha! Non credo sia una cosa strana, comunque. Il fatto che il rock e il metal non siano generi mainstream in Italia fa si che i gruppi italiani abbiano parecchie difficoltà ad emergere e noi non siamo certamente un’eccezione alla regola. La cosa buffa è invece che il successo sia arrivato anche in Italia dopo essere divenuti un gruppo affermato oltreoceano. Meglio tardi che mai!”

 A questa domanda avrete già risposto decine di volte, ma quando si parla di voi sembra quasi d’obbligo. Come si sono evoluti e come suonano oggi i Lacuna Coil? Le etichette ormai si sprecano, da “gothic metal” a “rock alternativo” sono state toccate un po’ tutte. Voi invece come vi definireste?

“Credo che etichettare una band in un certo modo sia riduttivo ma è comprensibile perchè spiegare a qualcuno che non ti ha mai sentito prima che musica fai può essere difficile. Inoltre è vero che nella nostra musica ci sono svariati elementi che spaziano dal rock al gothic, dal nu metal alla musica classica. Non ci sentiamo parte di nessun genere in particolare e ci piace sperimentare molto per cui non credo ci sia un modo preciso per definire la nostra musica.”

 La primavera e l’estate porteranno l’immancabile flusso di festival. Ci sono vostre partecipazioni in vista? In quali appuntamenti?

“Certamente! Ci stiamo già lavorando e cercheremo di partecipare a quanti più possibile. Al momento però non abbiamo ancora nulla di concreto o che possiamo annunciare. Nel momento in cui sarà possibile farlo, posteremo il tutto sui nostri siti…”

E’ tra l’altro imminente la vostra partecipazione al Gigantour guidato dai Megadeth. Vogliamo parlarne?

“E’ un onore per noi poter far parte di un tour come questo. Dave Mustaine sceglie personalmente le band con cui andare in tour e questo è un ulteriore motivo di orgoglio per noi. Io personalmente sono cresciuto ascoltando Megadeth e Motorhead e far parte di un simile bill è un sogno che diventa realtà. Oltretutto capita in un momento perfetto perchè inizia pochi giorni dopo l’uscita dell’album e speriamo ci aiuti  ad ottenere ottimi risultati. Finora abbiamo aperto due show e il pubblico è stato semplicemente eccezionale!”

 Di recente siete stati protagonisti di un mini tour in Italia. Avete suonato in piccoli club, spesso a contatto con la gente. Tirando le somme, possiamo parlare di un’esperienza positiva?

“Assolutamente si! Non abbiamo mai fatto un tour di questo genere in Italia e abbiamo voluto toccare città in cui generalmente non si suona durante un tour Europeo. E’ stata un’ottima occasione per presentare un paio di canzoni nuove e suonare per i nostri fan italiani che ci chiedono in continuazione di suonare di più. Inoltre ci è servito anche come riscaldamento per tutto il ciclo di tour che ci attende con il nuovo album.”

 Una curiosità: lo scorso Novembre, durante il tour inglese, il vostro tour bus venne coinvolto in uno “strano” incidente stradale. Cosa è successo esattamente?

“A quanto pare un camion della nettezza urbana “non si è accorto” che un tour bus a due piani di 6/7 metri fosse parcheggiato in strada e, facendo retro marcia, ne ha letteralmente sfondato la parte frontale. Nessuno di noi era sul bus eccetto il nostro autista che si è alzato ed uscendo ha visto il camion in questione scappare come se non fosse successo niente… per fortuna il locale davanti al quale il bus era parcheggiato aveva telecamere installate che hanno ripreso il tutto e il colpevole è stato rintracciato poco più tardi.”

 Insieme ad altre band, farete parte della colonna sonora del prossimo episodio della saga di “Underworld”. Qual è il rapporto dei Lacuna Coil con il cinema e cosa pensate del mixaggio operato a “Trip The Darkness”?

Siamo sempre stati grandi fan del cinema e ci piacerebbe un giorno poter scrivere la colonna sonora per un film. Ci è capitato già in un paio di occasione di essere inclusi nella colonna sonora di film come “Resident Evil” o “Underworld” ma con versioni originali dei nostri pezzi. Questa volta invece ci è stato proposto un remix che ci è tra l’altro piaciuto particolarmente.”

 Tornando al nuovo album, “My Spirit” è una sincera dedica a Peter Steele. Come ricordate Peter e il rapporto di amicizia che ha legato le due band?

“Agli inizi della nostra carriera e, anzi, ancora prima di divenire i Lacuna Coil, i Type 0 Negative sono stati una grande fonte di ispirazione oltre che un gruppo che amiamo come pochi altri. Quando nel 2003 abbiamo avuto la fortuna di andare in tour con loro in America è stata una cosa eccezionale! Si sono subito rivelati delle persone fantastiche e siamo immediatamente diventati amici e siamo rimasti sempre in contatto. La scomparsa di Peter è stata un duro colpo e ci ha colto di sorpresa ma purtroppo queste cose capitano e bisogna andare avanti. Marco, il nostro bassista, ha scritto l’intera canzone la notte in cui è venuto a sapere della cosa e credo sia un tributo ad un grande artista che sicuramente ha lasciato il segno in un certo tipo di musica.”

 Come mai la scelta della cover è ricaduta su “Losing My Religion” dei R.E.M.? Non la trovate una traccia un po’ “inflazionata” per certi versi, nonostante l’abbiate estremamente personalizzata?

“No, in realtà non credo. Certo si tratta di una canzone estremamente famosa ma così era “Enjoy The Silence”. Inoltre l’idea è venuta fuori proprio quando stavamo scrivendo i pezzi per “Karmacode”, quindi si parla di 2005. Alla fine abbiamo preferito “Enjoy The Silence” perchè all’epoca era quella che è risultata suonare meglio con il materiale di quell’album. Poi, durante la scrittura dei brani di “Dark Adrenaline”, Marco, il nostro bassista ha finalmente trovato la giusta ispirazione e ci ha proposto nuovamente l’idea che ci è immediatamente piaciuta e l’abbiamo voluta includere in questo nuovo album.”

 Proprio mentre parliamo, sarete protagonisti di un live virtuale nel New Jersey, i cui proventi saranno devoluti al progetto Rezophonic. Volete parlarci di questa esperienza?

E’ stato molto bello! Abbiamo arrangiato un paio di brani del nuovo album e incluso canzoni che abbiamo già suonato in precedenza e si sono presentate circe 200 persone che per uno show acustico di questo tipo è incredibile! La gente era entusiasta e nonostante fossimo un pò nervosi, perchè è stato il primo show acustico dopo circa due anni, tutto è andato benissimo! Il tutto poi è stato trasmesso in streaming e, come hai detto, i proventi andranno tutti al progetto Rezophonic che ormai supportiamo da qualche anno a questa parte.”

 Non ultimo, è difficile per una band italiana acquisire respiro internazionale, tanto più quando si propone un genere di nicchia. Cosa pensate che abbia portato i Lacuna Coil tanto in alto?

“Innanzitutto, e mi dispiace ammetterlo, siamo partiti con la consapevolezza che tentare di fare qualcosa suonando, appunto, un genere di nicchia, avrebbe portato risultati migliori se ci fossimo concentrati su paesi in cui il nostro genere ha un riscontro maggiore. L’Italia non è un paese Rock, purtroppo. Sono pochi gli esempi di gruppi che hanno combinato qualcosa a livello internazionale e questo non per mancanza di talento (anzi!) ma principalmente perchè i media e le case discografiche nostrane non sono assolutamente interessati a promuovere questo genere come negli Stati Uniti, ad esempio. Aggiungiamo il fatto che è difficilissimo per i gruppi underground riuscire a suonare dal vivo (a meno di non fare cover, solitamente) e abbiamo un quadro della situazione che è abbastanza deprimente. Noi ci reputiamo molto fortunati per essere riusciti a raggiungere un risultato incredibile per un gruppo italiano ma questo non vuol dire che altri non ci possano riuscire. Anche perchè di gruppi italiani di talento ce ne sono tantissimi! Forse le cose stanno anche cambiando ma siamo ancora lontani da realtà come quelle inglesi o americane dove la musica non è considerata come una perdita di tempo ma un lavoro come tutti gli altri, in cui il sudore e i sacrifici portano a risultati concreti.”

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