Boarders: La Prima Band Cristiana Di Metallo Classico in Italia – Intervista

‘The World Hates Me’ è il vostro debutto discografico ma sappiamo che in realtà avete già registrato delle demo in passato e che suonate da diversi anni. Vuoi farci un sunto della vostra carriera?

“La nostra carriera è partita piuttosto bene nel lontanissimo ’88, quando abbiamo prodotto il primo demo ‘Bad Mistake’, seguito subito dopo dal secondo ‘Soft Fail System’, dopo di che abbiamo subito un lungo periodo di torpore, che ci ha portato per qualche anno a suonare nel circuito dei moto raduni, fino alla fine dei ’90s quando siamo tornati al metal con due demo di sole cover.

In quel periodo molte persone ci hanno suggerito di orientare la nostra set list ad un vero e proprio tribute dei Megadeth, ed è così che tra il 2002 e il 2004 abbiamo fatto circa 100 date come Megadeth cover band.

Nel 2003 però è avvenuto qualcosa di speciale, proprio riguardante la fede cristiana. Da lì abbiamo trovato la voglia e l’ispirazione per fare, dopo tanti anni, un CD di inediti (preceduto da un promo nel 2004) che è appunto ‘The World Hates Me’ che la QLR/Weathertop ci hanno onorato di pubblicare quest’anno.”

Ad un certo punto avete deciso di far diventare la vostra band una christian band. Qual’è stato l’impulso per questa decisione?

“Non sì è trattato di una decisione, ma di un avvenimento imprevedibile e totalmente fuori dal nostro controllo.

Nel 2003 ho conosciuto la fede in un modo che prima mi era completamente estraneo, e ho sperimentato sulla mia pelle degli eventi straordinari come una guarigione inspiegabile. Essendo precedentemente ateo, ho sempre guardato con un misto di sentimenti molto negativi chiunque dichiarasse apertamente le proprie convinzioni in fatto di fede, vedendoci dietro come minimo la malafede, se non stupidità e bigottismo, quindi da quel momento la mia vita ha preso una direzione che non avrei mai e poi mai pensato di prendere in considerazione, anzi! Nei mesi a seguire ovviamente è iniziato all’interno della band un processo di trasformazione, che effettivamente avrebbe potuto portare alla disgregazione vera e propria; invece siamo ancora tutti uniti, non solo dall’amicizia che c’era prima, ma anche dall’aver accettato tutti la fede Cristiana.”

Come siete entrati in contatto con la Quam Libet Records per ottenere il contratto discografico?

“Tutto è partito dal festival Rock on the Rock del 2006, organizzato da Denny e Maureen Hurst; lì abbiamo conosciuto Markus dell’Eor, che ci ha visto suonare e a cui siamo piaciuti e che ci ha quindi proposto di suonare all’EoR 07 e di pubblicare il CD. La QLR ha messo la propria “infrastruttura” e la Weathertop, gestita da Markus stesso, ha finanziato la pubblicazione e la distribuzione. Tutta la vicenda si è svolta molto rapidamente, e posso confermare che quella della precisione e affidabilità degli svizzeri non è una leggenda!”

In Svizzera, all’Elements of Rock festival (dedicato al metal cristiano) il vostro CD è stato battezzato con un boccale di birra. Che ne dite di questa singolare cerimonia?

“È stato divertentissimo, anche perché la maggior parte della birra si è riversata sul palco!

Quando prima del concerto ci chiesero se preferivamo il vino o la birra per battezzare il CD, credemmo si trattasse di uno scherzo.

Poi, vista la botte di birra portata appositamente, i corni da vichingo e tutto il resto, abbiamo capito che in Svizzera il senso dell’umorismo è leggermente diverso da quello italico!”

Com’è stato suonare nel più importante festival di metal cristiano in Europa e suscitare tanto entusiasmo? I vostri prossimi appuntamenti live?

“È stato impegnativo suonare in un contesto del genere, fianco a fianco con musicisti di grande esperienza e in parte addirittura professionisti, come Virgin Black, Balance of Power, Forsaken etc. Un ulteriore difficoltà è stata sicuramente quella dello stile della nostra musica, forse un po’ troppo “happy metal” per un contesto che tradizionalmente privilegia i dialetti più estremi del metal. Siamo però rimasti molto soddisfatti, oltre che del trattamento e dell’organizzazione, anche della risposta del pubblico, che si è effettivamente tradotta in un ottima quantità di copie del CD vendute la sera stessa. Il 20 Luglio al Rock On The Rock Festival e il 22 Settembre al Metal Disorder Festival.”

Come avete lavorato per completare l’album? In quanto tempo avete composto i pezzi?

“La registrazione del disco e il suo mixaggio sono durati circa 150 ore, spese nella durata di un anno; abbiamo cercato di fare un lavoro il più curato possibile e ciò soprattutto grazie al contributo di Stefano Parodi, che ci ha seguito per tutta la registrazione e miraggio nei suoi x-studio. Effettivamente lui ci ha spronati a fare un lavoro più curato dei precedenti ed ha anche messo a disposizione il proprio talento per alcuni arrangiamenti (’till life do us one”, ad esempio).

I brani sono stati composti da il 2004 e il 2005 e alcuni di questi sono stati terminati direttamente durante la registrazione, soprattutto per quanto riguarda le lyrics e le linee vocali.

Questo effettivamente è l’aspetto che ricordo con più piacere della registrazione, ovvero entrare in studio avendo una vaga idea di cosa registrare ed uscirne con qualcosa di – almeno personalmente – così gradevole da sembrare scritto da qualcun altro. Questo è avvenuto ad esempio per True Rebellion e Schmertzgarten, due dei miei brani preferiti del disco.”

I brani di ‘The World Hates Me’ sono ormai credo abbastanza datati. State già scrivendo del materiale nuovo per un eventuale secondo album?

“Sì, stiamo alternando le prove canoniche con qualche sessione di composizione/improvvisazione, usando anche qualche accordatura un po’ più moderna (in SI) per dei matusa come noi!

A proposito di longevità, credo che potremo essere in grado di entrare nuovamente in studio nel 2008 per avere un nuovo cd nel 2009/2010, in modo che i nostri figli possano poi andare in tour al nostro posto!”

Se non erro la confezione del CD è stata eseguita dal vostro batterista. Vuoi parlarcene?

“Si è stata ideata completamente da Roby che ha l’hobby della pittura e della fotografia (effettivamente si dibatte spesso se sia più bravo come artista grafico o come batterista). In origine la cover doveva essere completamente diversa e doveva rappresentare con un’idea più vicina al titolo del CD. Il risultato ci è sembrato un po’ debole e quindi abbiamo chiesto a Roby di inventarsi una cover completamente diversa, che trasmettesse meglio l’energia legata alla musica del CD, piuttosto che all’idea sottesa dal titolo.

Partendo da un suo quadro, intitolato proprio ‘Point of Energy’ alla fine ne è uscita quella che è diventata la cover ufficiale, che effettivamente risponde pienamente sia alla musica contenuta nel CD che al concetto rappresentato da titolo.”

Quali sono i messaggi più importanti delle lyrics dell’album?

“Le lyrics presenti nell’album sono state scritte da me e Roby e si suddividono in due categorie, quelle direttamente ispirate alla Parola di Dio e quelle invece più personali.

Non saprei oggettivamente risponderti in merito a quali siano le più importanti, perché comunque tutte sono per noi dei mezzi per portare a chi ascolta un messaggio che è totalmente l’opposto rispetto a ciò che ieri e ancora di più oggi si trasmette nel metal in generale.

Siamo convinti che il tempo della propria vita speso nel rancore, nell’odio e nella tristezza sia irrimediabilmente perso e questo è sicuramente il messaggio che accomuna tutte le lyrics del disco.

Poi, in alcune canzoni più che in altre, viene rappresentata la vera alternativa a quello che il mondo ti propone in tutte le salse, ovvero la fede in Gesù, che è capace di muovere le persone ad una speranza capace di superare qualsiasi ostacolo, proprio perchè Lui li ha già superati tutti, morte compresa.”

Ad oggi, riascoltando l’album, ci sono delle cose che cambieresti?

“Onestamente no, forse è solo perché è passato ancora poco tempo da quando l’abbiamo finito di registrare e masterizzare o forse perché rappresenta proprio il massimo a cui potevamo arrivare.”

Avete inserito nel lotto di canzoni anche una cover dei Megadeth di cui avete proposto per tanti anni un tributo eccellente in tanti palchi italiani. Lo considerate l’ultimo tributo da parte vostra a questa band?

“Sì credo proprio di sì. Ancora oggi in alcune occasioni ci viene richiesto di suonare qualche concerto di cover Megadeth, e nei limiti del possibile siamo disponibili a farlo, a condizione che si possa suonare in ugual misura il nostro materiale. Sicuramente non amplieremo più il nostro repertorio di cover Megadeth, che quindi rimarrà sempre confinato al periodo fino che va dal primo album a ‘Youthanasia’ (che a nostro parere coincide anche con il miglior periodo della band).”

OK, lascio a te, Egidio, chiudere questa intervista come meglio credi.

“Questa in genere è la domanda più difficile, perché il rischio di una risposta da calciatore o politico (senza offesa ovviamente per tali categorie) è altissimo!

Mah guarda, siamo soddisfatti perché l’importante era far bene, tutta la band ha girato bene, d’altronde ci siamo preparati molto per questo CD, mantenendo la concentrazione fino alla fine….

No dai, scherzi a parte, spero che più gente possibile sia rimasta incuriosita e voglia assaggiare la nostra musica, in attesa di vederci dal vivo!

Grazie del vostro supporto, a presto! Per ascoltare qualche brano della band andate pure al myspace ufficiale: http://www.myspace.com/music4thelion

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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