Sonata Arctica: La Notte Del Giudizio – Intervista a Tony Kakko

Allora Tony, a quanto pare ‘Reckoning Night’ segna una netta maturazione nel sound dei Sonata Arctica. Lo speed metal sinfonico delle origini trova accostamenti ad episodi più eleganti e melodici e gli arrangiamenti sono davvero ottimi. Che ne pensi?

“Sì, la penso anch’io così e ti ringrazio per i complimenti. Anche la tua opinione conferma i pareri che ho ascoltato fino ad ora sul nuovo album e che descrivono ‘Reckoning Night’ come il nostro disco più maturo e intelligente. Vado fiero di questo lavoro, in esso confluiscono differenti stili musicali e ogni canzone presenta elementi diversi che delineano dei cambiamenti interessanti nel nostro sound. Sono convinto che ‘Reckoning Night’ sia il nostro disco più ‘progressive’, più ricco di sfaccettature, ma al tempo stesso lo trovo molto heavy.”

A mio parere ci sono episodi quali ‘Blinded No More’ e ‘White Pearl Black Oceans’ che grazie a melodie avvincenti e “altisonanti” possono essere riconducibili al class metal. Sei d’accordo?

“Class metal? Addirittura? Non saprei, ma ti ringrazio ancora per ciò che hai detto, lo considero un bel complimento! Di certo l’album contiene delle melodie avvincenti e molto ‘boombastic’, ma vuole essere soprattutto un omaggio ai Queen, la mia band preferita, forse il più grande gruppo rock di tutti i tempi. Le loro linee melodiche erano un qualcosa di magico, di irraggiungibile e nella stesura di ‘Reckoning Night’ ho cercato di prendere ispirazione da esse.”

Non mancano però dei brani tipicamente heavy, come ad esempio ‘Wildfire’…

“Wildfire è senz’alto il pezzo più aggressivo dell’album ed ha uno stile tipicamente power metal: riff di chitarra taglienti e doppia cassa in primo piano. Nella sua struttura è un pezzo piuttosto semplice, non ho impiegato molto a scriverlo, però trovo che sia anche avvincente…Senza contare che si tratta del nostro brano più divertente da suonare e creato appositamente per i live show.”

E poi abbiamo la love song ‘My Selene’…E’ dedicata a qualcuno in particolare?

“Hem…mi prendi in contropiede! Di certo non l’hai fatto apposta, ma hai citato l’unico brano che non ho composto io! L’autore è Jani, chitarrista della band. Il brano è probabilmente dedicato a qualcuno ma non sono in grado di scendere nei particolari. ‘My Selene’ è comunque un ottimo pezzo, le sonorità riflettono alla perfezione il trade mark dei Sonata Arctica e la canzone si è rivelata ottima per il nuovo album.”

Perché la canzone ‘Don’t Say A Word’ come singolo?

“Ti rispondo sinceramente…si tratta di un caso, perché ‘Don’t Say A Word’ era l’unico brano che avevamo pronto quando occorreva far uscire il singolo! In ogni caso credo che la scelta, per quanto obbligata, si sia rivelata vincente: ‘Don’t Say A Word’ è un’ottima canzone e possiede un refrain molto ‘intenso’. Non puoi immaginare la nostra soddisfazione quando lo abbiamo visto al numero uno nella classifica dei singoli in Finlandia!”

Al termine dell’album potremo invece trovare una divertentissima ghost track in cui improvvisate dei ritmi latino americani! Ce ne vuoi parlare?

“Ah, ah! Sì, anch’io trovo che il risultato sia divertente ed anche piuttosto originale. Ci capita spesso di improvvisare o di fare delle jam quando siamo in sala di registrazione! Quella volta eravamo alle prese con delle percussioni…avevamo messo un microfono ed un semplice registratore al centro dello studio, e noi cinque, intorno, ci siamo divertiti a fare un po’ di casino e a dire qualche stupidaggine. Il risultato finale si è poi rivelato così surreale e divertente che abbiamo deciso di inserirlo nel disco come sorpresa per gli ascoltatori!”

Ti va di presentarci i membri della band e le vostre principali influenze?

“Certo! Inizio da Jani, il nostro chitarrista e compositore di ‘My Selene’ per ‘Reckoning Night’, un vero amante del prog metal. Poi Marko, il bassista, legato a sonorità più rock e Henrik, il tastierista, grande fan di Frank Zappa ma anche di cose più pesanti come i Pantera. Infine Tommy, il batterista, che apprezza soprattutto il metal finlandese e artisti come Stratovarius, H.I.M., Nightwish. E naturalmente ci sono io, Tony, cantante e principale compositore della band.”

Ti vedi dunque come “leader” dei Sonata Arctica?

“Non proprio. Sono senz’altro il compositore principale della band per quanto riguarda la stesura delle liriche e l’abbozzo delle linee melodiche nella varie canzoni, ma i ragazzi danno comunque un grande contributo in questo senso. Ci piace lavorare insieme e ognuno completa i vari pezzi con le parti più adatte per il proprio strumento.”

Visto che sei l’autore dei testi ti chiedo di espormi il background lirico dell’album.

“E’ piuttosto complesso in realtà. Spesso quando sono da solo mi capita di scrivere molto e di allineare alcune idee dalle quali nascono poi gli spunti per le canzoni. Non seguo particolari fonti di ispirazione, i testi possono derivare sia da qualcosa che ho letto, da un fatto che mi è capitato o da qualcosa che semplicemente mi ha colpito. Il brano di ‘Reckoning Night’ che a mio parere possiede il testo più profondo è ‘White Pearl Black Oceans’. E’ una romantica storia d’amore tra un ragazzo e una ragazza che dovranno superare molti ostacoli prima del loro idillio. L’ho scritto lasciandomi ispirare da una fiaba.”

E’ in previsione un tour dopo l’uscita dell’album?

“Sì, visiteremo l’Europa insieme ai Nightwish. Verremo anche in Italia, intorno a Ottobre, credo.”

Levami una curiosità. I vostri pezzi in studio sono ricchi di arrangiamenti sinfonici e fate inoltre un uso massiccio dei cori. Come vi comportate on stage? Preferite riproporre intatto il vostro sound o puntate di più sulla potenza?

“Su di un palco preferiamo senz’altro essere il più possibile diretti e dannatamente heavy metal! Non è difficile riproporre i vari inserimenti sinfonici, basta tirare qualche levetta e premere qualche bottoncino, ormai con le tecnologie odierne si può fare qualunque cosa. Ti ripeto però che dal vivo preferisco che la band si presenti nel suo assetto più vero e meno ‘artificioso’, per questo ricorriamo ai vari suoni campionati solo quando è strettamente necessario.”

E’ tutto Tony, ti ringrazio per l’intervista e lascio a te le ultime parole.

“Enjoy the new album and see you on tour!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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