Krux: “He Who Sleeps Amongst The Stars” – Intervista a Mats Levén

Il terzo capitolo degli svedesi Krux è a giudizio di chi scrive uno degli album più rappresentativi dell’anno appena concluso. Severo, imponente ma altrettanto vivace nei suoi richiami ai seventies, “He Who Sleeps Amongst The Stars” conferma tutte le qualità del “super gruppo” svedese guidato dall’inossidabile Leif Edling (Candlemass, Jupiter Society). Sono della partita anche la coppia di asce composta da Fredrik Åkesson (Opeth) e Jörgen Sandström (Entombed, Grave), il batterista Peter Stjärnvind (Entombed), il celebre “zingaro” Mats Levén alla voce e infine Carl Westholm alle tastiere (Abstrakt Algebra, Jupiter Society).

Con delle simili premesse, il contenuto di questa intervista avrebbe potuto essere succoso e ricco di informazioni, ma non sempre gli artisti si rivelano collaborativi. E’ il caso di Mats Levén, nostro interlocutore per l’occasione, che purtroppo risponde alle domande con una certa fretta e in modo evasivo. Quando esordiamo chiedendo a Mats di presentarci i membri del gruppo e di spiegare se il nuovo album vuole essere un omaggio ai padri del genere, il vocalist è piuttosto avaro di parole:

“Leif Edling è il compositore principale e credo che sappiate bene che strumento suoni. Non ci interessa che il disco suoni metal oppure doom, non facciamo un tributo a nessuno.”

Sembra che la stampa abbia accolto “III” in modo molto positivo. Siete soddisfatti? Se aveste avuto la possibilità di cambiare qualcosa nell’album, cosa sarebbe stato?

“Certo, siamo contenti che la gente abbia apprezzato. Personalmente avrei cambiato alcune cose in sede di missaggio, non lo trovo convincente…ma considerando il budget tanto basso, era il meglio che si potesse fare.”

Sono passati cinque anni prima della realizzazione del terzo disco. Siete stati impegnati nelle band principali?

“Sì, ci dedichiamo ai Krux solo quando non siamo impegnati nei gruppi prioritari. Fredrik si è occupato della promozione del nuovo album degli Opeth, mentre Leif sta lavorando al nuovo disco dei Candlemass proprio in questi giorni. Io sto registrando il mio capitolo solista e scrivendo musica per la colonna sonora di un film svedese ed altre cose ancora. Carl invece sta lavorando al nuovo album dei Jupiter Society.”

Pensi che le vostre band principali vi impediranno di proporre i Krux dal vivo?

“Credo di no, è probabile che nel corso del 2012 ci esibiremo in pochi e ben selezionati show. Probabilmente Fredrik non suonerà con noi perché sarà in tour con gli Opeth. Comunque, abbiamo appena suonato in un concerto a Stoccolma con la line-up originale.”

Anche se Leif è il mastermind della band, potresti dirci qualcosa sui testi? Magari ci puoi rivelare chi è il misterioso personaggio che, citando il titolo, “dorme tra le stelle”…

“L’album non è assolutamente un concept…non saprei, forse è lo stesso Leif!”

Le sonorità di “III” pagano pegno anche agli anni’70, con accenni di hard rock e psichedelia. Quali gruppi storici possono avervi influenzato?

“Non saprei…forse i Black Sabbath e i Rainbow…forse anche gli Hawkwind, Leif è un loro fan.”

I Krux sono dei veterani. Quale potrebbe essere il vostro messaggio alle band di nuova generazione affascinate dal doom metal e quali tra loro segnaleresti ai nostri lettori?

“A dire il vero non ho ascoltato molte cose negli ultimi tempi…quando si parla di doom, è comunque positivo che i musicisti si esprimano al di là delle difficoltà che può incontrare un genere così elitario. Il mio messaggio? Fate di testa vostra!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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