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Angra: “Rebirth” – Intervista a Kiko, Rafael e Edu

Rebirth‘, un titolo che non lascia spazio all’immaginazione. Gli Angra sono tornati: con un nuovo album, con un ritorno alle origini dal punto di vista musicale e non solo e con una line-up nuova di zecca. Cosa è cambiato nei fatti nel combo brasileiro? Andiamo a scoprirlo parlandone coi chitarristi storici Kiko Loureiro e Raphael Bittencourt e col nuovo cantante Edu Falaschi.

Partiamo ovviamente dall’abbandono da parte di Andrè Matos e compagni, risalente a circa un anno fa…

“( Rafael) Penso che avessimo interessi troppo diversi, sia per i progetti sia per quanto riguarda il concept vero e proprio che c” dietro gli Angra. Negli ultimi anni abbiamo seguito molte direzioni diverse ed per questo che io e Kiko volevamo tornare alle nostra radici, a quello che era il progetto Angra quando abbiamo iniziato. Gli altri non erano d’accordo e hanno deciso di andarsene, volevano sperimentare altre strade. Si è trattato più che altro di divergenze musicali, come puoi capire…”

Che tipo di feedback avete ricevuto dai fans dopo l’annuncio dello split con Andre, Luis e Ricardo?

“(Rafael) Sono stati molto sorpresi, ovviamente. Ed erano spaventati poiché non sapevano quale sarebbe stato il futuro e poiché non sapevano quale fosse il ‘segreto’ dietro la musica degli Angra… temevano che con questa scelta scomparisse anche tutto quello che gli Angra sono stati in passato. Con questo disco invece vogliamo dimostrare che la badn è ancora qua, è viva e vegeta, che il concept esiste ancora, che gli Angra sono sempre se stessi anche se con membri diversi.”

Già ai tempi di ‘Fireworks’ girava voce che ci fossero dei contrasti all’interno della band e che Matos fosse sul punto di abbandonarvi… c’era qualcosa di vero?

“(Kiko) Sì, prima di registrare ‘Fireworks’ abbiamo ricevuto una lettera dall’avvocato di Andre che ci preannunciava la sua decisione di abbandonare il gruppo. Nonostante questo avevamo deciso di registrare il disco, con o senza di lui. Era un disco importante per il gruppo, a cui tenevamo moltissimo tutti quanti… è sicuramente un disco diverso dagli altri, perché avevamo ormai perso il concept originale della band. E infatti i fan non hanno apprezzato molto… nel senso che c’erano alcune cose nell’album che non sono piaciute, probabilmente perché erano troppo distanti da quello che sono gli Angra.” Edu, è stato difficile per te sostituire Matos nel gruppo? Voglio dire, hai sentito il peso della responsabilità sulle tue spalle, ti ha condizionato tutto questo?

“(Edu) No, non è stato difficile. Sapevo di avere di fronte una grande opportunità che non potevo sbagliare, ma d’altronde era da una vita che l’aspettavo. Certo, una grande responsabilità, su questo non ci piove… però ero pronto ad affrontare il compito che mi aspettava. In Brasile poi ho una certa fama e questo mi ha aiutato ad avere fiducia nei miei mezzi. Ovviamente ho studiato molto, mi sono esercitato moltissimo specie sui pezzi più vecchi perché voglio essere in grado di fare un grande lavoro sul palco. Penso che andrà tutto benissimo in ogni caso…”

E’ stato difficile trovare le persone giuste per sostituire gli altri ragazzi?

“(Raphael) No, perché la scena brasiliana sta crescendo moltissimo, ci sono moltissimi buoni artisti che stanno dimostrando le loro capacità;. I ragazzi che abbiamo scelto noi sono quelli che spiccavano maggiormente nella scena brasiliana per le loro incredibili doti. Inoltre i fan li avevano già scelti come nuovi membri degli Angra, persino prima che li contattassimo noi! La scelta quindi è stata molto facile e naturale, guardando al loro background, alla creatività e alla preparazione tecnica.”

Te lo chiedo perché giravano voci tempo fa secondo le quali avevate contattato anche alcuni cantanti italiani per sondare la loro didponibilità a diventare membri degli Angra…

“(Kiko) Voci che sono circolate su internet, semplicemente (siamo proprio sicuri?? N.d.a.) . Edu e gli altri come diceva Raphael erano entrati negli Angra ancora prima che iniziassimo a parlare di questa possibilità, erano stati già scelti dai fans.”

Ok, ok. Quando vi siete trovati a dover lavorare sul nuovo album, avete sentite pressione intorno a voi? Una nuova line-up, tre album di grande successo alle spalle, dei fan che vi aspettano al varco per vedere se gli Angra meritano ancora la fama che li accompagna…

“(Kiko) Certo, all’inizio è stato difficile. Però man mano che componevamo i pezzi diventavamo sempre più fiduciosi nei nostri mezzi. Ovviamente poi ci siamo tenuti in contatto coi fan per capire anche cosa si aspettavano loro. Abbiamo sentito la loro fiducia intorno a noi è; questo è stato senz’altro positivo. Inoltre quando abbiamo mandato i primi demo alla casa discografica, questi sono piaciuti moltissimo e questo ci incoraggiati ulteriormente.” Immagino che siate già al lavoro per programmare un tour…

“(Rafael) Sì, saremo in tour in Brasile fino a fine anno, poi in primavera cominceremo il tour mondiale, che ovviamente passerà anche dall’Italia. I fan dovranno aspettare fino a marzo, ma ne varrà la pena…” Che tipo di feedback avete ricevuto finora sul nuovo album?

“(Kiko) Direi un ottimo feedback! Siamo stati in Giappone qualche tempo fa, abbiamo fatto ascoltare il nuovo disco in anteprima ad alcuni fan e a loro è piaciuto moltissimo quello che abbiamo fatto. Hanno capito che siamo risuciti a tornare alle origini del progetto Angra, senza però suonare datati… abbiamo accentuato l’aspetto legato alle nostre radici brasiliane, ci sono parti più progressive e in ogni caso si tratta di un album molto heavy. La gente finora pare averlo apprezzato moltissimo.”

Molta gente considera ‘Holy Land’ un vero e proprio capolavoro, che poteva segnare una nuova evoluzione non solo per le sonorità degli Angra, ma anche per la scena metal in generale.

“(Kiko) E’ vero, ma penso che sia un’impressione che hanno soprattutto gli ascoltatori europei. In Brasile non è così, forse perché la gente è più abituata a sentire queste influenze percussive e latine nella musica, quindi non ci fa molto caso. Certo, non è usuale che una band metal mischi queste influenze col metal classico… però l’uso di certi strumenti che avevamo usato in quel disco è molto comune nella nostra terra, per questo in Europa questo aspetto è sentito in maniera più forte. La cosa positiva è che mentre all’inizio alcuni sembravano un po’ disorientati da quel disco, ora sembrano aver compreso in pieno il suo significato: hanno capito che gli Angra possiedono una propria personalità, che si differenziano dalle altre metal band. E ora c’è un sacco di gente che ci chiedono di quei brani, degli strumenti che abbiamo usato eccetera eccetera. All’inizio non era così, invece, c’era più diffidenza attorno a quel lavoro. Il difficile in quello che facciamo è bilanciare le diverse influenze, compresi gli spunti latini: se non bilanciamo bene questi spunti potrebbe risultare un lavoro troppo sbilanciato e poco interessante.”

“(Raphael) E’ come se una band tedesca si mettesse a mischiare la musica popolare con il metal… magari all’estero lo troverebbero interessante, ma dubito che all’inizio in Germania qualcuno sarebbe interessato alla cosa…”

“(Edu) Riesci ad immaginare un gruppo metal italiano che comincia ad inserire parti di tarantella nei suoi brani ad esempio? Ahahahah, sarebbe divertente!!!”

La nuova line-up ha potuto contribuire al nuovo album? E’ stato importante il loro contributo?

“(Kiko) Sì, decisamente. Edu ha scritto alcuni brani per il disco, ad esempio, Tutti sono stati fondamentali in fase di arrangiamento dei brani, hanno contribuito con molte idee e soluzioni.”

A questo proposito Edu, quando ti sei ritrovato a dover comporre brani per gli Angra ti sei preoccupato di adattare il tuo stile alla musica degli Angra o hai semplicemente seguito la tua vena creativa?

“(Edu) Probabilmente un mix delle due cose… amo scrivere i brani nel mio stile, con le mie influenze, ma dall’altro lato devo cercare comunque di fare in modo che le mie idee possano adattarsi agli Angra. Quindi quando scrivo ora scrivo pensando agli Angra, cerco di concentrarmi su questo.”

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