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Josh Todd & The Conflict: “Story Of My Life” – Intervista a Josh Todd

Sappiamo tutti che Josh Todd è il leader e cantante dei rocker statunitensi Buckcherry, ma forse non tutti sanno che il frontman ha da poco messo insieme un’altra band assieme al fidato amico chitarrista Stevie D chiamata Josh Todd & The Conflict. Incuriositi dal grande clamore intorno a questo nuovo progetto lo abbiamo contattato per saperne di più.

Ciao Josh e bentornato su Metallus. Iniziamo subito l’intervista parlando di questa nuova band, Josh Todd & The Conflict. Come è nata l’idea di formare questo nuovo gruppo?

Volevo dar vita ad una nuova band e dare un po’ di riposo ai Buckcherry ed è stato il momento perfetto. I Conflict sono nati dopo che io e Stevie ci siamo trovati per scrivere e realizzare un Ep sotto il nome di Spraygun War. Si trattava di un progetto elettronico a cui abbiamo dato vita quando ci trovavamo in tour con i Buckcherry l’anno scorso. Ci siamo davvero divertiti tanto nel realizzarlo e abbiamo scoperto di avere un’ottima chimica nel comporre e quando mi sono ritrovato a casa a tour finito gli ho detto che volevo una rock band di quattro elementi e da quel momento sono nati i Conflict.

Stevie D dei Buckcherry fa  parte della formazione chi sono gli altri musicisti coinvolti?

Sean Winchester (Everclear) alla batteria e Greg Cash al basso. Questa band è letale.

Il nome  del gruppo ci incuriosisce molto c’è dietro un significato particolare?

Ho sempre amato la parola Conflict e quando ero un ragazzino e ascoltavo dischi punk rock è uscita spesso. Volevo dare un nome alla mia band  che non fosse solo Josh Todd. The Conflict è perfetto.

Rispetto al sound più rock oriented dei Buckcherry con questo nuovo gruppo abbracci sonorità più aggressive ed immediate, quasi una valvola di sfogo che emerge in  “The Year Of The Tiger”. Sei d’accordo e come descriveresti il sound della band?

Questo lavoro segue di più le linee stilistiche delle band in cui militavo prima dei Buckcherry e Stevie mi conosce sin da quando avevo diciannove anni e sapeva proprio dall’inizio quello che volevo realizzare musicalmente.

Puoi dirci  del processo di scrittura di questo album e sopratutto di due brani che hanno catturato la nostra attenzione, la potente “Inside” e “Rain” Di cosa trattano questi pezzi?

Inside” parla del “punto di rottura”. Lotto molto con me stesso nella testa e qualche volta diventa tutto molto scuro, con questo brano faccio uscire la parte cattiva di me così posso stare meglio. “Rain” è una storia che parla di un ragazzo che vive come se il karma e le conseguenze non esistessero, un vero fuorilegge con una nuvola nera che aleggia sempre sulla sua testa.

E invece cosa ci dici di “Fucked Up” e “Story Of My Life”? Il primo è uno dei prani più heavy che avete mai composto e anche vocalmente hai fatto un grande lavoro su quelle tonalità così alte, il secondo pezzo invece ha un vibe molto punk, siamo curiosi di sapere di più al riguardo.

Fucked Up” è abbastanza letterale e riguarda la mia vita e di come fosse un po’ in disordine in quel momento in cui ho composto il pezzo e c’erano molti individui che conoscevo da molto tempo e che si sono rivelati dei veri stronzi e quel poco di fede che avevo nella razza umana è diminuito ancora di più, così quando ho ottenuto la musica è diventato l’argomento perfetto da comporre. “Story Of My Life” è semplicemente questo, anche se i cambiamenti possono essere dolorosi alle volte è assolutamente necessario crescere e quella canzone è stata la mia transizione verso il grande ignoto.

Nell’album è presente anche una cover di “Erotic City” di Prince. Sei un suo fan e come è nata l’idea di includerla in questo lavoro?

Io e Stevie amiamo Prince e siamo stati davvero colpiti dalla sua morte. Ho sempre amato il vecchio e cattivo Prince così ho pensato che sarebbe stato figo realizzare “Erotic City” dandole il sound dei Conflict. Credo che abbiamo fatto davvero un buon lavoro.

Cosa ci puoi dire dei Buckcherry, qualche novità riguardo la band e puoi far luce anche sul recente cambio di line-up?

I Buckcherry si trovano nel posto giusto, lo sono da tre anni e con dei grandi musicisti. Abbiamo fatto concerti fino a febbraio e la line-up non potrebbe essere migliore. Sean Winchester sta facendo un doppio lavoro per me alla batteria sia nei Conflict che nei Buckcherry e Kevin Roentgen alla chitarra è stupefacente. Io e Stevie lo conosciamo da tantissimo tempo e suonare finalmente assieme a lui in una band è grandioso, è un ragazzo dal grande talento e sopratutto una persona simpatica da avere intorno.

Avete pianificato dei tour con questa nuova band? Ci sono possibilità di vedervi in Europa e magari anche da noi in Italia?

Year of the Tiger” di Josh Todd and the Conflict uscirà il quindici settembre in tutto il mondo e inizieremo il tour ad ottobre negli Stati Uniti che poi arriverà nel Regno Unito e in Europa l’anno prossimo. Non vediamo l’ora! Lo show dal vivo è da paura.

 

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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