Steel Attack: Intervista a John Allan

Innanzitutto vi chiedo di presentare il nuovo album. Ho visitato il vostro sito, dove dichiarate che ‘Enslaved’ è un disco completamente diverso dai suoi predecessori. Cosa lo distingue a vostro parere?

“Pensiamo che ‘Enslaved’ sia un album completamente differente rispetto alle prime uscite, sia da un punto di vista lirico che da un punto di vista musicale. Negli ultimi tempi la band è stata soggetta a diverse defezioni, ci siamo ritrovati a dover ricostruire la line-up partendo da zero, e per noi è stata una sorta di rinascita. A parte il nome che è sempre lo stesso, adesso gli Steel Attack sono una band completamente nuova e non hanno nulla a che vedere con il vecchio gruppo.”

Ci puoi presentare Ronny Hemlin, il nuovo singer? Quanto è stato importante il suo contributo per l’album? Quali sono le sue precedenti esperienze?

“La sua voce è ottima per gli Steel Attack. Abbiamo avuto occasione di ascoltarlo per la prima volta sull’album degli Story Teller dal titolo ‘Tales Of A Holy Quest’ e la canzone che più ci ha impressionati era ‘Chamber Of Torture’. Quando lo abbiamo chiamato per le audizioni sapevamo già cosa aspettarci da lui e la sua prova lo ha confermato un front man perfetto per la band. Nel corso degli anni Ronny ha militato in numerose cover band e in tanti piccoli gruppi underground.”

Spesso Ronny ricorre alle growling vocals. In base a questo pensate dunque che nel corso del tempo il sound degli Steel Attack si appesantirà?

“A dire il vero sull’album le growling vocals di Ronny sono sovrapposte a quelle di Jonas Kjallgren (ex Carnal Forge), che ci ha dato una mano, ma lo stile growl di Ronny non è affatto male, soprattutto quando è ubriaco, eh, eh, eh! E’ probabile che il nostro sound si farà più heavy in futuro, ma non saprei cosa dirti per quanto riguarda la voce. Il timbro vocale dipende da molti fattori: il ritmo delle canzoni, il loro contenuto lirico…”

Il background lirico è relativo alla religione. Cosa ne pensate di questo argomento? Il termine ‘enslaved’ può essere riferito all’uomo reso ‘schiavo’ dalle dottrine religiose?

“Dal nostro punto di vista la religione è la causa principale di tutto questo tremendo casino che sta succedendo nel mondo. Prendi il fondamentalismo islamico ad esempio: i leader religiosi fanno credere alla gente che uccidere è un atto nobile se compiuto per il volere di un dio e che con questo possano guadagnarsi un posto in paradiso.

Inoltre l’album riguarda quegli uomini e donne schiavizzati dalle religioni. Pensa a coloro che vivono in società il cui il potere politico e religioso coincidono: essi sono costretti ad agire e a pensare con la costrizione, impauriti di ciò che potrebbe accadergli se si comportassero diversamente. Sia chiaro però che non ce l’abbiamo con la Chiesa o con la religione in sé, il nostro nemico è il fanatismo.”

I testi hanno delle fonti di ispirazione particolari o sono suggeriti da impressioni ed eventi personali?

“Sono in parte basati su dei fatti reali e in parte su impressioni o punti di vista personali. Il loro contenuto è narrato in terza persona, da un qualcuno che vede le cose al di fuori da ogni credo religioso.”

Una domanda sorge spontanea, per quanto distante dall’ambito musicale: cosa pensate dell’attuale stato di guerra in Iraq, di una vicenda in cui religione, politica ed economia si confondono spesso tra loro?

“Una guerra non è mai giusta, non importa cosa l’abbia causata. Ma come si può uccidere qualcuno nel nome di dio??? E pretendere poi la salvezza? Ma quale dio potrebbe mai volere tutto questo? Non può esistere un dio simile! La guerra è comunque qualcosa di sbagliato a priori, è sempre e solo causa di dolore.”

Tornando all’argomento musica, quali band annoverate tra i vostri principali ispiratori?

“Hummm…essendoci tre nuovi membri nella band influenzati ciascuno da diversi artisti, diventa piuttosto difficile rispondere ad una domanda simile! Diciamo che ciascuna delle nostre influenze serve a formare una parte integrante del sound degli Steel Attack.”

Sono previsti dei live dopo l’uscita dell’album? Pensate che Ronny se la saprà cavare bene nel ruolo di front man e che porterà nuova linfa ai vostri show?

“Sì, ci saranno diversi show…Per cominciare ci sarà il tour europeo insieme agli Exciter (potrete trovare le date esatte e i luoghi sul nostro sito http://www.steelattack.com) e se le cose vanno per il verso giusto, partiremo per un breve tour in Asia la prossima estate. Ronny ce la metterà tutta per intrattenere il pubblico nel modo giusto, ama molto la nostra musica ed ama esibirsi dal vivo. Non abbiamo mai affrontato i live con l’attuale line-up e sarà necessario fare un po’ di “rodaggio” ma una cosa è certa: ovunque andremo lasceremo il segno!”

Ultimo ma non per importanza…cosa vi aspettate dall’uscita di ‘Enslaved’?

“Innanzitutto che venda molto, eh,eh,eh! Seriamente, ci piacerebbe raggiungere un pubblico vasto e che sappia apprezzare l’album per ciò che è senza fare degli inutili paragoni con i vecchi dischi che sono cose completamente differenti. Non rinneghiamo il nostro passato, siamo ancora orgogliosi dei vecchi album, ma i tempi cambiano, è giusto crescere e maturare.

Grazie per l’intervista!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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