Annihilator: “Ten Years In Hell” – Intervista a Jeff Waters

Allora Jeff, iniziamo a parlare del vostro DVD ‘Ten Years In Hell‘. Ce lo vuoi descrivere? Si tratta di una raccolta celebrativa?

“Una specie di raccolta, sì. Questo ‘Ten Years In Hell’ ci è stato chiesto con insistenza dai fan, con i quali, nei limiti del possibile, cerco di stare il più possibile a contatto via internet, per capire cosa vogliono e se sono soddisfatti di ciò che facciamo con la band. E’ una retrospettiva dei nostri primi dieci anni di storia, dal 1989, quando uscì il debut album ‘Alice In Hell’, fino al 1999, epoca di ‘Criteria For A Black Widow’, una sorta di “punto zero” che in definitiva segnava il ritorno degli Annihilator alle sonorità del periodo iniziale. Con questo lavoro abbiamo accontentato tutti quei fan che chiedevano una raccolta dei nostri video, senza aspettare che MTV li trasmettesse in orari improponibili, ah,ah! La mia idea iniziale era e rimane però, quella di realizzare un DVD con brani eseguiti dal vivo. Su ‘Ten Years In Hell’ ce ne sono alcuni, ma vorrei fare un lavoro più completo. Questo è il mio prossimo obiettivo, ci sto già lavorando sopra e potremmo parlarne già dall’inizio dell’estate. In definitiva tutto ciò che mi manca è un buon contratto per la distribuzione.”

Video ma non solo. Si direbbe che ci sia anche una sorta di “amarcord” che narra la storia della band…

“Il primo DVD è infatti una raccolta di video con in più alcuni spezzoni tratti da apparizioni televisive, vita on the road, live show, eccetera. Il secondo invece è un documentario nel quale racconto gli episodi salienti che hanno portato gli Annihilator ad essere ciò che sono oggi, con il contributo di alcuni musicisti che hanno suonato nella band in quel decennio.”

Pensi che ‘Ten Years In Hell’ sia una release “for fans only” oppure la suggeriresti anche a un giovane metalhead che volesse scoprire gli Annihilator?

“Entrambe le cose. I fan della band lo apprezzeranno sicuramente, il lavoro risponde a una loro precisa richiesta e poi è utile per scoprire tante cose sugli Annihilator che magari non sospettavano nemmeno. A chi non ci conosce ancora suggerirei di dare un’occhiata al DVD, ma onestamente preferirei che questi iniziassero a scoprirci con ‘Schizo Deluxe’! Io trovo che il nostro ultimo studio album sia in assoluto uno degli episodi migliori nella discografia degli Annihilator. In quel disco c’è di tutto…heavy metal, thrash metal, speed metal, metal moderno…è un riassunto preciso di tutto ciò che abbiamo fatto e insieme a ‘Never, Neverland’ e ‘King Of The Kill’ è uno dei miei album preferiti di sempre. Ecco, alle nuove leve che ancora non ci conoscono consiglierei di iniziare proprio da ‘Schizo Deluxe’ e poi di percorre la nostra discografia a ritroso, arrivando a ‘Alice In Hell’. Credo che sia il modo migliore per capire chi erano un tempo gli Annihilator e chi sono oggi.”

La grafica del DVD sembra rispolverare il periodo iniziale della band, riferendosi in tutto a per tutto agli anni di ‘Alice In Hell’ e ‘Never, Neverland’. Come mai questa scelta?

“Perché è una figata, ah,ah! A livello simbolico gli Annihilator sono ormai indissolubilmente legati all’inquietante figura di quella ragazza che scende le scale stringendo il suo pupazzo, mentre il “boogey man” (l’uomo nero, n.d.a.) l’attende alla fine del corridoio. E questo perché i nostri primi due dischi sono quelli più noti al pubblico. Così abbiamo deciso di adottare nuovamente la figura di Alison, combinandola poi a degli altri elementi visivi che dessero un’idea di…infernale, di…heavy metal!”

Mi piacerebbe sapere qualcosa sulla tua carriera. Sul DVD c’è una traccia che mi incuriosisce in particolare: ‘Pre Annihilator Era’. Che era Jeff Waters in quel periodo?

“Era un giovincello completamente pazzo per la musica! Avevo un entusiasmo e un’energia enormi, fortunatamente non mi hanno mai abbandonato del tutto! All’epoca ero solito ascoltare musica più melodica di quella che ci si aspetterebbe…impazzivo per gli AC/DC, i Judas Priest, i Kiss i Van Halen, ma ascoltavo anche jazz. E’ stato John Bates, mio primissimo compagno di avventura, che mi ha spinto verso lo speed e il thrash metal, quello stile che poi sarebbe diventato anche il nostro.”

E quali artisti e chitarristi soprattutto, pensi che abbiano influenzato il tuo stile così particolare e in generale il tuo approccio alla musica?

“Non solo chitarristi in effetti, perché in vent’anni per gli Annihilator ho fatto proprio tutto. Ho suonato soprattutto la chitarra, questo è vero, ma ho anche suonato il basso, cantato, composto, ho fatto proprio tutto! Non c’è un artista in particolare che mi ha influenzato, sono sempre stato un ascoltatore molto elastico e curioso. Se devo fare dei nomi ti direi su tutti Eddie Van Halen e Geddy Lee, ma sono state soprattutto le grandi band a influenzarmi: Judas Priest, Iron Maiden, AC/DC, Exciter, Exodus, Slayer e molti altri.”

Gli Annihilator si formano ufficialmente nel 1984 e da allora ci sono stati innumerevoli cambi di line-up. C’è qualche musicista in particolare con cui sei stato lieto di aver collaborato e con il quale lavoreresti ancora?

“Dunque…spesso mi viene chiesto se gli Annihilator siano un mio progetto personale, ma io rispondo di no, rispondo che siamo una band. Tuttavia io sono il principale compositore nonché responsabile e trovo doveroso cambiare nel corso del tempo. Se al giorno d’oggi gli Annihilator suonassero come ai tempi di ‘Alice In Hell’ ci sarebbe qualcosa di sbagliato e la gente si sarebbe già stufata di noi. Non voglio che la band si fossilizzi su di un unico genere, e per questo è stato giusto che la line-up cambiasse. I musicisti che hanno collaborato con me hanno portato idee e stili differenti, questo ha fatto sì che gli Annihilator proponessero sempre qualcosa di nuovo. E credo che sia giusto così. Non credo che ci sia una o più persone in particolare con cui sia stato contento di aver lavorato, ognuno ha dato il suo contributo alla band e per questo non posso fare a meno di ringraziare tutti coloro che hanno suonato negli Annihilator. Se però devo proprio scegliere, ti direi che la line-up migliore è quella di ‘Never, Neverland’, in assoluto il mio disco preferito. Sono comunque molto soddisfatto anche della line-up di ‘Schizo Deluxe’, che per il momento è stabile, ma in futuro si vedrà.”

E in due decenni “on the road” non ti è mai capitato qualche episodio strano, divertente che non riesci proprio a dimenticare?

“Sono troppi, ah,ah! Me ne sono capitate di tutti i colori…quando fai questo lavoro non sai mai cosa ti aspetta! Voglio ricordare però il tour europeo con i Judas Priest nel 1991, è stata un’esperienza fondamentale che a livello personale mi ha insegnato tantissime cose.”

Levami una curiosità: tutte le volte in cui ho visto gli Annihilator suonare dal vivo, ho sempre notato la tua espressione incredibilmente divertita! E’ come se sul palco tu volessi solo spassartela il più possibile! E’ vero?

“Sì, è vero! Vedi, io questo lavoro lo faccio solo perché amo la musica metal, non mi è mai importato molto di diventare famoso nel circuito mainstream o di raggiungere il successo planetario di alcune band pop. Suono perché amo la mia musica, perché cerco di portare avanti questo discorso con tutta l’onestà e la coerenza possibili. Ed è giusto che io sul palco mi diverta, io e gli altri nella band, perché se non ci divertiamo noi per primi probabilmente non lo farebbe nemmeno il pubblico!”

Avremo l’occasione di vedervi dal vivo in Italia anche quest’anno?

“Sì, sarà nel contesto dei festival estivi. Per una eventuale data da headliner non saprei ancora dirti con precisione.”

Posso avere un tuo breve commento “a caldo” su ogni episodio della discografia degli Annihilator?

“Certo! Partiamo con ‘Alice In Hell’, il nostro debut album, datato 1989. E’ il tipico thrash metal album, aggressivo ma molto tecnico. E’ tuttora il nostro album più noto e più venduto, ebbe un grande successo all’epoca e ci valse un tour americano insieme ai Testament.

‘Never, Neverland’, del 1990, è in assoluto l’album degli Annihilator che preferisco. La componente thrash è un po’ smussata a favore di un sound più classico, che puoi sentire sia nei riff di chitarra che nella sezione ritmica. L’anno successivo partimmo per il tour europeo insieme ai Judas Priest, è stata un’esperienza indimenticabile!

Nel 1993 esce ‘Set The World On Fire’, una release molto criticata dai fan perché aveva un appeal più melodico e commerciale. Ancora oggi non riesco a capire perché, il trade mark degli Annihilator era assolutamente distinguibile. Anche il successivo ‘King Of The Kill’, un altro dei miei album preferiti, è un lavoro piuttosto distante dal thrash. E’ un disco di metal classico molto influenzato da Iron Maiden, Judas Priest e dalla New Wave inglese.

‘Refresh The Demons’ e ‘Remains’ sono invece due lavori che vorrei dimenticare. Sono in assoluto gli episodi più trascurabili degli Annihilator, quel periodo (siamo a metà degli anni ’90, n.d.a.) vide una grossa crisi del metal e anche per noi la situazione non era rosea. A livello personale ho anche avuto diversi problemi.

Nel 1999, con il rientro in formazione di Randy Rampage (vocalist già su ‘Alice In Hell’, n.d.a.), registrammo ‘Criteria For A Black Widow’, un disco che recupera le nostre sonorità iniziali. Alla luce del ritorno del thrash metal, ebbe un notevole successo.

‘Carnival Diablos’, del 2001, è il primo album con Joe Comeau alla voce, un buon disco di metal classico, molto tagliente ed aggressivo. Preferisco però il successivo ‘Waking The Fury’, che vede il ritorno di Randy Black alla batteria (Randy era già stato dietro le pelli tra il 1994 e il 1996, n.d.a.).

Nel 2004 esce invece ‘All For You’, il primo con Dave Padden alla voce. Il disco ricevette molte critiche, perché troppo commerciale e moderno, alcuni ci accusarono di essere diventati una band “nu-metal”. Chissà poi perché, io lo considero un’evoluzione molto interessante e soprattutto coraggiosa, visto che si tratta di qualcosa che gli Annihilator non avevano mai fatto.

E finalmente arriviamo a ‘Schizo Deluxe’! ‘Schizo’, insieme a ‘Never, Neverland’ e ‘King Of The Kill’, è l’album degli Annihilator che preferisco! E’ in assoluto la perfetta sintesi tra il passato e il presente della band.”

Dopo la release del DVD vi esibirete dal vivo o vi concentrerete sulla composizione del nuovo materiale?

“Entrambe le cose. Faremo alcune date, dopodiché inizieremo a comporre.”

Hai già qualche idea? Riesco a strapparti qualche anticipazione su di un possibile nuovo disco?

“Guarda, di idee io ne ho sempre tantissime, e ti giuro che se facessi questo lavoro per denaro mi chiuderei in uno studio di registrazione per incidere ogni minima cazzata che mi salta in testa! Solo con il materiale che ho scartato nel corso del tempo, potrei tirare fuori almeno quattro album! Ma vedi, non mi piace lavorare così, non sarebbe giusto…Per questo voglio serbare il tempo necessario per lavorare su del buon materiale.”

Jeff, per noi di Metallus è tutto! Vuoi cortesemente lasciare un messaggio ai nostri lettori?

“Certo! Non perdete ‘Ten Years In Hell’ se siete curiosi di sapere qualcosa in più sugli Annihilator e se volete una buona collezione dei nostri video. Vi suggerisco anche di procurarvi ‘Schizo Deluxe’ se non lo avete ancora fatto, perché a nostro parere è veramente un ottimo album.”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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