Chaoswave: Italian attack! - Intervista

Chaoswave: Italian attack! – Intervista

Chaoswave

Autori di un album, “Dead Eye Dreaming”, forse non trascendentale ma sicuramente da annoverare tra i gruppi italiani più interessanti della “new metal generation” abbiamo avuto il piacere di scambiare un paio d’opinioni con i Chaoswave…ecco cosa ne è scaturito.

Ciao ragazzi, come avrete notato siamo rimasti leggermente delusi da “Dead Eye Dreaming”…questo però non ci vieta di tornare a parlarne con voi che l’avete creato: cosa rappresenta questo nuovo lavoro?

Fabio: Prima di tutto vogliamo ringraziarvi lo stesso per lo spazio che ci state concedendo, sia con la recensione che con questa intervista. Fare musica, come per tutta l’arte in generale, significa esporsi e mettersi in discussione, quindi bisogna essere pronti ad accettare ogni tipo di giudizio e quindi rispettare i gusti di tutti. Per noi "Dead Eye Dreaming" rappresenta un grande punto di svolta, abbiamo reso più cattivo il comparto ritmico, cercato di diversificare le canzoni e crediamo di aver reso più convincenti le partiture vocali dando maggiore fluidità. Anche ascoltando le critiche che ci venivano mosse dalla maggior parte delle recensioni, in cui si accusavano le voci di essere poco convincenti e che alcuni passaggi risultassero forzati.

Guf: Sfortunatamente non si può piacere a tutti. Però per fortuna abbiamo ricevuto così tante belle recensioni per questo album, che una brutta non butta giù.

Raphael: Io credo che "Dead Eye Dreaming" sia il miglior disco dei Chaoswave e non ho nessun dubbio a riguardo. Il disco precedente aveva una produzione più "rocciosa" ma molto più piatta. Credo che la qualità dei brani sia nettamente superiore e credo che questo disco sia un bel passo avanti nella personalizzazione del nostro stile. Riguardo la vostra recensione: non credo che si possano trovare similitudini con i Lacuna Coil se si esclude il fatto che abbiamo 2 cantanti come loro. Questo lavoro per noi è un passo molto importante e ne siamo tutti estremamente fieri.

Avete avuto qualche grana a livello di etichette discografiche ai tempi della chiusura della DVS…cosa ci potete dire al riguardo e siete contenti della vostra distribuzione attuale?

Giorgia: Siamo molto soddisfatti della nostra distribuzione attuale, è bello sapere che i nostri fan possono trovare il disco in qualsiasi buon negozio e presso praticamente tutti i mailorder. Siamo veramente contenti anche del supporto promozionale che l’etichetta ci sta dando, che è secondo me una delle cose che sono mancate al disco precedente.

Dal punto di vista dell’attività live si muove qualcosa tra Italia e estero?

Fabio: Diciamo che si muove molto di più all’estero che in Italia, suonare da noi è veramente difficile. Pensare che un gruppo come noi sia riuscito a suonare prima a Parigi, Berlino e Copenaghen piuttosto che Roma o Milano fa capire quanto sia differente la mentalità dei gestori. All’estero sei considerato un musicista e vieni rispettato come tale, spesso in Italia invece vieni considerato un perdigiorno che vuole scroccarti la birra, se poi suoni metal è la fine, sembra che stiano per arrivare i Visigoti…

Giorgia: Siamo alla ricerca di una booking agency che ci dia una mano in questo senso, anche se il fai-da-te ci ha sempre premiato finora, permettendoci di affiancare il nostro nome a quello di Opeth, Testament, Tarja, Entombed, che sono alcune tra le tante band con le quali abbiamo avuto l’onore di dividere il palco in questi anni. Vorremmo però portare la band ad un livello ancora superiore, e sembra che l’aiuto di una booking agency sia indispensabile per inserirsi nei tour e nei festival “giusti”.

Guf: Qui vorrei aggiungere che in particolare stiamo cercando nuovi collaboratori in Italia. Come ha detto Fabio, abbiamo suonato molto all’estero e troppo poco in "patria". Per noi il mercato più importante è quello italiano e speriamo di poter suonare molto più in giro per il paese con questo album.

Che tematiche trattano i testi delle vostre canzoni in generale?

Guf: Scrivo io quasi tutti i testi e le tematiche sono varie. Sul nuovo album, come si potrebbe capire dal titolo "Dead Eye Dreaming", ci sono molti testi sul "sognare". Nel senso di sperare in tempi migliori e vedere le speranze infrangersi. Un testo come "Fork Tongues And Foul Times" tratta della speranza e delusione che immaginavo, avesse una parte del popolo iracheno, quando sono arrivate gli americani per destituire Saddam Hussein. Il testo del singolo "10 Years of Denial" invece è molto personale, ma anche molto positivo, nel senso che parla della possibilità di "vivere" di nuovo dopo anni di uno stato mentale molto negativo.

Vi guardate intorno ed ascoltate altre band attuali o preferite riascoltare i classici del genere?

Fabio: Ognuno di noi 5 ascolta musica completamente diversa dagli altri, anche se abbiamo delle isole felici dove andiamo quasi tutti d’accordo. Ci piace sia tenerci aggiornati che rispolverare qualche vecchio classico, non è strano, quando siamo in macchina tutti insieme, passare da "The Wall" a "The New Black".

Guf: Ascolto metal da 20 anni ormai, ma non ho mai smesso di seguire la scena e le nuove uscite. A casa metto spesso diversi classici tipo Slayer, Metallica, Sanctuary, King Diamond, ma anche uscite "moderne" tipo Daath, Arch Enemy, Devildriver, Soilwork…

Qualcosa da aggiungere per i lettori di Metallus?

Raphael: Date una chance al nostro nuovo disco, siamo certi ne valga la pena!

Fabio: La nostra musica è un po’ come quelle persone che non fanno una grande impressione appena conosciute, ma man mano che le conosciamo scopriamo dei piccoli dettagli che ce le fanno apprezzare ogni giorno di più. Dategli più di qualche paio di ascolti e vedrete!

Guf: Una richiesta importane e umile ai lettori: In questi giorni passeranno su Rock TV in prima visione il nostro video del pezzo "10 Years of Denial". Guardate spesso Database e dovreste poterlo vedere lì entro poco. E’ un video piuttosto professionale e “molto obbiettivamente parlando”…una bomba.

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