Holyhell: "Darkness Visible" - Intervista con Maria e Francisco

Holyhell: “Darkness Visible” – Intervista con Maria e Francisco

Holyhell

In occasione della discesa in Italia per l’esibizione al Gods of Metal 2012 abbiamo modo di intervistare Maria Breon (cantante) e Francisco Palomo (tastierista nonché compositore principale) degli HolyHell, che ci hanno parlato del live, del nuovo EP e di tanto altro ancora…

Inizierei questa intervista post concerto con una domanda sul nuovo album “Darkness Visible”; il titolo dell’EP è il medesimo?

Maria: “No, l’EP si intitola “Darkness Visible – The Warning” al contrario del full length che si intitolerà “Darkness Visible”.

Francisco: “Praticamente l’EP è come una “avvertimento” di ciò che sarà il vero e proprio album, anche se le canzoni saranno leggermente differenti.”

Cosa potete dirci dei testi del nuovo album? Che tematiche affronteranno?

Maria: “Io mi sono occupata di scrivere i testi e mentre nel primo disco parlavamo soprattutto di storie legate ad angeli e demoni questa volta ho trattato parecchio il lato oscuro, ho approfondito quest’aspetto creando un contrasto molto forte fra oscurità e luce.”

Francisco: “I testi quindi parleranno in questo caso più del lato oscuro ed anche la musica sarà più pesante; in questo modo musica e testi si amalgameranno alla perfezione. Posso aggiungere che le liriche tratteranno tematiche più personali, differenti rispetto a quelle del primo album che erano più dei racconti. Questi nuovi testi sono quindi più personali ed aperti a differenti interpretazioni.”

Quindi quest’album non è un concept e i testi trattano tematiche personali…

Francisco: “Non sarà un concept e i testi non trattano aspetti nostri, personali, ma più generali.”

Maria: “Sono testi in cui ognuno potrà identificarsi… l’oscurità che è presente nel mondo di tutti i giorni; una canzone dell’album parla per esempio della delusione relativa all’idea dell’esistenza di un Paradiso quando invece ci si scontra con la realtà che ciò che conta esiste ora.”

Sei atea Maria?

Maria: “No, sono una persona aperta e curiosa a tutto; molti ci interpretano in modo sbagliato perché non facciamo musica satanica e cristiana. Io ho i miei punti di riferimento in fatto di religione ma penso soprattutto che sia ora, il vivere quotidiano, il vero luogo in cui credere.”

Quindi i vostri testi non sono legati ad uno specifico credo religioso…

Maria: “No, tutto ciò che ci circonda è così affascinante e ci piace addentrarci nell’oscurità dell’universo e in ciò che nasconde.”

Oggi avete fatto un ottimo concerto qui al Gods ma cosa mi dici della serata Warm Up che si è tenuta ieri sera a Rho? Eravate presenti?

Francisco: “Era una serata organizzata sulla spinta dei fan per presentare il nuovo EP ma noi non eravamo presenti; siamo andati a dormire presto per essere freschi stamattina e prepararci come si deve al concerto. Specialmente per il cantante è molto importante il riposo ed andare a dormire presto. John Macaluso era pronto prestissimo stamane. Dovevamo prepararci bene perché abbiamo suonato a mezzogiorno con un caldo incredibile.

Abbiamo suonato qui con tante band importanti e per noi è stato un onore e avremmo suonato a quasiasi ora. E’ stata una grande occasione per noi.”

Una domanda per te in particolare Francisco; poco fa ti abbiamo visto suonare e sono rimasto colpito da quante tastiere utilizzi sul palco. Vuoi dirci quante ne usi e cosa usi in particolare?

Maria: “E’ terribile soprattutto per i nostri roadies; noi chiamamo la sua attrezzatura la “nave spaziale”.”

In effetti vedere tutti quegli strumenti sul palco e osservare come Francisco li suonava era uno spettacolo nello spettacolo.

Francisco: “Utilizzo sette tastiere che posso raggiungere con le miei mani e un paio di keyboard-guitar. Il motivo per cui utilizzo così tanti strumenti è che voglio riproporre on stage quel che registriamo. Noi come band non amiamo utilizzare basi preregistrate, ci sono band che lo fanno ma a noi non interessa. Abbiamo alcuni backing vocals ma preferiamo riproporre tutto live, orchestrazioni, suoni, ecc. Io adoro suonare in questo modo; la mia formazione arriva da Rick Wakeman, da John Lord e per me è importante seguire la loro lezione e portare tutto quello che registriamo live, senza usare basi.

Per suonare tutte le nostre orchestrazioni ho la necessità di utilizzare tutte le mie tastiere”

Maria: “E’ dura soprattutto per i roadies, eheh”

Francisco: “Purtroppo è così… ma se tu dal vivo senti un sound da orchestra e vedi che il tastierista suona una sola tastiera sappi che usa delle basi perché non è possibile riprodurre tutto con una sola tastiera; attualmente la tecnologia non lo permette; può darsi che un giorno sarà così… e sicuramente i roadies adoreranno quel giorno. Non è un caso che il mio roadies, Casey, sia il più forte e muscoloso del gruppo, sicuramente fa più fatica di tutti.”

Tu invece Maria non hai di questi problemi…

Maria: “No, io mi devo portare solo il mio microfono, eheh”

Francisco ha citato come tastieristi che l’hanno ispirato John Lord e Rick Wakeman; quali sono invece i cantanti più importanti per te Maria?

Maria: “Fondamentalmente mi sono ispirata a Barbra Streisand, Pat Benatar e Ronnie James Dio.”

Parlando ancora del modo in cui procedete a scrivere la canzoni… abbiamo scoperto che tu, Maria, scrivi i testi; chi si occupa invece di comporre la musica?

Francisco: “Io scrivo la maggior parte della musica.”

Maria: “Generalmente Francisco scrive la musica che poi viene arricchita anche dall’intervento di Joe per esempio… e la scrive cercando di abbinarla alle qualità della mia voce; generalmente io riesco a trovarmi a mio agio subito con le sue composizioni.”

E Joe Stump?

Francisco: “Joe Stump compone anche lui alcune canzoni e il suo modo di scrivere i pezzi è completamente diverso dal mio così riusciamo ad arricchire anche il sound della band. Per questo album molte delle canzoni che ho scritto sono per la chitarra. Quando compongo voglio che ci sia spazio per tutti gli strumenti. Nel disco ci sono alcuni assoli di basso e c’è un grande assolo di batteria in una song e tutto ciò dev’essere ben connesso al brano che eseguiamo.

Ora la band è ancora più matura e l’approccio che abbiamo a questi nuovi pezzi è più oscuro, più pesante, mentre alcune canzoni sono più luminose e melodiche… legate alla parte “Holy” del gruppo… insomma sarà un bel mix di suoni.”

Un altro aspetto che mi ha sempre incuriosito della vostra band è questo: vi ho visti per la prima volta nel 2005 a Geiselwind per l’Earthshaker Festival e la sorpresa è stata notevole perché non era ancora uscito nulla a vostro nome, né EP né album…

Maria: “Esattamente.”

Francisco: “Abbiamo suonato prima molto dal vivo e allo stesso tempo abbiamo composto; i pezzi sono nati on the road, mentre facevamo esperienza sul palco.”

Maria: “E’ stato molto importante per me iniziare in questo modo, dando più rilevanza all’aspetto live all’inizio perché ero inesperta; ho potuto mettermi alla prova come cantante e anche la band ha potuto mettersi alla prova. Noi vogliamo prima di tutto colpire gli ascoltatori con la nostra prova nel live show, poi con l’album in studio. Io rimango delusa se un gruppo nell’album mi sorprende e poi dal vivo non riesce a ricreare la stessa emozione.”

Per concludere volevo chiederti, Francesco, se hai ascoltato il nuovo album dei Manowar…

Francisco: “Ho ascoltato un paio di canzoni ma sono stato molto occupato e non ho avuto il tempo di sentir di più. Mi sono letteralmente chiuso nello studio di registrazione per l’EP; questa volta sono anche produttore dell’album e spesso dormo direttamente in studio.”

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