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Lonewolf: “The Fourth And Final Horseman” – Intervista ad Alex Hilbert

Alex Hilbert è la memoria storica dei francesi Lonewolf, band sulle scene ormai da più di vent’anni e recemente tornata in auge con il sesto album “The Fourth And Final Horsemen”. Il chitarrista ha risposto a domande che ci permettono di conoscere lo stile dei defender d’oltralpe per quanto riguarda lo scrivere i testi delle song, il registrare gli album, la fin troppo citata somiglianza ai Running Wild e tant’altro ancora…

Prima di tutto… chi è “The Fourth And Final Horsemen” citato nel titolo della vostra ultima release?
“È un mix fra le profezie dell’Apocalisse della Bibbia e l’arrivo dell’anticristo del film “The Omen”… ma prima di tutto è buon argomento per un album metal…”

I testi dell’album sono quindi legati fra loro in una sorta di concept o trattano diversi argomenti?

“No, non ci sono legami; parliamo sempre degli stessi argomenti: religione, fede, fratellanza… può sembrare un clichè ma non ci importa! Nelle nostre canzoni vogliamo trattare argomenti che “suonino metal”. Non siamo filosofi o predicatori ma soltanto metalheads!
Penso ci siano due tipologie di ascoltatori di metal: quelli che parlano inglese e che realmente ascoltano i testi (e probabilmente ridono parecchio!) e gli altri che ascoltano le melodie e si fanno investire dalle emozioni delle linee vocali più che da ogni altro strumento e che si concentrano sulle parole più forti che “suonano totalmente metal”! Io appartengo al secondo tipo di ascoltatore perché l’inglese non è la mia prima lingua e sono decisamente più interessato all’energia ed alla melodia che la canzone trasmette rispetto al reale senso dei testi.”

Come avete realizzato il nuovo album? Chi ha lavorato come produttore per il sound e dove? Chi ha scritto i testi e chi ha composto la musica? Infine… quali sono le fonti d’ispirazione per i testi dell’album?

“Abbiamo lavorato parecchio nel mio studio a casa, dove abbiamo cercato di far tutto il possibile ed il resto l’abbiamo concluso in uno studio famoso. Preferiamo procedere così perché come potrai immaginare registrare a casa tua non costa nulla e non ci sono pressioni, puoi metterci tutto il tempo che vuoi… al contrario registrare in uno studio famoso significa spendere un sacco di soldi ogni singolo giorno…
Abbiamo composto prima la musica dei brani; i testi li abbiamo scritti in un secondo momento ispirandoci alle tematiche clichè di cui ti parlavo oppure ad eventi legati alla nostra vita.”

Siete soddisfatti del sound ottenuto per l’album o adesso cambiereste qualcosa?

“Siamo molto contenti del suono che Charles dei Powerwolf è riuscito a dare alla band, davvero molto potente. Ci sono sempre dei dettagli che vorresti migliorare in ogni release ma secondo me questo è il nostro disco registrato meglio.”

Negli scorsi anni in molte recensioni si sottolineava che il vostro sound assomiglia molto a quello dei Running Wild… ora questa descrizione si addice ancora alla band e vi fa piacere oppure no?

“Noi suoniamo la musica che amiamo e ci sono sempre gli stessi ingredienti: chitarre super, batteria con doppio pedale, melodie… ma penso che qualsiasi scelta faremo verremo sempre comparati al sound dei Running Wild… In realtà nel gruppo l’unico “die hard fan” dei Running Wild è Jens (Borner, singer e chitarrista). Penso che il nostro sound è più impostato sul lavoro delle due chitarre rispetto a quello di Rock’n’Rolf e le linee vocali poi son davvero differenti.
Componiamo musica con il cuore, non siamo una band copia-e-incolla; è davvero fastidioso quando ti impegni a fondo nello scrivere musica e dopo anni ti leggi una recensione che dice: “questo album è un mix fra i Running Wild e la voce dei Grave Digger”… in ogni caso così va la vita!”

So che avete realizzato anche due canzoni in più che sono presenti nella limited edition dell’album; volete parlarcene?

“Si tratta di “Unknown Soldier” e “Raise The Flag”. La prima è il nostro primo strumentale ed è stato composto dal nostro batterista Antoine che sa suonare anche la chitarra più che bene; il secondo brano non è affatto male ma avevamo deciso di inserire dieci canzoni nell’edizione normale di “The Fourth And Final Horseman” e di conseguenza è diventato una bonus track.”

Ci sarà la possibilità di vedervi dal vivo in Italia per promuovere il nuovo album?

“Ci piacerebbe molto… vedremo come andrà l’album…”

Voi suonate metal da più di vent’anni e vi siete esibiti in Italia al Play It Loud festival, evento eccezionale e non ancora ripreso dedicato a tutti i metaller tradizionalisti. Cosa ricordate di quello show?

“Ho due ricordi in particolare. Prima di tutto ricordo che numerosi nostri fan francesi arrivarono allo show con speciali t-shirt su cui c’era scritto dal un lato “spikes and leather from France” e dall’altro “Lonewolf play (it) METAL fuckin’ loud in the back!”
E’ stato un ottimo concerto, uno dei primi in cui suonai il basso (adesso mi occupo della chitarra). Inoltre ricordo anche una bevuta storica con i ragazzi degli Exciter!”

“The Fourth And Final Horsemen” è il vostro sesto album ma voi siete originari di un paese che nonostante tutto non ha un gran numero di band famose per il vostro stile. Com’è la fan base del metal in Francia?

“Ci sono tantissimi fan e band qui; quando parli di metal francese tutti pensano ai gloriosi anni ’80 ed a gruppi come Sortilege, ADX o Vulcain, ma ci sono parecchie altre band giovani da scoprire nel nostro paese!”

Non avete mai pensato di scrivere qualche canzone in francese come i leggendari Sortilege?

“Considerando che il nostro cantante Jens è per metà tedesco direi che se comporremo mai una canzone in una lingua che non sia l’inglese probabilmente opteremo per il tedesco.”

Ok… Saluta tutti i vostri fan italiani che respirano metal!

“Grazie per il supporto che riceviamo da voi ormai da anni… spero che presto potremo vederci per un concerto dalle vostre parti, bere una birra e ovviamente mangiarci una buona pizza!”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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