Mister Kite: Inside The Fear – Intervista a Anton Johansson

E’ sempre difficile fare subito centro al primo tentativo. Ancora più impegnativo è replicare. Eppure i Mister Kite sembra non si siano preoccupati molto di ciò, riuscendo a sfornare un altro ottimo disco, dopo l’esordio avvenuto due anni or sono con ‘All In Time’. Percorsi musicali che si dilatano, procedendo verso destinazioni personali e propense a non porsi alcun limite, sempre e comunque. E’ il bassista Anton Johansson a raccontarci della sua band e del nuovo ‘Box Of Fear’.

Sfortunatamente, i Mister Kite sono una band ancora sconosciuta, specialmente qua in Italia. Di conseguenza, vorresti presentare il tuo gruppo ai nostri lettori?

"Sono ormai cinque anni che suoniamo insieme, la band è formata da Magnus Kristensson (chitarra), Anton Johansson (basso), Tomas Djurfeldt (tastiere), Alf Wemmenlind (voce) e Mats Bergentz (batteria). Abbiamo pubblicato fino ad ora due album, ‘All In Time’ nel 2002 e ‘Box Of Fear’ nel 2004. Per adesso abbiamo principalmente suonato in Scandinavia."

‘Box Of Fear’ è il vostro secondo album e si differenzia un po’ dal precedente. Le canzoni hanno un approccio più moderno ed aggressivo, a livello di groove siamo vicini ad alcune band crossover ed alternative e nel booklet citate e ringraziate gruppi molto diversi tra loro (Peter Gabriel, Trent Reznor, Sevendust, Devin Townsend, Motley Crue…). L’atmosfera generale si è fatta inoltre più cupa… cosa ci puoi dire riguardo l’evoluzione del vostro sound?

"Abbiamo intrapreso questa via già con ‘All In Time’ e sentivamo che fosse una strada che piaceva a tutti noi. Così si può dire che abbiamo continuato il nostro viaggio verso un perfezionamento del "nostro" sound senza cercare di suonare come qualcun altro. Ovviamente ci sono sempre riferimenti ad altri gruppi, ma sono soprattutto nell’orecchio di chi ascolta il disco."

Dietro ai brani c’è un concept. Ci potresti svelare qualche particolare riguardo la storia e come si relaziona con l’aspetto musicale? Cosa è il "Box Of Fear"? C’è qualcosa in particolare che vi ha ispirato nella realizzazione della trama?

"Ci siamo trovati a discutere su che tipo di aspettative avrebbe avuto la gente per un secondo album. Da queste discussioni riguardo come l’arte e la musica suscitano differenti reazioni in diverse persone è spuntato fuori una sorta di tema riguardante i sentimenti. Come se ogni sentimento avesse il suo contenitore o la sua stanza entro il corpo umano. Così abbiamo scritto dieci testi connessi a dieci sentimenti. Ci siamo trovati tutti d’accordo nel ritenere il più forte di questi la paura e di conseguenza abbiamo scelto come titolo ‘Box Of Fear’."

Quali sono le migliori condizioni per comporre canzoni? Seguite un procedimento specifico?

"Sì, tutto parte da Alf e Magnus che creano la struttura base dei pezzi nello studio personale di Magnus. Poi li presentano al gruppo e insieme ascoltiamo tutto ed iniziamo a provare il materiale. Le canzoni si evolvono grazie al contributo di tutti i componenti della band durante le prove. Alla fine io e Alf ci occupiamo dei testi."

Una domanda apparentemente sciocca: cosa significa Mister Kite?

"All’inizio ci chiamavamo Kite ma scoprimmo presto che c’erano tante altre band con questo nome nel mondo. Dopo aver cambiato diversi nomi in poco tempo, il nostro batterista suggerì di aggiungere semplicemente Mister davanti a Kite. Sapevamo che i Beatles avevano scritto una canzone riguardo ad un certo Mr. Kite, ma non ci siamo preoccupati di una vaga connessione con alcuni dei migliori compositori del mondo. L’idea ci è piaciuta subito e da quel momento siamo diventati i Mister Kite."

Avete pianificato un tour? Come cercherete di promuovere l’album?

"Proveremo semplicemente a fare più show possibile. Così, se conosci qualche festival italiano a cui possiamo partecipare, facci sapere!"

Adesso una domanda che faccio a quasi tutte le band svedesi, ma cerco ancora una risposta soddisfacente… Che mi puoi dire riguardo la scena rock svedese e la sua grande varietà di band di talento in ogni genere? Come è percepita questa situazione all’interno del tuo paese?

"E’ veramente fantastico che una piccola nazione come la Svezia riesca a produrre una gran quantità di grandi band. E’ principalmente dovuto all’ottima educazione musicale ricevuta fin da piccoli che qui si chiama "Kommunala Musikskolan" (scuola di musica municipale). Comunque sembra che debba venire da un altro paese se vuoi considerarlo un grande fenomeno, almeno nel metal o nell’hard rock. Infatti spesso scopri grandi gruppi su siti o riviste straniere e dopo sei mesi di ascolto ti dici: ‘…sono Svedesi?!?!’. Tuttavia non ne conosco il perché."

Ok, l’ultima domanda è più una richiesta. Per uscire dalla monotonia delle interviste, ti dò la possibilità di dire qualsiasi cosa tu voglia, ai nostri lettori, a chi è interessato a conoscere meglio il gruppo (o voi come persone), a chiunque.

"Ok, grande! Prendete il nostro disco, dategli una possibilità. Non scartatelo dopo un mezzo ascolto. Lasciatelo girare per un po’ e lasciatevi trasportare nella musica cui abbiamo lavorato molto intensamente. Non abbiamo creato un hit di tre minuti che dura per… tre minuti? Abbiamo provato a realizzare qualcosa di non ordinario, mescolando generi, suoni, sample e buona abilità musicale e crediamo di esserci riusciti. Allora, non tanto per il nostro interesse, ma più per il vostro, prendetevi del tempo libero ed aprite il Contenitore della Paura."

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