Sadist: Il vento in poppa! - Intervista

Sadist: Il vento in poppa! – Intervista

Sadist

Non capita molto spesso in un paese come l’Italia di trovarsi ad essere una band di culto, per di più riconosciuta come tale anche all’estero. I Sadist Innanzitutto complimenti per il nuovo splendido disco. Come ci si sente ad avere nuovamente sul mercato un disco come Sadist dopo tanto tempo? Nonostante la band si sia più trasformata che sciolta gli anni sono passati, ma mi pare di aver colto nelle nuove tracce una continuità straordinaria, come se la magia si fosse riaccesa al solo pronunciare la parola magica “Sadist”.

Tommy: la lunga pausa di riflessione ci ha fatto decisamente bene. Io ed Andy abbiamo ritrovato il feeling perso per strada negli anni scorsi, e con Alessio e Trevor ormai l’intesa artistica è consolidata. Siamo consci del fatto che ‘Sadist’ è il miglior disco che potevamo fare, finalmente ci sentiamo a posto con la coscienza, sappiamo di aver fatto le cose nel modo giusto. Ora dobbiamo soltanto concentrarci sull’aspetto live del nostro lavoro.

Trevor: per prima cosa grazie per le belle parole… in tutto questo periodo di silenzio le cose sono cambiate e non poco , sia artisticamente e musicalmente che umanamente , siamo maturati molto e le cose le vediamo in tutt’altra maniera , solo adesso eravamo pronti per un disco come l’ultimo Sadist.

Negli anni con l’esperienza, che è essenziale, abbiamo capito cose che prima neanche pensavamo, la lunga pausa riflessiva ci è servita molto, specie per ritrovare la nostra musica e lo spirito giusto per concepirla.

Oltre a ciò che è rimasto invariato, qualcosa sarà anche estremamente diverso immagino. Cosa si è riversato dalle tante esperienze di questi anni nel nuovo volto della band?

Trevor: Come dicevo prima quello che è cambiato è proprio il nostro modo di affrontare le situazioni, ci vogliono far credere che invecchiare sia sinonimo di negatività, ma non è sempre così. Da una bottiglia all’altra sono stati travasati momenti importanti della carriera singola di ognuno di noi, che in questi anni di separazione ha voluto incamerare per poi tirarli fuori al momento più giusto.

Nonostante le strade per un certo periodo si erano divise nella testa di tutti noi c’era la sfida , il mettersi in discussione, in fondo noi tutti speravamo di poter riprendere il cammino interrotto, doveroso era capire se veramente saremmo stati pronti a farlo. Comunque storia passata, ora ci troviamo nuovamente a scrivere la nostra musica ed a suonare dal vivo insieme, e questo è ciò che conta !

Avete già un’idea di come è stato accolto l’album? In Italia mi pare molto bene, anche a livello di vendite, ma all’estero come funziona? Il nome è rimasto conosciuto, avete canali promozionali e distribuzione? Sarebbe un vero peccato non trovare gli sbocchi giusti con un lavoro tanto valido.

Tommy: in paesi come Francia e Finlandia sta andando ottimamente. Anche in Italia i responsi sino ad ora sono più che buoni, e sicuramente dopo l’estate spesa a suonare sui palchi più prestigiosi, ci aspettiamo che le aspettative intorno alla band salgano ulteriormente. Ci stiamo affacciando anche su mercati nuovi, come quello russo e quello statunitense, e questo non può che essere un segnale positivo. E’ ancora presto comunque per trarre bilanci, il disco è uscito da poco più di un mese.

Trevor: a dire il vero le cose stanno andando bene, oltre le nostre aspettative, in Italia come giustamente dicevi il disco sta ricevendo ottimi responsi, quello che più ci fa piacere è appunto vedere attorno alla band serio interesse.

Anche fuori dal nostro paese si sta lavorando, il nome della band, grazie anche agli sforzi fatti diversi anni fa, è sempre vivo. Aver portato in giro per l’Europa il nome Sadist a qualcosa è servito. Parlare di cifre al momento non è facile, il disco è fuori da poco e dobbiamo anche considerare che fino ad oggi non abbiamo ancora suonato dal vivo, quindi le occasioni migliori per la promozione dello stesso devono ancora venire, in alcuni paesi, quali Germania e Stati Uniti hanno comprato la licenza e questo dimostra interesse nella band stessa.

Concludendo vorrei tranquillizzarti, da parte nostra faremo di tutto perché il disco arrivi il più lontano possibile …anche nella giungla più fitta !!!!!!!!!!!!

A proposito, ci sono modeste avvisaglie di un ritorno alla popolarità (almeno underground) di un certo genere techno-death-thrash con band come Atheist e Cynic che stanno guadagnando un piccolo consenso anche presso nuove generazioni che non li conoscevano. Pensate che la cosa si possa sviluppare finalmente in qualche stimolo verso una progressione di un genere come il metal che pare vivere ultimamente di cloni e mode passeggere (oltre che dei grupponi del passato).

Tommy: in realtà quello degli Atheist è stato un fuoco di paglia. Speriamo con Cynic, anche se mancano ancora all’appello alcune grandi band europee come Coroner e Pestilence. Sul discorso delle mode, non è certo una novità, la musica (ma non solo) vive di cicli, di ricorsi storici: ora siamo in un buon periodo, anche se forse una iniezione di sangue fresco nell’ambiente farebbe solo che bene. Ben vengano i gruppi storici, soprattutto se sono ancora in grado di far bene il loro lavoro, ma è vitale un cambio generazionale che sta un po’ tardando a venire.

Trevor: solo che cinque anni la musica hard, era alla ricerca del suono potente, dei riff di chitarra di primo impatto, band come Cynic , Atheist o Sadist erano state accantonate, c’era stato l’avvento del thrash metal moderno o nu metal che si vuol chiamare. Come giustamente diceva Tommy la musica come la moda è ciclica ed ecco qui ritornare la voglia di techno death.

Questa è la ruota del carro, che a volte cammina via in maniera fluida a volte invece s’inceppa per poi ripartire piano piano…

Comunque direi che a piccoli passi , anche da parte dei più giovani sembra essere tornata la voglia di sperimentare e specie di suonare death metal, ci sono diverse band interessanti tra quelle nuove. Per quanto riguarda il discorso delle similitudini o se vogliamo cloni a volte soprattutto agli inizi non è facile cercare e trovare la propria identità, quindi non colpevolizzerei troppo le band che vogliono imitare i tanto amati loro beniamini.

Avete programmato un estate interessante, con presenze prestigiose al Gods Of Metal e di spalla agli Iron Maiden, mentre l’anno passato avete partecipato all’Evolution. Come vi trovate a suonare in un Festival? E’ un dimensione adatta alla band?

Trevor: sicuramente la dimensione più adatta alla band è il live!

Suonare musica metal è anche sinonimo di apparizioni on stage, non avrebbe senso fare dischi e basta, il live credo sia il momento topico del progetto, quello più appagante…

I festival , specie quelli che hai citato sono situazioni importanti, qualsiasi altro concerto, anche nei super club non riesce ad avere la stessa atmosfera magica, i ragazzi nei festival sono molto più carichi e quello che riescono a trasmetterti è unico.

All’Evolution Fest dello scorso anno abbiamo ricevuto un’accoglienza pazzesca ed irripetibile , per noi è stato molto importante l’attestato di stima nei nostri confronti.

Ed ora ci aspetta il Gods Of Metal il 30 giugno , in tutti questi anni i ragazzi ci chiedevano quando avremmo suonato al festival in questione , finalmente ci siamo … Anche se, senza nulla togliere, lo show del 20 giugno con Iron Maiden e Motorhead è da noi quello più atteso, forse proprio per l’atmosfera che si andrà a creare nella splendida cornice dello Stadio Olimpico di Roma- Gli stadi di calcio in Italia non vengono quasi mai usati per la musica hard rock, quindi soddisfazione doppia !!!

Che opinione avete la scena italiana attualmente? Mi pare che il livello medio si sia alzato dai tempi pionieristici, ma la sostanza resti purtroppo ancorata ad una certa mancanza di strutture e per fare qualche passo fuori dall’underground conti più trovare l’appoggio giusto che darsi da fare con la qualità della propria musica.

Tommy: in Italia abbiamo grandi band, oltre ai soliti nomi storici poi stanno uscendo a fatica nuove proposte validissime, e piano piano anche le realtà ufficiali si stanno accorgendo del rock duro italiano. Certo, la saturazione generale, la scarsa vendita dei supporti fisici, alcune politiche non proprio lungimiranti fanno si che ancora l’Italia sia parecchio indietro rispetto al nord Europa, ma la qualità delle proposte musicali è l’unica base da cui partire.

Trevor: attualmente le band di ultima data possiamo dire che sono più preparate , anche se forse peccano di originalità , certo al giorno d’oggi pensare di essere originali non è facile. I mezzi , confrontando i risultati ottenuti dall’Italia fuori dal nostro paese sembrerebbero essere sempre gli stessi, ma credo fortemente lavorando nel settore che le cose stanno cambiando, ci sono sempre più festival estivi e diversi anche importanti, i locali si stanno accorgendo sempre più della nostra musica così come i media. Tutto a piccoli passi certamente, ma è importante lo sforzo, il tentativo di cambiare qualcosa. Sul discorso di trovarsi al posto giusto nel momento giusto penso fortemente che sia generalizzato, non crediamo che in Germania o in Norvegia le cose siano molto diverse, anche se alla fine quello che paga è la determinazione o testa dura, scegliete voi…

Quali sono le vostre aspettative per questa nuova uscita? Intendo a livello di vendite e marketing. Immagino che lo sforzo promozionale ci sia stato, e mi pare che anche le tempistiche siano state perfette, con l’arrivo sul mercato delle ristampe e poi la ripresa dell’attività live anticipata sull’uscita del nuovo album. Pensate la band da questa nuova partenza possa crescere ancora come popolarità?

Trevor: Tutti noi stiamo lavorando duro, cercando di dare la giusta visibilità alla band. Le aspettative sono sempre le solite, essere apprezzati è quello che più conta, suonare dal vivo il più possibile e continuare a comporre la nostra musica con serenità e passione.

Intanto a dire il vero non ho mai vissuto con il sogno di costruirmi una villa in California, anzi tutt’altro, quando sarà il momento preferisco ritirarmi sui miei monti.

Con la Beyond/Masterpiece di comune accordo abbiamo voluto ristampare prima il vecchio materiale, visto anche che i ragazzi ci chiedevano quei dischi da troppo tempo e poi lavorare a quello che sarebbe stato il nuovo capitolo della band, lo sforzo promozionale anche da parte loro è stato ed è notevole affinché la band possa sempre crescere, cercando di portare il più lontano possibile il nome stesso.

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