Buried Inside: Il Tempo Del Metal – Intervista

Una band non può venire fuori dal nulla con un disco di un tale livello -compositivo e qualitativo- e con un tema al di fuori dei soliti standard, senza rendere necessari alcuni chiarimenti. Un gruppo di ragazzi canadesi, di Ottawa, decidono (capiscono) che il metal è rivoluzione: di stile, di argomenti, di "abitudini". Il bello è che in ‘Chronoclast’ ci sono, queste "abitudini metal" (velocità, potenza, screaming e growl a volontà, tanta melodia, etc.), ma sono talmente originali che è molto difficile saper riconoscere le influenze e fare, dunque, una buona sintesi del sound di Buried Inside. E, a proposito del tema del disco, viene sfornato un concept album su nientemeno che IL TEMPO. Non il quotidiano… ma il tempo, proprio. Comunque, un album raffinato…

"Sì, è vero. Si tratta di un disco a tema unico, ma non un concept completo nel termine. Ossia, le canzoni non sono connesse tra loro. Hanno tutte lo stesso tema portante -il tempo- ma sono canzoni scritte separatamente, e infatti anche i titoli delle stesse sono scollegati tra loro, non c’è una logica sequenziale, o almeno, non esiste una logica stabilita a priori. Tutti i pezzi però parlano della stessa cosa, in modo diverso. E concordo sul fatto che il disco è molto curato, sia sotto l’aspetto grafico che sotto quello lirico. Ci siamo impegnati molto, su questi due punti, forse ancor di più che sotto il profilo musicale."

Ecco, avete avuto ostacoli considerevoli nel mettere giù le canzoni -e i testi, soprattutto- in modo che non andassero poi a creare un impasto troppo poco digeribile, rischio esistente in album dai temi complessi e articolati?

"Un po’ sì, ma non più di tanto. C’è stata la collaborazione di tutti. Ed essendo un tema piuttosto complesso e che riguarda tutti gli aspetti della vita, abbiamo deciso che era meglio unire le nostre idee e conoscenze, provenienti da passioni personali, da studi passati o dai libri, anche da quelli che si leggono prima di andare a dormire… Quindi non abbiamo corso il rischio che due persone scrivessero la stessa cosa, ci lavoravamo insieme. Musicalmente, invece, abbiamo fatto come chiunque altro. In sala si sono messe in pratica le idee che abbiamo avuto a casa, durante i giorni in cui non si provava insieme."

Quindi tutto regolare. Ma ancora non abbiamo posto la domanda giusta al posto giusto: a che proposito un album sul tempo, e che messaggio ci volete far arrivare, attraverso le vostre canzoni?

"Dunque, il tema del tempo è stato scelto per diverse ragioni. La più importante coincide con il messaggio che vogliamo trasmettere: il tempo regola le nostre vite, e i nostri ritmi. Siamo posseduti dal tempo che, in termini di utilizzo pratico, è un’invenzione dell’uomo. Quindi, ‘Chronoclast’ vuole dire che prima o poi, il tempo -l’uso che ne facciamo e la concezione che abbiamo di esso- sarà la nostra rovina."

Quindi secondo voi il tempo, come lo usiamo oggigiorno, e il modo in cui la vita viene applicata ad esso, è sbagliato?

"Non credo che il termine più corretto sia ‘sbagliato’. Invece, sono convinto che la parola da usare sia ‘innaturale’. Nel mondo degli altri animali il tempo è usato secondo leggi di natura, secondo ritmi differenti, e più lenti. Noi invece abbiamo sezionato il trascorrere del giorno e della notte, per usare gli spazi di ore come contenitori per le nostre attività. Va bene, ma ci porterà al collasso, secondo me. Viviamo in funzione dello scadere delle ore, siamo stressati, siamo irascibili a causa della fretta imposta dalla nostra partizione in timeslots delle giornate. E se il tempo, seguendo teorie di illustri sociologi, scienziati e matematici di un tempo, lo applichiamo alla gestione di diverse cose nella vita, per esempio il tempo come politica, oppure il tempo come valuta, come surrogato di religione, come imperialismo… si può capire come questo sia il fulcro della vita moderna, il seme da cui è nato il nostro moderno modo di vivere."

E’ un argomento difficile da trattare. Immagino che vi siate affidati a dei libri, viste le didascalie che regnano sotto i testi di ogni canzone. Lo considerate idealista, il vostro punto di vista?

"Oltre i libri, mi sono anche fatto una mia opinione, riportando il concetto del tempo alla musica. Funziona come i pilastri punk e rock di tutte le metal band di oggi. Il tempo è la colonna portante delle moderne tecnologie, dell’industria, del capitalismo, della politica, etc. Da quando l’uomo ha iniziato ad usare l’orologio, è nato tutto il resto. E’ idealista al cento percento la mia idea, sì. Hai presente la canzone ‘Time As Commodity’, e il detto ‘Il Tempo E’ Denaro?"

Sì. Incomincio a perdermi, però…

"AHAHAH, ok aspetta… Pensa ad una società in cui il tempo viene usato, invece che come regolatore delle nostre vite, come una moneta di scambio. Cioè tu puoi fare acquisti, affari, semplicemente mettendo a disposizione il tuo tempo, e finisce il concetto di soldi. Si inizierebbe una nuova era capitalistica, il capitalismo del tempo, e avere molto tempo, in questo caso, fa comodo. Esisterebbero i poveri di tempo, e i ricchi di tempo. Ma le parti sarebbero invertite, nella parte del povero ci sta il nostro mr.Miliardo Qualunque che, a causa della sua attività finora regolata dal tempo, ha tutto il giorno impegnato a produrre qualcosa che a lui non serve più: soldi. Quindi deve rivoluzionare la sua vita. Il tempo è, dunque, anche una rivoluzione. In questo modo tutte le vite avrebbero lo stesso valore -24hh- e anche la tua stessa vita, da te stesso, verrebbe considerata diversamente. Inoltre, come sarebbe possibile rubare del tempo ad una persona? Non ci ho ancora pensato… ma non vedo molte possibilità."

E’ un tema molto interessante. Faccio un tentativo di persuasione: il problema sarebbe comunque lo stesso. Ora la cosa di cui ci lamentiamo di più è la mancanza di tempo, figurarsi in una società in cui il tempo fosse una moneta di scambio. Avremmo ancora piu’ bisogno del tempo, a noi serve il tempo. L’uomo ha deciso di dividere la giornata in 24hh per poter meglio gestire la sua vita ad intervalli più regolari. Siamo dipendenti dal tempo.

"A mio modo di vedere, l’uomo ha la parte del Dr.Frankenstein, in questa situazione. Lui ha creato il mostro, ma è il mostro ad averlo sotto controllo. Tutti noi, secondo me, siamo assassini-di-tempo, possessori-di-tempo-, e servitori-del-tempo, soprattutto. Mi piacerebbe poter fare un esempio concreto ed applicarlo al mondo del metal e del punk, ma non ho in mente nulla di specifico, ora. E’ un argomento molto articolato e del tutto astratto. Si possono solo fare delle teorie a proposito. La domanda più giusta credo che sia ‘Come -o cosa- è il tempo?’ e la risposta più breve, seguendo i testi delle nostre canzoni, sarebbe: ‘Il tempo è – perché è stato- controllato, manipolato, esploso, istituzionalizzato, nazionalizzato, istruzione, distruzione…’ Tutto questo si trova nel nostro album. Questo è il motivo di ‘Chronoclast’. Non è una meditazione sulla fisica e la matematica nel tempo, o i paradossi temporali. Più concretamente, abbiamo cercato di rendere reale un concetto astratto. Per poterlo comprendere. Perché se non lo capiamo, ne diventiamo schiavi e, come ogni calendario ci insegna, i nostri giorni sono numerati."

Ecco una visione felice della vita, quello di cui avevamo bisogno…

"Ahahah, non è così nera…"

Anche musicalmente non lasciate molte speranze. Siete parecchio aggressivi, anche se siete riusciti a mantenere una buona melodia e una musicalità stilisticamente avanti. Non sono riuscito a riconoscere band ispiratrici nel vostro sound. Siete molto originali.

"Ti ringrazio, è una soddisfazione non essere il clone di qualcuno. In effetti non ci sono molti punti di riferimento perché ce ne sono troppi. Mi spiego: tutti noi giungiamo da esperienze passate molto differenti, qualcuno militava nel punk, chi in formazioni hardcore, altri ancora in gruppi puramente heavy metal. E poi, molti amici ci hanno aiutati a suonare nel disco: cinque musicisti impegnati tra violoncello, viola, violino, tromba… e Matt Bayles (prodottore di Mastodon, Botch, Pearl Jam, chitarra e produzione in These Arms Are Snakes… e tecnico del suono, pure – N.d.A.) all’organo."

Già, l’organo. Ma non ho sentito elettronica. Ultimamente c’è un interesse crescente verso l’elettronica, da parte del metal estremo.

"Sì, è vero. Ma a noi piacciono le corde. Non dico che non ascolto elettronica. Mi piace molto la variazione di suoni e la moltitudine di effetti che si possono generare, e inserire in un pezzo metal. Mi piacciono molto i Tarantula Hawk, per esempio, loro sono elettronici, e hanno un’anima metal. Ma per il nostro disco ci vogliono le corde, quindi chitarre, violini, etc. Tutto qui è suonato con strumenti naturali, nel senso che non abbiamo suoni preconfezionati da un sintetizzatore. Non ci piaceva l’idea."

Ti piacciono i Tarantula Hawk? Non lo avrei detto. Io li adoro.

"Ah! Molto bene ahahah! Sono fantastici. Quell’elettronica mi piace molto. Ma come ho detto, non mi va l’idea di concepire una serata in un club, con la band, ed esibirci con dei suoni preregistrati da un sampler o da un sintetizzatore avanzatissimo e versatile quanto vuoi ma che, come sai, non ha il calore di uno strumento a corda, seppur elettrico. Abbiamo anche i classici, poi…"

E in sede live avrete gli extra-strumentisti con voi?

"Ove possibile. Ci stiamo pensando, potrebbe essere interessante. Bisogna anche vedere gli impegni degli altri. Matt, per esempio, ha un sacco di altri lavori da seguire e non è detto che riesca a seguirci. O che voglia farlo. Non sappiamo ancora nulla. Tra l’altro stiamo schedulando in questi giorni alcune date e per il momento non abbiamo ancora nulla di pianificato ufficialmente. Bisogna attendere, nel frattempo qualche show dietro casa lo abbiamo fatto e la risposta sembra sia stata buona. Molti ragazzi ci hanno detto che dal vivo il disco suona bene e tira. Noi siamo d’accordo con loro, ovviamente ahah!"

Parlando proprio di casa, voi siete di Ottawa. Com’è la situazione metal nella vostra area?

"Mah, al momento non c’è molto da dire. Abbiamo un gruppo che pare interessante, si chiamano "Fuck The Facts". Ma ora il batterista si è spostato, per andare a suonare negli Exhumed, in California. Qua da noi non c’è una gran cultura per il metal. C’è molto di più dalle parti di Toronto, Montreal, Quebec City… "

Una domanda a bruciapelo. Primo disco, subito con Relapse, casa regina della musica estrema americana, oggi. Come va?

"Ah. Domanda facile, questa, ahah! Sul serio, va bene. Diciamo che siamo tutti molto entusiasti della cosa, anche perchè Relapse è come una grande famiglia. Tutti sanno cosa succede in casa, e tutti sono in contatto con i ragazzi. E inoltre, i principali gestori di Relapse sono anch’essi in band: Randall di Agoraphobic Nosebleed… poi ci sono Brutal Truth e Dysrhythmia nello staff… insomma, sanno come mandare avanti un’etichetta indipendente con impronta professionale e con passione allo stesso tempo. Se abbiamo bisogno di qualcosa si alza il telefono e si chiama i ragazzi a Philadelphia. E tutto accade molto in fretta. Sono svegli e hanno voglia di fare. Inoltre abbiamo avuto la fortuna di lavorare con Matt Bayles…"

Eh infatti, ti volevo chiedere appunto come è andato il lavoro con Matt, essendo anche un musicista in questo caso…

"Matt Bayles è un genio, una brava persona e soprattutto un amico. Ci ha dimostrato cosa significa vivere al 100% la passione per la musica e per il proprio lavoro/hobby. Lui è un tecnico di talento, un buon musicista, sa suonare un mucchio di strumenti, e sa come farti incidere un disco in modo che tutto stia al suo posto e non sconfini nel territorio adiacente. Un vero maestro."

Difetti?

"Non so se si può chiamare difetto, ma per quanto riguarda il missaggio e le fasi di registrazione, è un maniaco ossessivo! Praticamente riesce a stare 15, 16 ore in studio senza farsi problemi. Ci ha fatto ascoltare, suonare, registrare e mixare fino a farci sanguinare le orecchie. Siamo molto soddisfatti del risultato, ovviamente. Credo che abbiamo iniziato davvero forte. A proposito, siccome il disco è stato prodotto da Matt, uscirà anche su vinile, essendo lui un appassionato del vecchio disco nero."

Ecco. Capito?

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