Enslaved: Il Segreto Delle Rune – Intervista

I norvegesi Enslaved si riaffacciano sul mercato discografico con il nuovo studio album ‘Ruun‘, nono full-length per una band che nel corso del tempo ha evoluto il proprio sound da un viking di estrazione classica ad un black/epico ricco di sfaccettature. Nonostante ‘Ruun‘ sia più lineare rispetto al predecessore ‘Isa‘ (probabilmente l’highlight compositivo dei nostri), non mancano quelle venature a cavallo tra il progressive e la fusion che vanno a sposare l’essenza epica del sound Enslaved:

“Il nuovo album è più immediato rispetto al suo predecessore. Non abbiamo rinunciato alla parti progressive e ricercate che fecero la fortuna di ‘Isa’, ma ‘Ruun’ è un disco comunque più diretto, più vicino al viking metal a tutto tondo. Siamo maturati molto come musicisti e avremmo potuto intraprendere varie strade, ma non volevamo comporre un clone di ‘Isa’, ecco perché la preferenza verso un sound più essenziale ma comunque affascinante, nel quale abbiamo lavorato molto sulle chitarre, che sono lo strumento principe.

La registrazione dell’album è durata sei-sette mesi in tutto, abbiamo impiegato più o meno due mesi per ogni strumento, completando poi il tutto con l’incisione delle parti vocali. Ci siamo presi più tempo questa volta, volevamo un risultato assolutamente professionale. Da ‘Ruun’ saranno tratti poi due video, quello di ‘Path To Vanir’ e di ‘Essence’.

Crediamo che sul nuovo album ci siano davvero delle ottime canzoni. Vorremmo citare in particolare ‘Tides Of Chaos’, uno dei brani più complessi e ricchi di elementi, c’è del prog, ci sono sonorità sfaccettate, però è molto omogenea.”

E si sa, presto o tardi l’impegno premia. E gli Enslaved, estremamente popolari in madrepatria, grazie al successo di ‘Isa’ si aggiudicano l’ambito Grammy come miglior gruppo hard rock. A chi il merito della vittoria? Naturalmente ai fan e agli amici…

“Eh, eh, quando ci è arrivata la notizia che avevamo vinto il Grammy eravamo in Spagna in un piccolo club dove stavamo facendo il soudcheck prima della show! Una situazione un po’comica in effetti, anche perché puoi immaginare le nostre facce quando ce lo hanno detto! In Norvegia abbiamo suonato molte volte, possiamo vantare un pubblico saldo e affezionato. Con una parte di queste persone abbiamo costruito un rapporto di amicizia che va al di là del venirci a vedere ad un concerto. La vittoria la dobbiamo soprattutto a questi ragazzi che ci seguono da una vita, per i quali daremo sempre il meglio.

Non so se con ‘Ruun’ avremo la fortuna di replicare. Abbiamo lavorato al nuovo disco senza nessuna forzatura, mentre componevamo il materiale non ci chiedevamo se ciò che ne stava uscendo avrebbe potuto vincere nuovamente il Grammy oppure no. Ben venga se ciò accadrà, ma non è questo il nostro obbiettivo.”

Un gruppo epico vanta solitamente un panorama lirico a cavallo tra storia e leggenda, interessante da approfondire. ‘Ruun’ non sfugge a questa regola, arricchendo i testi di metafore che fanno leva sulla mitologia nordica. L’uomo affronta l’ira divina in ogni momento, ergendosi a baluardo della ragione contro le superstizioni.

“Da un punto di vista lirico si può dire che il nuovo album segue un concept. Ogni canzone ha a che fare con uno scontro tra l’umano e il divino, una battaglia metaforica che pur mettendo radici nella mitologia si potrebbe adagiare anche nella società contemporanea. Le sfide, le battaglie, le guerre, sono terribili ma assolutamente umane. Inoltre siamo spesso nelle mani del destino, come se le nostre vite fossero influenzate e tante volte ostacolate da queste entità superiori, che chiamiamo in causa quando ci sembra che non esistano altri motivi razionali per spiegarsi il perché di un avvenimento che ci mette a dura prova. Questo concetto è rappresentato anche nella copertina del disco, dove una nave, capovolta, sta affondando tra due enormi onde stilizzate che rappresentano l’ira degli Dei che si abbatte sull’uomo.”

L’imminente stagione estiva sembra essere ricca di appuntamenti per la band norvegese. Vediamo quali palchi i nostri si apprestano ad assaltare.

“Stiamo pianificando il tour. Tra i vari appuntamenti abbiamo in previsione lo Storasfestivalen qui in Norvegia. Si tratta di una kermesse particolare alla quale partecipano numerose band di vari panorami musicali, si va dal metal al progressive, addirittura al pop. Abbiamo già preso parte a questo festival ed è stato bello constatare come il pubblico sia variopinto e provenga da varie estrazioni. Noi possiamo contare sul nostro seguito che ama il metal estremo e gli Enslaved in particolare, ma non ci dispiacerebbe fare colpo anche su altri, perché no? Per una eventuale data in Italia non possiamo dire ancora nulla di concreto, dipende da come verrà impostato il tour europeo che al momento è in preparazione.”

Per concludere, un pensiero per l’audience italiana, saldamente in testa alle preferenze degli Enslaved.

“Gli Enslaved amano l’Italia più di ogni altro paese europeo, credetemi, non lo dico per convenienza. Abbiamo una voglia matta di farvi visita, siete il pubblico più caldo su cui possiamo contare.”

 

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login