Iced Earth: “Incorruptible”- Intervista a Jon Schaffer

Jon Schaffer degli Iced Earth è uomo di poche parole; l’avevamo già incontrato in una conferenza stampa nel corso di un Gods of Metal ed eravamo già rimasti colpiti dalla sua poca loquacità, compensata comunque da un’ottima capacitò di arrivare dritti al nocciolo delle questioni che gli venivano poste. Un atteggiamento che viene confermato anche da questa chiacchierata, fatta a ridosso dell’uscita dell’ultimo lavoro degli Iced Earth, “Incorruptible” (la recensione).

Ciao Jon, è un piacere avere di nuovo la possibilità di parlare con te.

Ciao, grazie a te, è un piacere.

Partirei chiedendoti come stanno andando i riscontri su “Incorruptible”.

Oh, sta andando tutto molto bene. Per il momento i feedback sono arrivati solo da voi della stampa, ma devo dire che i commenti che sto leggendo sono tutti molto favorevoli. Quello che molte recensioni sottolineano è la grande forza dei brani, inoltre l’album sta andando bene anche per le vendite in digitale, ha raggiunto ottime posizioni, anzi, mi pare che sia arrivato alla prima posizione nelle classifiche di iTunes e Amazon per quanto riguarda gli album metal!

Avete già iniziato a suonare alcuni brani dal vivo?

Sì, assolutamente, anche durante i concerti le cose sono andate molto bene, il pubblico ha reagito con molto entusiasmo, almeno per quello che potevo vedere io. Non è sempre facile capire le reazioni di un pubblico mentre stai suonando, ma ho capito che in molti non vedevano l’ora di sentirci dal vivo.

Avete apportato qualche modifica nel processo di songwriting dei brani per “Incorruptible”?

No, non direi, abbiamo lavorato sempre nello stesso modo. Definirei “Incorruptible” come un album in perfetto stile Iced Earth.

“Incorruptible” contiene infatti una serie di brani interessanti, per i quali ti vorrei chiedere qualche informazione in più. Cominciamo da “Raven Wings”.

“Raven Wings” è uno dei brani a cui sono più legato tra quelli di “Incorruptible”, un brano che ho impiegato molto tempo a scrivere e del quale sono particolarmente orgoglioso. Il corvo del titolo è una sorta di spirito guida personale, mentre il brano contiene un mix di elementi acustici ed elettrici, che danno vita a un brano che ha in sè una tonnellata di energia. Il brano parla di una sorta di viaggio spirituale e ha avuto una genesi molto lunga. La parte principale, ad esempio, mi è venuta in mente improvvisamente dopo una notte passata quasi in bianco, prima di un incontro molto importante con il nostro produttore. E’ nata per caso ma è diventata parte di un brano molto significativo per me. Mi ritengo una persona spirituale, non seguo nessuna religione in particolare ma penso molto alla mia spiritualità, e questo brano è un modo per esprimerlo. Credo che, insieme a “Black Flag”, sia il mio pezzo preferito dell’album, anche se è sempre difficole fare una classifica.

“Clear The Way” invece è riferita alla battaglia di Fredericksburg, vero?

E’ esatto, ma si riferisce in particolare, anzi è un vero e proprio tributo, a un aspetto di quella battaglia, cioè alla Irish Brigade, una brigata di fanteria che combattà nel corso della Guerra di Secessione. Il titolo del brano infatti era proprio il grido di battaglia di questa brigata, che ha partecipato tra l’altro alla Battaglia di Fredericksburg e subì tra l’altro perdite notevolissime. Gli irlandesi poi avevano un altro problema e sono stati perseguitati per il loro credo religioso, e il brano parla anche di questo aspetto.

Da ultimo, abbiamo “Seven Headed Whore”.

“Seven Headed Whore” fa riferimento alla Meretrice di Babilonia, una figura di cui si parla nella Bibbia. Come ti dicevoo prima, pur non praticando nessuna religione, mi ritengo una persona molto spirituale, e ho avuto modo di leggere alcuni passi della Bibbia. La trovo un ottimo spunto, anche per scrivere brani metal, sia per i suoi riferimenti storici che per tutto quello che ha comportato la religione nei secoli passati, e che sono degenerati anche in forme di controllo della mente.

Uscendo un attimo dai discorsi legati ad “Incorruptible”, quali sono gli album metal che ti hanno maggiormente influenzato nel tuo percorso di crescita musicale?

Oh, beh, sono tantissimi…sicuramente “Alive” dei Kiss, “Black Sabbath”, “2112” dei Rush, poi “Paranoid”, “Van Halen”, “The Number Of The Beast”, “Ride The Lightning”, “Killers”…sono tanti!

Per concludere, vorresti dire qualcosa ai tuoi fan?

Mi raccomando, ascoltate con attenzione il nuovo album! Ascoltatelo e immergetevi nella grande energia che, sono sicuro, vi potrà trasmettere.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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